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Opera d'arte Vesta di Tenerani Pietro (Torano, Massa Carrara, 1789 / Roma 1869), a Roma

L'opera d'arte Vesta di Tenerani Pietro (Torano, Massa Carrara, 1789 / Roma 1869), - codice 12 00828213 di Tenerani Pietro (Torano, Massa Carrara, 1789 / Roma 1869), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale delle Belle Arti, 131, Salone dell'Ercole
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bene culturalescultura, opera isolata
titoloVesta
soggettodivinità romana
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00828213
localizzazioneRM, Romaviale delle Belle Arti, 131
contenitorepalazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale delle Belle Arti, 131, Salone dell'Ercole
datazioneXIX ; 1844 (ca.) - 1844 (ca.) [bibliografia]
autoreTenerani Pietro (Torano, Massa Carrara, 1789 / Roma 1869),
materia tecnicamarmo
misurealt. 188, largh. 82, prof. 50,
condizione giuridicaproprietà Stato, Galleria Nazionale d'Arte Antica (Palazzo Corsini)
dati analiticiritratto a figura intera di Vesta con il capo velato e il fuoco sacro acceso alla sua destra.
notizie storico-critichePer un approfondimento delle vicende storico-artistiche relative al ciclo di sculture e all'Ercole e Lica di Canova, si rimanda alle schede NCTN 00828202 e 00828203. Al carrarese Pietro Tenerani, tra i più importanti scultori attivi nella capitale pontificia, furono commissionate dal principe Alessandro Torlonia le statue di due divinità legate al fuoco: Vesta e Vulcano (cfr. scheda NCTN 00828214). Oreste Raggi, nella sua biografia dell'artista, afferma che il contratto fu stabilito nell'aprile del 1842 e che la consegna delle due opere era prevista per il mese di giugno dell'anno successivo (cfr. Raggi, 1880, p. 212). Tenerani godeva del favore dei Torlonia, dal momento che si rivolsero a lui anche in altre occasioni, affidandogli nel 1843 l'esecuzione del Monumento di Anna Maria Torlonia, assieme alla Deposizione, per la cappella di famiglia in San Giovanni in Laterano.Tra i possibili riferimenti scultorei per la Vesta, di cui fu particolarmente ammirato il panneggio, si segnala la Minerva Giustiniani (138 ca. - 193 ca., Musei Vaticani), con la quale - escludendo la testa - si riscontrano notevoli analogie. L'opera fu poi replicata, tra il 1866 e il 1869 - apportando qualche cambiamento nella lunghezza delle gambe e nel panneggio - per Ludovico di Baviera, che la destinò alla Gliptothek di Monaco (cfr. Grandesso, 2003, p. 143).
altra localizzazioneprovenienza: RM, Roma; provenienza: RM, Roma
bibliografiaChecchetelli G.( 1842)pp. 22-28; Raggi O.( 1880)pp. 212-215; Iozzi O.( 1902)pp. 58, 67-71; Giovannoni G.( 1908)n. 2, p. 42; Hartmann J. B.( 1984)n. 23-24, pp. 90-99; Di Majo E. / Susinno S.( 1989)pp. 19-21; Borsellino E.( 1989)n. 57-60, p. 412; Vicario V.
definizionescultura
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoviale delle Belle Arti, 131
ente schedatoreS51
ente competenteS51
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Renzi A. M.; Funzionario responsabile: Frezzotti S.
anno creazione2011
latitudine41.916344
longitudine12.482229

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