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Opera d'arte Venere della tartaruga di Siciolante Girolamo detto Siciolante Girolamo da Sermoneta (1521/ 1575), a Torino

L'opera d'arte Venere della tartaruga di Siciolante Girolamo detto Siciolante Girolamo da Sermoneta (1521/ 1575), - codice 01 00350965 di Siciolante Girolamo detto Siciolante Girolamo da Sermoneta (1521/ 1575), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloVenere della tartaruga
soggettoVenere
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350965
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVI metà; 1545 (ca) - 1555 (ca) [bibliografia]
autoreSiciolante Girolamo detto Siciolante Girolamo da Sermoneta (1521/ 1575),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 182, largh. 94.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiDIPINTO su tela. CORNICE a listello con battuta a golaSOGGETTI PROFANI. PERSONAGGI: Venere. ANIMALI: tartaruga. ARCHITETTURE
notizie storico-criticheL'opera faceva parte della collezione dell'industriale piemontese Riccardo Gualino (Biella 1879 - Firenze 1964). A seguito del notevole apprezzamento ricevuto con l'esposizione di parte della sua collezione in Galleria Sabauda nel 1928, due anni dopo Gualino decise di donare alla Galleria una cospicua parte di tali opere, fra cui questo dipinto. Nel 1933, insieme ad altre 48 opere, venne inviato in temporaneo deposito alla sede dell'ambasciata italiana a Londra in Grosvenore Square, dove venne collocato al primo piano nella sala da ballo ('Dagli ori antichi' 1982, p. 40). Tornato in Italia per una esposizione temporanea a Roma nel 1945, il dipinto rimase a Londra fino al 1958, quando insieme alle altre opere ex-Gualino rientrò finalmente a Torino. Attribuita tradizionalmente a Sebastiano del Piombo, l'opera viene collocata nel periodo veneziano del Luciani per il colore giorgionesco e la monumentalità classica della composizione da Venturi (1928), che la accosta alla figura della vera madre nel 'Giudizio di Salomone' allora nella collezione Bankes di Kingston Lacy. Dubbi nei confronti di tale attribuzione sono avanzati già da Gombosi (ad vocem "Piombo fra Sebastiano", in "Thieme-Becker Kunstlerlexikon, Lipsia 1933, XXVII, p.74) e da Dussler ("Sebastiano del Piombo", Basilea 1942, p. 146), mentre Federico Zeri (1951) l'ha assegnata a Gerolamo Siciolante da Sermoneta, allievo di Perin del Vaga, accostandola fra l'altro alla 'Pazienza' della Galleria Palatina di Firenze che però è da riferirsi a Giorgio Vasari. Concorda con tale attribuzione, Noemi Gabrielli (1971) che fa notare come dalle indagini radiografiche sia emerso il fatto che volto della dea è una ridipintura settecentesca che cela quello originale frontale e allungato. Invece Hunter (1996) espunge l'opera dal catalogo di Siciolante, dandola ad anonimo. Nonostante l'importante ridipintura costringa a una certa cautela, il dipinto sembra riferibile all'artista o quantomeno al suo ambito, sulla base del confronto con opere sicuramente autografe come la pala di San Martino Maggiore a Bologna e il nudo femminile nella Pinacoteca Capitolina di Roma, opere databili alla fine del quinto decennio.
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
bibliografiaVenturi, Lionello( 1926); Venturi, Lionello( 1928); Zeri, Federici( 1951)pp. 148-149; Gabrielli, Noemi( 1959)p. 26; [Gabrielli, Noemi]( 1961)p. 60; Gabrielli, Noemi( 1965)p. 31; Gabrielli, Noemi( 1971)p. 230 n. 679; Hunter, John( 1996)p. 255 n. C-30
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Capretti, Elena; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithCaldera, Massimiliano
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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