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Opera d'arte Cristo coronato di spine di Da Ponte Jacopo detto Jacopo Bassano (1510 ca./ 1592), a Torino

L'opera d'arte Cristo coronato di spine di Da Ponte Jacopo detto Jacopo Bassano (1510 ca./ 1592), - codice 01 00350799 di Da Ponte Jacopo detto Jacopo Bassano (1510 ca./ 1592), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoCristo coronato di spine
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350799
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVI ultimo quarto; 1575 (post) - 1592 (ante) [bibliografia]
autoreDa Ponte Jacopo detto Jacopo Bassano (1510 ca./ 1592),
materia tecnicalavagna/ pittura a olio
misurecm, alt. 80, largh. 59,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiCornice del XVIII secolo, adattata ante 1851.Personaggi: Cristo. Strumenti del Martirio: corona di spine; canna; corda. Figure: soldati; sgherri; giovinetti. Animali: cane. Oggetti. Armi. Elementi architettonici. Ambientazione notturna.
notizie storico-criticheIl dipinto è riconoscibile nel “Christo incoronato del Bazzano” citato nelle Liste di oggetti giunti da Milano nel luglio del 1633 tramite il maestro di Guardaroba Bartolomeo Barroero, cioè tra le opere acquistate per 10 000 scudi d’oro da P.A. Maggi per conto di Vittorio Amedeo I (Gabrielli, 1971; Bava, 1995). Attribuito per tradizione a Jacopo ma a parere di Arslan (1931; 1960) volgare fattura di bottega prossima allo stile di Francesco e analoga per schema compositivo al dipinto già di collezione Tinozzi a Bologna, oggi in collezione privata romana (Aliberti Gaudioso, 1982, pp. 202-203 scheda 77), che costituirebbe anche a parere di Ballarin (1966-67) il dipinto prototipiale della serie e preludio alla versione estrema del soggetto di Oxford. Sono tuttavia note numerose repliche di diversa qualità, tra le quali Arslan segnalava una copia presso il Museo di Lille. Le fonti storiografiche coeve testimoniano che il soggetto, come anche altri celebri notturni, ebbe notevole fortuna e fu praticato da Jacopo e a seguire dal figlio Francesco spesso ricorrendo ai supporti lapidei di colore scuro, alla pietra nera di Verona (Marucini, 1577; Van Mander [1604]) o nel presente caso dipingendo su lavagna, così da sfruttare a pieno le potenzialità cromatiche dello stesso materiale per conferire al soggetto ulteriori accenti di drammaticità e patetismo. La critica all’unanimità non ha del resto tralasciato di sottolineare come l’intonazione timbrica di tale produzione e il tocco di gran lunga più sfaldato rispetto a quella anteriore, si accostino allo stile dell’ultimo Tiziano e particolarmente alla Coronazione di spine dell’Alte Pinakothec di Monaco. A sua volta anche la Gabrielli (1971) la riteneva un’opera di fattura grossolana, declassabile ad anonimo prodotto fuoriuscito dalla bottega di Jacopo. Tra gli esemplari noti compatibili per tecnica e supporto con il dipinto sabaudo la Coronazione di spine del Prado è stata da ultimo attribuita a Leandro da Falomir (2001), che per l’appunto ricorda le comuni caratteristiche tecniche esistenti tra le due e segnala una terza versione dell’episodio affine anche per il formato, di fattura bassanesca ma minore qualità formale, presso l’Escorial. Anche in questo caso, infatti, si tratta di un perfetto esempio di serializzazione della produzione pittorica della bottega, rivolta per lo più a soddisfare le esigenze intimistiche della devozione privata. Il dipinto in oggetto presenta una maggior complessità di dettaglio rispetto a quello spagnolo. Si colgono minute differenze nella figura alle spalle di Cristo e nell’abbigliamento dei personaggi ma soprattutto se ne discosta per la presenza di una donna che si affaccia dalla quinta architettonica a sinistra, per quella di un vegliardo di profilo con un cappello in primissimo piano all’estremità della composizione e dello sfondo che s’intravede a destra, dove oltre il colonnato sono rappresentati altri due personaggi rischiarati dalla presenza di un terzo punto luce e s’intuisce un ulteriore sviluppo dell’episodio evangelico o una sovrapposizione narrativa al soggetto principale.
altra localizzazioneluogo di provenienza: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di esposizione: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Moncalieri
altre attribuzioniDa Ponte Jacopo detto Jacopo Bassano
bibliografiaMarucini, Lorenzo( 1577); Notizie delle opere di pittura e di scultura esposte nel palazzo della Regia Università( 1820)p. 45 n. 148; Callery, J. M.( 1859)p. 62; [Vico, Giovanni]( 1866)p. 22; Angelucci, A.( 1868)p. 119; Baudi di Vesme, Alessandro( 1897)II
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
rapportoRAPPORTO OPERA FINALE/ORIGINALE: Stadio opera: derivazione con varianti, Autore opera finale/originale: Da Ponte Jacopo detto Jacopo Bassano, Data opera finale/originale: , Collocazione opera finale/originale: Roma, collezione privata,
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Accornero, Chiara; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithMoratti, Valeria
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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