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Opera d'arte Ritratto di Francesco Petrarca a Torino

L'opera d'arte Ritratto di Francesco Petrarca - codice 01 00350954 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloRitratto di Francesco Petrarca
soggettoritratto maschile
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350954
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVIII-XIX fine/ inizio; 1720 (ca) - 1820 (ca) [analisi stilistica; analisi storica]
ambito culturaleambito fiorentino, realizzazione(analisi stilistica)
materia tecnicatavola/ pittura a olio
misurecm, alt. 33, largh. 23,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiDIPINTO su tavola. CORNICE lignea intagliata e dorataSOGGETTI PROFANI. PERSONAGGI: Petrarca, Francesco. ATTRIBUTI: corona di alloro. ABBIGLIAMENTO
notizie storico-criticheRitenuto opera di incognito nei cataloghi ottocenteschi, il quadro è stato riferito a Scuola fiamminga del XVI secolo dal Vesme e dai cataloghi successivi. Esposto nella sala VI dedicata alla scuola fiamminga del XVI secolo (Pacchioni 1932 e 1951), venne poi trasferito nei depositi (Gabrielli 1959 e 1965; il quadro non mi risulta menzionato in Gabrielli 1971). Il dipinto è una delle numerose repliche di un dipinto cinquecentesco oggi appartenente Gallerie fiorentine (tavola, cm 22x17; inv. 1890 n. 1519) in deposito esterno presso l'Accademia del Petrarca ad Arezzo (cfr. 'Gli Uffizi. Catalogo generale', Firenze, Centro Di, 1980, p. 508, n. P1562 scheda di S. Padovani). L'opera riferita a scuola toscana intorno al 1550-1570 ca. ha un pendant: un ritratto di Dante Alighieri (tavola, cm 22x17; inv. 1890 n. 1521). Entrambe le tavole sono menzionate nell'inventario della collezione del Granprincipe Ferdinando de' Medici (1713), attribuite alla scuola del Perugino (M. Chiarini, 'I quadri della collezione del Principe Ferdinando di Toscana', in 'Paragone', XXVI, 1975, 301, pp. 57-98; 303, pp. 75-108; 305, pp. 53-83). Risulta agli Uffizi nel 1807 in epoca napoleonica, quando l'ondata di interesse per i personaggi illustri della storia e della cultura toscana è crescente riflettendosi anche nella diffusione delle effigi (dipinte scolpite e a stampa) di tali personaggi. Lo dimostrano anche i volumi di Elogi di uomini illustri accompagnati dai e la serie di sculture poste all'esterno del porticato degli Uffizi. Fra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento numerose sono anche le repliche del quadro mediceo, come quella ricordata nella collezione del cardinale Fesch, zio di napoleone, o uno dei dipinti della serie presso il Museo di Morpurgo a Trieste (Pinto 1977). Il dipinto torinese potrebbe dunque essere una derivazione di tardo Settecento. Il Petrarca delle Gallerie Fiorentine si inserisce in una produzione di ritratti di poeti toscani che a Firenze emerse nel corso del Cinquecento in parallelo alla rivalutazione del volgare poetico toscano . Emblematici in questo senso sono i dipinti raffiguranti Dante Petrarca e Boccaccio realizzati da Bronzino per la camera Bettini e i "sei poeti antichi" rappresentati da Giorgio Vasari per Luca Martini nel 1543 (Minneapolis, Institute of Art inv. 71.24) replicata per Paolo Giovio nel 1548. Come ricorda lo stesso Vasari, tali ritratti furono "cavati dalle teste antiche loro accuratamente" e suggerirono l'iconografia dei personaggi (fattezze del volto, abito, acconciatura, corona di alloro) per le effigi successive. Ad essi si rifanno infatti evidentemente il ritratto realizzato da Cristofano dell'Altissimo (ante 1568) per la serie gioviana oggi nei corridoi degli Uffizi (inv. 1890 n. 144), ma anche i dipinti citati delle Gallerie fiorentine, anche se posa e atteggiamento sono diversi. Nella fototeca della Fondazione Federico Zeri è presente l'immagine di un ritratto di Petrarca, segnalato nel 1978 in collezione privata milanese (tavola; scheda 34847). La composizione è analoga ma più ampia, dal momento che il personaggio a mezzo busto mostra il volume manoscritto dei sonetti aperto. L'attribuzione a Giovan Battista Naldini proposta dalla fototeca è condivisibile. Altra versione della composizione in collezione Corsini a Firenze è pubblicata dalla Pinto (1977).
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
altre attribuzioniScuola fiamminga, XVI secoloHolbein, Hans
bibliografia[Vico, Giovanni]( 1866)p. 45 n. 328; Gamba, Francesco( 1879)p. 49 n. 328; Gamba, F.( 1884)p. 82 n. 328; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)p. 72 n. 201; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1909)p. 75 n. 201; Pacchioni, Guglielmo( 1932)p. 24 n. 201; Pacchioni, G
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Capretti, Elena; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithCaldera, Massimiliano
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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