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Opera d'arte Serafina di Fait Carlo (1877/ 1968), a Torino

L'opera d'arte Serafina di Fait Carlo (1877/ 1968), - codice 01 00210521 di Fait Carlo (1877/ 1968), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia
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bene culturalebusto, opera isolata
titoloSerafina
soggettoritratto di fanciulla
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00210521
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torino
datazionesec. XX secondo quarto; 1925 - 1944 [documentazione; bibliografia analisi stilistica]
autoreFait Carlo (1877/ 1968),
materia tecnicabiscuit/ pittura
misurealt. 22, lungh. 18, sp. 10
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiLa bambina è rappresentata a mezzo busto, con il viso lievemente rivolto verso destra. Il personaggio porta i capelli corti, trattenuti, in corrispondenza della fronte da un sottile nastro. Indossa una sorta di tunica con girocollo ornato da perlinatura ed, al di sopra, una sorta di mantello.Soggetti profani. Ritratti. Personaggi: Serafina. Abbigliamento.
notizie storico-criticheL'elegante bustino, sul quale non sono rintracciabili né firme, né iscrizioni che permettano di riconoscere l'autore dell'opera e al sua cronologia, potrebbe forse essere individuato con un ritratto di giovinetta proveniente dall'Istituto Provinciale per l'Infanzia, indicato nell'inventario del 1964 come opera dello scultore Fait. La ricerca archivistica presso i fondi dell'Ente non ha permesso di venire a conoscenza delle modalità di acquisizione della scultura, che, tuttavia, appare già documentata tra i beni di proprietà della Provincia di Torino in un verbale di consegna di quadri e sculture all'Istituto Provinciale per l'Infanzia datato 1946. Il possibile autore (Rovereto/TN, 1877-Torino, 1968), formatosi inizialmente nel locale laboratorio di marmi Scanagatta, trasferitosi quindi a Milano per tre anni per studiare all'Accademia di Brera, venne notato dallos sculotore Pietro Canonica (Moncalieri/To, 1869-Roma, 1959) che lo chiamò a Torino per collaborare nel suo studio a partire dal 1906 che l'artista trentino frequentò per lungo tempo. A partire dagli anni venti ottenne importanti commissioni per monumenti funerari e celebrativi, ma si dedicò anche, in linea con la produzione del maestro, a ritratti e soggetti di genere, tra i quali nello studio del Canonica si annoveravano numerosi i busti di giovinetti impostati su un classicismo neorinascimentale, simile all'esemplare in esame, per il quale si vedano alcuni confronti con opere certe quali, a titolo di esempio, "Prima Fides" del 1911, in P. Pizzamano, Carlo Fait e la sua donazione al Museo Civico di Rovereto, in "Studi Trentini di Scienze Storiche", Sez. II-1, Trento, 1996-1998, pp. 345-379. Per un breve profilo biografico si veda, A. Panzetta, Dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento, Torino, 1994, v. I, pp. 120-121; A. Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento, Torino, 2003, v. I, p. 361.
bibliografiaPanzetta A.( 1994)v. I, pp. 120-121; Panzetta A.( 2003)v. I, p. 369; Pizzamano P.( 1998)pp. 345-379
definizionebusto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
ente schedatoreTO
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin F.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2004
anno modifica2007

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