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Opera d'arte adorazione dei Magi di Maestro dell'Adorazione di Torino (notizie fine sec. XV-inizio sec. XVI), a Torino

L'opera d'arte adorazione dei Magi di Maestro dell'Adorazione di Torino (notizie fine sec. XV-inizio sec. XVI), - codice 01 00350991 di Maestro dell'Adorazione di Torino (notizie fine sec. XV-inizio sec. XVI), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoadorazione dei Magi
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350991
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XV fine; 1490 (ca) - 1499 (ca) [analisi stilistica]
ambito culturaleambito fiammingo(analisi stilistica)
autoreMaestro dell'Adorazione di Torino (notizie fine sec. XV-inizio sec. XVI),
materia tecnicatavola/ pittura a olio
misurecm, alt. 156.2, largh. 214.3,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiDipinto di formato quadrangolare.Soggetti sacri: Adorazione dei Magi.
notizie storico-criticheLa scena dell'Adorazione dei Magi è inserita in un paesaggio ricco di dettagli, in cui trovano posto vari episodi che precedono e seguono quello principale. Dal punto di vista stilistico l'opera mostra l’influsso di diversi maestri fiamminghi del XV secolo (soprattutto Gerard David, Hugo van der Goes e infine Rogier van der Weyden), il che la colloca nel tardo Quattrocento o all'inizio del Cinquecento. Il donatore che compare sulla sinistra è un ecclesiastico, più probabilmente un abate o priore. Dietro di lui si trova San Drogone, patrono dei pastori, popolare specialmente nel Nord della Francia. Friedländer teorizzò che l’Adorazione dei Magi avesse costituito la parte centrale di una pala d’altare della quale quattro ali più piccole erano conservate a Genova (Galleria di Palazzo Reale) e a Strasburgo (Musée des beaux arts, distrutto nel 1947), ma altri studiosi hanno scartato questa ipotesi. Sebbene la ricostruzione di Friedländer risulti poco coerente dal punto di vista iconografico, le dimensioni e le provenienze delle tavole corrispondono. Proprio come le tavole di Genova, che ritraggono le vite di Sant'Agnese e Santa Caterina, la tavola di Torino apparteneva alla collezione di Giovanni Battista Balbi di Genova e probabilmente può essere individuata nell'inventario redatto post mortem del 1648. Tale provenienza ha anche suggerito la proposta che il dipinto sia stato realizzato in Italia da un artista itinerante fiammingo.
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
bibliografiaFriedländer, M. J.( 1927-1928)61, pp. 273-279, n. 553; Aru, Carlo/ Geradon, Etienne : de( 1952)pp. 28-31; Friedländer, M. J.( 1971)V. VIa, p. 44, V. VIb, p. 111; Collobi Ragghianti, L.( 1990)p. 83, n. 150; Meijer, Bert W./ Sluiter, Guus/ Squellati Brizio,
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: de Groot, Erlend; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithCorso, Giorgia; Trascrizione per informatizzazione: Damiano, Sonia (2012)
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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