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Opera d'arte Amarilli e Mirtillo di Van Dyck Anton (1599/ 1641), a Torino

L'opera d'arte Amarilli e Mirtillo di Van Dyck Anton (1599/ 1641), - codice 01 00350989 di Van Dyck Anton (1599/ 1641), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloAmarilli e Mirtillo
soggettoAmarilli e Mirtillo
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350989
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVII secondo quarto; 1631 (ca) - 1632 (ca) [analisi storica; analisi stilistica]
ambito culturaleambito fiammingo(analisi stilistica)
autoreVan Dyck Anton (1599/ 1641),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 122, largh. 145.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiDipinto a olio su tela di formato quadrangolare.Soggetti profani: Amarilli e Mirtillo.
notizie storico-criticheIl soggetto è desunto da Il Pastor Fido del Guarini, edito nel 1585: Mirtilllo, travestito da ragazza, dopo essersi aggiudicato una gara di baci tra le ninfe, è qui ritratto mentre restituisce il premio della vittoria, una ghirlanda di fiori, alla propria amante Amarilli. L'artista trattò il soggetto in tre quadri. Il più antico, eseguito intorno al 1631 per il luogotenente olandese Frederick Henry e venduto nel 1713 al principe-vescovo di Schönborn, si trova oggi allo Schloss Weissenstein di Pommersfelden. La tela in Sabauda ne è una replica in buona parte autografa: al maestro debbono ascriversi almeno le figure, contraddistinte da una elevata tenuta qualitativa. La composizione, in particolare la ninfa distesa sulla destra, si ispira ad uno dei Baccanali di Tiziano per Alfonso d'Este, per l'esattezza quello oggi al Prado. Presso la École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi se ne conserva un bozzetto ad olio. Il quadro proviene dalla collezione viennese del principe Eugenio di Savoia Soissons, in gran parte acquistata da Carlo Emanuele III nel 1741. Entrò nel museo torinese fin dalla sua istituzione, nel 1832.
altra localizzazioneluogo di esposizione: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
bibliografiaBarnes, S. J., de Poorter, N., Millar, O., Vey H.( 2004)pp. 292-294; Spantigati, Carla Enrica (a cura di)( 2009)pp. 146-147; Meijer, Bert W./ Sluiter, Guus/ Squellati Brizio, Paola( 2011)p. 216-217, n. 281; Spantigati, Carla Enrica (a cura di)( 2012)p. 22
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: de Groot, Erlend; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithCorso, Giorgia; Trascrizione per informatizzazione: Damiano, Sonia (2012)
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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