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Opera d'arte Cristo crocifisso e angeli di Venusti Marcello (1512 ca./ 1579), a Torino

L'opera d'arte Cristo crocifisso e angeli di Venusti Marcello (1512 ca./ 1579), - codice 01 00350955 di Venusti Marcello (1512 ca./ 1579), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoCristo crocifisso e angeli
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350955
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVI terzo quarto; 1550 (ca) - 1560 (ca) [analisi stilistica; bibliografia]
autoreVenusti Marcello (1512 ca./ 1579),
materia tecnicatavola/ pittura a olio
misurecm, alt. 51, largh. 29,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiDIPINTO su tavola. CORNICE lignea intagliata e dorata, luce centinata; motivi decorativi con sfingi simmetriche e lira al centro, palmette nella fascia esternaSOGGETTI SACRI. PERSONAGGI: Gesù Cristo crocifisso. FIGURE: angeli. ATTRIBUTI: (Gesù Cristo) croce. PAESAGGIO
notizie storico-criticheIl dipinto, proveniente dalla collezione del marchese Durazzo a Genova, pervenne alla Galleria nel XIX secolo nel 1824, al momento dell'acquisto del palazzo, che divenne la sede genovese dei Savoia. Nel catalogo del Benna del 1855-1857 il quadro è riferito a Daniele da Volterra e risulta esposto nella sala 6, "Ronde dite la Tour". Così anche in quello successivo di Callery del 1859, di Gamba del 1884 e di Vesme del 1899. Nei cataloghi di Pacchioni del 1932 e 1951 figurava con la stessa attribuzione appeso nelle sale di consultazione. Nel 1971 si trovava nei depositi, e manteneva il riferimento al Ricciarelli (Gabrielli 1971). Invece per Federico Zeri (1973) l'opera è "ben lontana dai modi del grande pittore di Volterra ed è una delle innumerevoli derivazioni dal disegno di Michelangelo, tra le quali le più sostenute appartengono al catalogo di Marcello Venusti". Il disegno, a cui fa riferimento lo studioso, conservato al British Museum di Londra (inv. 1895-9-15-504), è uno dei tre fogli con soggetti sacri donati dal Buonarroti a Vittoria Colonna intorno al 1540. Rappresenta "un Giesù Christo in croce, non in sembranze di morto, come communemente s'usa, ma in atto di vivo col volto levato al padre" (A. Condivi 1553). I temi degli altri due disegni erano una 'Pietà' (identificabile nel foglio ora all'Isabella Stewart di Boston) e la Samaritana al pozzo (di cui rimangono varie repliche) (cfr. 'Vittoria Colonna e Michelangelo', catalogo della mostra a cura di P. Raguionieri, Firenze, Mandragora, 2005). Le invenzioni michelangiolesche, pur avendo una destinazione privata tramite i 'presentation drawings' offerti alla marchesa di Pescara, furono ben presto assai note e dettero origine a numerose incisioni (che certo concorsero alla loro fortuna) e derivazioni di vario genere. In effetti il dipinto potrebbe derivare dall'incisione di Giulio Bonasone ('Firenze e la Toscana dei Medici nell'Europa del Cinquecento. Il primato del disegno', catalogo della mostra, Firenze 1980, pp. 269-270), come dimostra l'aureola di raggi sul capo del Cristo di Torino, e l'iscrizione apposta in basso, tratta da quella presente nella stampa che recita:"MICHELO ANGELO BONAROTA FIORENTINO INVENTORE". La differenza più evidente è quella del paesaggio in basso, che nel dipinto della Sabauda raffigura una città, mentre nell'incisione è uno spazio collinare privo di abitazioni. Numerose sono le derivazioni pittoriche, come quella della Galleria Doria Pamphili a Roma. Diverse presentano la composizione del Crocifisso con due angeli piangenti integrata con le figure della Madonna e di San Giovanni tratte da altri du disegni michelangioleschi (Parigi, Louvre, inv. 720, 628). Si ricordano gli esemplari a: Firenze, casa Buonarroti; Oxford, Campion Hall, tutte opere riferite comunemente a Marcello Venusti. Per quella inglese è stato avanzato il nome dello stesso Michelangelo da Antonio Forcellino, proposta che non ha trovato consensi ('Il Rinascimento a Roma nel segno di Michelangelo e Raffaello', catalogo della mostra a cura di M. G. Bernardini e M. Bussagli, Roma, Palazzo Sciarra, 2011-2012). Il dipinto torinese, di qualità inferiore rispetto a quelli sopra citati, è associabile solo genericamente alla maniera del Venusti per essere situato nell'ambito di una produzione corrente di repliche di destinazione privata.
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di provenienza: ITALIA, Liguria, GE, Genova
altre attribuzioniRicciarelli Daniele detto Daniele da VolterraAmbito romano
bibliografiaCallery, J. M.( 1859)p. 164; Jacobsen, Emil( 1897)p. 132; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)p. 56; Berenson, Bernard( 1909)p. 123; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1909)p. 57; Pacchioni, Guglielmo( 1932)p. 22; Gabrielli, Noemi( 1959)p. 27; Gabrielli, Noemi(
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Capretti, Elena; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithCaldera, Massimiliano
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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