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Opera d'arte elementi decorativi a Venezia

L'opera d'arte elementi decorativi - codice 05 00641144 si trova nel comune di Venezia, capoluogo dell'omonima provincia
immagine - immagine non disponibile -
bene culturalevera da pozzo, opera isolata
soggettoelementi decorativi
tipo schedaOA_3.00
codice univoco05 00641144
localizzazioneITALIA, Veneto, VE, Venezia
datazionesec. XV ; 1400 (post) - 1499 (ante) [bibliografia]
ambito culturaleproduzione veneziana(contesto)
materia tecnicapietra d'Istria
misurem, alt. 92, largh. 105,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiputeale cilindrico con cornice sommitale quadrata e sottostanti quattro foglie carnose ripiegate a doppia voluta. Sui fronti sono: rosetta con petali arricciati, scudo gotico, rosetta, scudo a tacca. La bocca del pozzo è chiusa da grigliato quadrato e probabilmente da sottostante gettata in cemento.elementi decorativi vegetali e floreali, stemmiSTEMMI, EMBLEMI, MARCHI: Classe di appartenenza: stemma, Qualificazione: gentilizio, Identificazione: Correr, Posizione: su un fronte della vera, Descrizione : scudo gotico, troncato, alla losangha troncata dell'uno nell'altro invertite., ; STEMMI, EMBLEMI, MARCHI: Classe di appartenenza: stemma, Qualificazione: gentilizio, Identificazione: Correr, Posizione: su un fronte della vera, Descrizione : scudo a tacca, troncato, alla losangha troncata dell'uno nell'altro invertite.,
notizie storico-criticheIl pozzo, opera del secolo XV, era in origine probabilmente privato per i due stemmi appartenenti alla casata dei Correr che sono scolpiti su due fronti opposti e che ne identificavano l’appartenenza. Gli scudi dovevano apparire così colorati: troncati d'argento e d'azzurro, alla losanghe troncate dell'uno nell'altro invertite. Così Tassini in “ Curiosità veneziane” narra della famiglia Correr “Da Torcello, sullo spuntare del secolo IX, venne in Rilato la famiglia Correr, o Corraro, annoverata nel 1297 dal doge Pietro Gradenigo fra quelle cui spettava l’ereditario diritto d’appartenere al Maggior Consiglio. Rifulse principalmente questa famiglia per le dignità della chiesa. Un Pietro Correr, che fiorì nel 1270, fu arcivescovo di Candia, e patriarca di Costantinopoli. Un Angelo , videsi il primo dicembre 1406, innalzato al soglio pontificio, sotto il nome di Gregorio XII. Beriola di lui sorella, sposatasi ad Angelo Condulmer, fu madre di Gabriele, divenuto anch'egli pontefice sotto il nome d'Eugenio IV, ed ava dell'altro pontefice Paolo II Barbo. Antonio Correr, nipote di papa Gregorio XIII, morì nel 1445 in concetto di santo, essendo cardinale e vescovo di Porto, Ostia, e Velletri. Egli istituì i canonici regolari di S. Giorgio in Alga di Venezia, e nella loro chiesa ebbe sepolcro. Un altro Antonio, dell'ordine dei Predicatori, venne insignito del vescovato di Ceneda nel 1406. Gregorio, nipote del cardinale Antonio, fu eletto nel 1459 vescovo di Vicenza e quindi nel 1464 trasferito al patriarcato di Venezia, ma morì nell'anno medesimo prima di prendere il possesso della sua nuova dignità. Ciò avvenne anche ad un altro Gregorio, destinato nel 1460 da Papa Pio II al vescovado di Padova. Finalmente Antonio Francesco Correr, dopo aver percorso tutti i gradi della milizia marittima, fattosi Cappuccino, restò eletto pur egli patriarca di Venezia nel 1734. Uscirono inoltre da questa casa varii Procuratori di S. Marco, Capitani di mare, Provveditori di Campo, e Rettori di Provincie. Né vuol essere pretermesso quel Teodoro Correr, il quale, morendo nel 1830 legò alla nostra città un suo casamento posto a S. Giovanni Decollato, sopra il Canal Grande, adorno d'una doviziosa raccolta di quadri, statue, libri a stampa, manoscritti, medaglie ecc., e fissò nel tempo istesso buone rendite pel mantenimento di tali oggetti preziosi, costituenti oggi, con altre aggiunte, il patrio Museo. Il palazzo di S. Fosca, che dà il nome alle strade per noi illustrate, venne in proprietà dei Correr soltanto dopo la metà del secolo XVII. Da essi si denominarono varie strade di Venezia” (Tassini, 1970, pp. 188-189). Nel 1980-1981 la vera fu oggetto di restauro conservativo: si svuotò il pozzo, si posero delle grappe in acciaio inox per il consolidamento all’interno, pulitura delle superfici lapidee, rimozione di macchie di vernice. Il coperchio fu messo in opera in seguito. Per quanto concerne la costruzione del ”pozzo veneziano” questo “è un eccezionale espediente tecnologico inventato per risolvere il problema del rifornimento di acqua potabile in un ambiente urbano circondato dalla laguna. Si tratta di una grande struttura sotterranea, costruita da un’ampia cisterna ben costruita e resa impermeabile all’acqua salmastra, riempita di sabbia attraverso cui l’acqua piovana raccolta nel campo filtra prima di depositarsi nel fondo, e dentro la quale è annegata una canna cilindrica in mattoni che pesca sul fondo e su cui appoggia la vera da cui si tira su l’acqua” (2005, Touring Club, “Venezia”).
bibliografiaRizzi A.( 1992)p. 34 n. 50; Comune di Venezia( 1910)pp. 9-20; Rizzi A.( 1976)pp. 5-13; Costantini M.( 1984); Rizzi A.( 1992)pp. 7-65; Touring club italiano( 2005)pp. 20-21
definizionevera da pozzo
regioneVeneto
provinciaVenezia
comuneVenezia
provvedimenti tutelaDLgs n. 42/2004, NR, NR
ente schedatoreS161
ente competenteS161
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Barbon, Giorgia; Funzionario responsabile: Fumo, Grazia
anno creazione2014

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