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Opera d'arte a Torino

L'opera d'arte libreria, opera isolata - codice 01 00210434 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia
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bene culturalelibreria, opera isolata
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00210434
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torino
datazionesecc. XIX/ XX fine/inizio; 1890 - 1910 [analisi stilistica; documentazione bibliografia]
ambito culturaleproduzione Italia settentrionale(analisi stilistica; bibliografia; documentazione)
materia tecnicalegno di noce/ intaglio/ verniciaturaferro/ battituravetro/ colorazione
misurealt. 218, largh. 42, lungh. 226,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiCorpo unico con ripiani interni. Cornice superiore modinata con profilo a foglie stilizzate, cui segue una sottile fascia liscia, una con ovuli ed una terza con dentelli. Fregio scompartito in pannelli rettangolari e quadrati da cornici, profilato da dentelli. Quattro ante con serratura e chiave. Ciascuna di esse, entro intelaiatura lignea con cornice modinata con vetro, porta infisso un pannello rettangolare in ferro battutto con motivo decorativo a losanghe formate da racemi vegetali stilizzati. In corrispondenza degli spigoli ed al centro paraste scanellate con capitello corinzio. Nella parte inferiore del mobile sono collocati due cassetti, profilati da cornice rettangolare baccellata, con maniglie metalliche pendenti. In corrispondenza degli spigoli ed al centro mascherone entro cartella rettangolare. Poggia su alto zoccolo con profilo modinato e profilo superiore intagliato a foglie stilizzate.NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheLa libreria fa parte della serie di arredi che vennero acquistati, con delibera del luglio 1940, dalla Provincia di Torino a seguito dell'acquisizione di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, fino a tale data proprietà di Casa Savoia-Aosta. Nell'elenco topografico, infatti, sono indicate due voci con "1 libreria legno e ferrobattuto", rispettivamente collocate nella "Sala d'aspetto", con stima L. 4.500 e nel "Salotto privato dell'Altezza Reale". Si tratta di uno dei pochi arredi che non andarono venduti durante le numerose tornate d'asta che nella prima metà del Novecento portarono alla dispersione della mobilia originale del palazzo, benché non più collocato nell'ambientazione originale, come dimostrato da alcune fotografie d'epoca, ove si possono osservare esemplari molto vicini a quello in esame, pubblicate nel catalogo d'asta edito nel 1932 dalla Galleria Dante Giacomini, Catalogo delle collezioni private d'arte appartenute a S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, Galleria Dante Giacomini, Roma, 1932, tavv. IV, LXVI. La libreria, infatti, fa parte della serie di arredi commissionati dal duca en suite con la decorazione in stile neorinascimentale da lui voluta che trasformò il volto del palazzo settecentesco. La preferenza accordata alla cultura figurativa del XV/XVI secolo, si inserisce nell'ambito della caratteristica inclianazione della cultura ottocentesca al recupero degli stili storici, spesso connessi, nelle varie aree regionali, al richiamo di un passato glorioso. Contrariamente alla tendenza diffusa in Piemonte, tesa al recupero del tardo gotico, come testimonia il riallestimento del castello di Issogne da parte di Vittorio Avondo, Emanuele Filiberto preferì il più consolidato ed internazionalmente diffuso gusto fiorentino. La tipologia in esame, infatti, rimanda proprio prototipi toscani, A. M. Massinelli, Il mobile toscano, Milano, 1993, p. 44, n. 59. Frequente è, inoltre, l'utilizzo del ferro battuto verniciato nero per pannelli ornamentali, V. Terraroli, Le arti decorative in Lombardia tra Ottocento e Novecento nel dibattito tra artigianato e industria. I ferri battuti e le vetrate artistiche, in V. Terraroli (a cura di), Le arti decorative in Lombardia nell'età moderna 1780-1940, Milano, 1999, pp. 9-44. Pur non essendo state reperite precise note di pagamento che documentino la commissione degli arredi, coordinati, naturalmente, anche ad esemplari reperiti sul mercato antiquario, è noto da una guida commerciale della città di Torino che due studi fossero interessati, in quegli anni, da committenze da parte di Casa Savoia-Aosta, ovvero, quello di Carlo Albertoni e quello di Giuseppe Anguissola; inoltre, da un annuncio pubblicitario dei fratelli Mora di Milano risulta che anche i famosi mobilieri lombardi fossero tra i fornitori della famiglia ducale, Augusta Taurinorum. Torino illustrata nelle sue cose e nei suoi cittadini, Torino s.d. [ma 1902], pp. 256-258; E. Colle, Museo d'Arti applicate, mobili e intagli lignei, Milano, 1996, pp. 26-28.
bibliografiaAugusta Taurinorum( 1902)pp. 256-258; Catalogo delle collezioni( 1932); Colle E.( 1996)pp. 26-28; Massinelli A. M.( 1993)p. 44, n. 59; Terraroli V.( 1999)pp. 9-44
definizionelibreria
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
ente schedatoreTO
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin L.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2003
anno modifica2007

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