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Opera d'arte ritorno del figliol prodigo di Batoni Pompeo (1708/ 1787), a Torino

L'opera d'arte ritorno del figliol prodigo di Batoni Pompeo (1708/ 1787), - codice 01 00351283 di Batoni Pompeo (1708/ 1787), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoritorno del figliol prodigo
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00351283
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVIII terzo quarto; 1765 (ca) - 1770 (ca) [bibliografia; analisi stilistica]
autoreBatoni Pompeo (1708/ 1787),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 130, largh. 98,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiTela rettangolare dipinta in cornice lignea dorata del XIX secolo, decorata da modanature alternativamente lisce e ad ovuli. Raffigura il Ritorno del figliol prodigo: le figure sono a tre quarti, a sinistra il figlio, di profilo e a torso nudo, piangente, a destra il padre, vestito, nell'atto di accogliere il ragazzo avvolgendolo con il suo manto di pelliccia.Personaggi: padre, figliol prodigo. Abbigliamento.
notizie storico-criticheNell’Elogio di Pompeo Batoni di Onofrio Boni (1787, p. 48) è menzionato un 'Ritorno del figliol prodigo' realizzato dal pittore su commissione del cardinale Enrico Benedetto Stuart duca di York, con cui il dipinto è generalmente messo in relazione come replica autografa o mera copia dell’originale attualmente disperso (Clark 1985, p. 298). Batoni frequentò più volte il soggetto: oltre al quadro della Sabauda si conoscono il dipinto del Louvre (altra copia secodo Clark), quello di Pavlovsk Palace e quello del Kunsthistorisches Museum di Vienna (i soli autografi nel giudizio del Clark). In paragone a queste ultime, lo studioso britannico ha giudicato la tela della Sabauda di esecuzione dura e grezza. Se confrontato con la versione di Vienna, datata al 1773, il dipinto si rivela effettivamente di qualità inferiore, più secco nell’articolazione delle pose e del panneggio, meno felice nella definizione anatomica del busto del giovane e nella descrizione della pelliccia interna del manto del padre, al di sotto del virtuosismo ‘fiammingo’ solitamente esibito dal pittore nel trattamento di questi dettagli. La qualità dell’opera resta comunque alta, tale da non escludere l’autografia. Opera di Batoni, non fra le più riuscite. A differenza di quanto riportato in bibliografia (Mazzini 1968), il dipinto risulta segnalato nell’inventario della Galleria di S.M. il Re di Sardegna del 1822 (Conoscere la Galleria Sabauda 1982, p. 105). Il suo ingresso nelle collezioni è pertanto antecedente tale data.
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di provenienza: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
bibliografiaBoni, Onofrio( 1787)p. 48; Callery, J. M.( 1859)p. 166; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)p. 130, n. 480; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1909)p. 135; Emmerling, Ernst( 1932)pp. 112, 113; Pacchioni, Guglielmo( 1932)p. 12; Gabrielli, Noemi( 1959)p. 16; Gabr
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Culatti, Marcella; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithNicita, Paola
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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