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Opera d'arte Sant'Antonio Abate a Gubbio

L'opera d'arte Sant'Antonio Abate - codice 10 00075968 si trova nel comune di Gubbio nella provincia di Perugia sita in chiesa, Chiesa di S. Maria Nuova, NR (recupero pregresso), Raccolta d'Arte Comunale, parete sinistra
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bene culturaledipinto, complesso decorativo
soggettoSant'Antonio Abate
tipo schedaOA_3.00
codice univoco10 00075968
localizzazioneItalia, Umbria, PG, GubbioNR (recupero pregresso)
contenitorechiesa, Chiesa di S. Maria Nuova, NR (recupero pregresso), Raccolta d'Arte Comunale, parete sinistra
datazionesec. XIV seconda metà; 1350 - 1399 [analisi stilistica]
ambito culturaleambito eugubino(NR (recupero pregresso))
materia tecnicaintonaco/ pittura a fresco
misurealt. 220, largh. 130,
condizione giuridicaproprietà Stato, SBAAAS PG
dati analiticiAffresco riquadrato con cornice a due colori e motivo geometrico. Figura maschile (S. Antonio Abate) in piedi, lunga barba bianca, posa di tre-quarti, aureola dorata, nella mano destra tiene un lungo bastone, nella sinistra un libro chiuso con piccolo campanello; in basso testa di porcellino.Soggetti sacri. Personaggi: Sant'Antonio abate. Attributi: (Sant'Antonio abate) Porcellino; Bastone; Croce a Tau; Libro. Abbigliamento religioso: Saio.
notizie storico-criticheL'iscrizione che abbiamo riportato è attualmente illeggibile, ma è stata ripresa dalla relazione di U. Gnoli alla Soprintendenza nel 1918 e conservata nei suoi archivi (AS(C) - 15-15). Dallo stesso poi l'opera è giudicata una figura nuova nell'arte del XV secolo, per la perfetta modellatura del volto; da Crowe e Cavalcaselle venne invece attribuita al pittore eugubino Guido Palmerucci, mentre il Venturi la giudicò opera più tarda. Il Todini (1989) attribuisce invece l'affresco ad un pittore eugubino affine a Mello da Gubbio, della prima metà del XIV secolo. Certo è che il venerando anacoreta appare memorabile per le sue accentuazioni espressive e soprattutto per la serrata concentrazione psicologica che emana, oggi ancor più evidenziata dal recente restauro. La critica più recente come anche lo studioso locale Sannipoli tende ad attribuirlo sempre più con certezza al pittore trecentesco eugubino Mello, indivuduando uno stile da premesse della cultura senese, orientato verso un robusto realismo e plasticismo sul tipo di quello che contemporaneamente si stava manifestando nell'Italia settentrionale, specie in Lombardia. L'affresco mostra chiaramente i mezzi espressivi di Mello specie nel plasticismo del volto che ritroviamo espresso in molte delle sue opere che a lui vengono riferite, di cui alcune già nel catalogo del 'Palmerucci', come la Madonna di Valdichiascio della Raccolta diocesana o la Pala della Pieve d'Agnano dallo stesso firmata, o ancora il San Giovanni Battista e la Madonna con il Bambino, affreschi staccati da questa stessa chiesa all'inizio del secolo e già attribuiti dalla Neri Lusanna (1977) al pittore Palmerucci.
bibliografiaSanti F.( 1980)pp. 63-68; Sannipoli E.A.( 1987)n. 3-4-5, pag. 3; Neri Lusanna E.( 1985)nn. 419-421-423, pp. 36-45; n. 325, pp. 10-39
definizionedipinto
regioneUmbria
provinciaPerugia
comuneGubbio
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS38
ente competenteS38
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Migliarini M.; Funzionario responsabile: Abbozzo F.; Trascrizione per informatizzazione: Migliarini M. (1999); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Delogu G. F. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1999
anno modifica2006
latitudine43.330211
longitudine12.546865

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