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Opera d'arte Angelica e Medoro incidono i loro nomi sulla corteccia dell'albero a Torino

L'opera d'arte Angelica e Medoro incidono i loro nomi sulla corteccia dell'albero - codice 01 00210550 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoAngelica e Medoro incidono i loro nomi sulla corteccia dell'albero
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00210550
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torino
datazionesec. XVII seconda metà; 1650 - 1699 [documentazione; bibliografia analisi stilistica]
ambito culturaleambito veneto (?)(analisi stilistica; bibliografia)ambito genovese(analisi stilistica)
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 120, lungh. 140,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiI due personaggi sono rappresentati seduti a terra. Medoro, di spalle, con i capelli castani che discendono in riccioli sulle spalle, indossa una tunica che si annoda sulle spalle ed è rappresentato nell'atto di scrivere il proprio nome e quello dell'amata sulla corteccia di un albero con un bastincino. Angelica, con i capelli biondi raccolti in un'elaborata acconciatura con trecce e diadema, è rappresentata di profilo, intenta ad osservare l'amato, una mano fa perno sul terreno e l'altra è rivolta verso di sé; le gambe sono accavallate. Il seno è scoperto, sulle gambe si intravede una tunica chiara ed un manto rosso. Sullo sfondo, di colore bruno, come i toni di tutta la composizione, un arbusto a sinistra.Soggetti profani. Personaggi: Angelica; Medoro. Abbigliamento. Oggetti: bastoncino. Vegetali: arbusto; tronco d'albero.
notizie storico-criticheLa tela ed il suo pendent, "Apollo e Dafne", pur in assenza di specifiche indicazione reperite sugli esemplari, sui quali sono state identificate solo le etichette inventariali apposte dalla Provincia di Torino, potrebbero essere arredi originali di palazzo Dal Pozzo della Cisterna. Possono, infatti, identificarsi con la coppia di opere di soggetto mitologico che, insieme ai dipinti di soggetto biblico di Pietro da Cortona e Giovanni Francesco Romanelli, vennero acquistate dall'Ente nel 1940 per L. 2000, a seguito dell'acquisizione dell'edificio. Non sono stati individuati, negli inventari patrimoniali della famiglia di collezionisti specifici riscontri, quanto meno tematici, per i dipinti in esame. Per quanto attiene la cronologia, concordando con quanto attestato nell'inventario patrimoniale dell'Ente del 1964 e con quanto affermato da Franco Monetti e Arabella Cifani, appare plausibile, sia per la impostazione della composizione che per la tipologia delle figure, una datazione intorno alla metà del secolo XVII. Da un punto stilistico, piuttosto che le influenze venete proposte da Luigi Mallé, appare assai più probabile che si tratti di un pittore genovese, parzialmente influenzato da Rubens nella corpulenza delle immagini femminili, sostanzialmente vicino ai modi di Valerio Castello (Genova, 1624-1659). Potrebbero far parte di una serie più ampia ispirate a vicende di amori felici ed incompiuti del mito e della letteratura, A. Cifani, P. E. Fiora di Centocroci, F. Monetti, La quadreria e gli ambienti aulici di Palazzo Cisterna, Torino, 1996, p. VII.
bibliografiaCifani A./ Fiora di Centocroci P. E.( 1996)p. VII
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
ente schedatoreTO
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin F.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2004
anno modifica2007

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