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Opera d'arte Ritratto di Otto Eugenio Messinger di Mancini Antonio (Roma 1852/1930), a Roma

L'opera d'arte Ritratto di Otto Eugenio Messinger di Mancini Antonio (Roma 1852/1930), - codice 12 00491758 di Mancini Antonio (Roma 1852/1930), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Viale delle Belle Arti 131, Roma
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
titoloRitratto di Otto Eugenio Messinger
soggettoritratto maschile
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00491758
localizzazioneRM, RomaViale delle Belle Arti 131, Roma
contenitorepalazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Viale delle Belle Arti 131, Roma
datazioneXX ; 1909 - 1909 [data]
autoreMancini Antonio (Roma 1852/1930),
materia tecnicaolio su tela
misurealt. 232.5, largh. 140.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
dati analiticiritratto maschile
notizie storico-criticheIl dipinto raffigura il barone di origine tedesca Otto Messinger, collezionista di antichità, mecenate di Mancini a Roma dal 1908 al 1911. Il pittore aveva già ritratto Messinger nel 1907, in un dipinto esposto alla Biennale di Venezia dello stesso anno, raffigurante lo stesso seduto di fronte a un dipinto settecentesco (cfr. catalogo). Messinger cercò di portare sicurezza nell'esistenza precaria del Mancini e di educarlo ad un nuovo modo di intendere il gusto della pittura antica, rivisitata come raffinata e colta pittura di genere e vincolandolo a un repertorio di quadri in costume per i quali gli forniva ricercati costumi e arredi. La risonanza ottenuta all'Esposizione Internazionale di Roma del 1911 sancì il riconoscimento dei temi e delle audacie cromatiche delle opere dipinte per il barone; tuttavia in quello stesso anno Mancini si staccò definitivamente dal suo mecenate, conservando amichevoli rapporti.Il dipinto mostra tracce dell'uso delle cosiddette "graticole", come Mancini stesso definiva il sistema di riproduzione in scala consistente nell'utilizzo di due telai di grossi fili di cotone di vario colore, spesso dalla trama disordinata, posti uno davanti all'oggetto da raffigurare, l'altro sulla tela: il colore, negli anni in cui Mancini sperimenta questa tecnica, è quasi sempre grondante e ricco di inserti materici. Si tratta di uno dei più celebri grandi ritratti manciniani di personaggi di alta borghesia, in cui è evidente l'influenza delle eleganti composizioni della pittura aristocratica inglese e in particolare di John Singer Sargent, pittore con il quale Mancini condivise uno stimolante rapporto di osmosi artistica.
bibliografiaAntonio Mancini( 1991)pp. 32,34, 126; Ursino( 2007)pp. 54-57
definizionedipinto
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoViale delle Belle Arti 131, Roma
ente schedatoreS 51
ente competenteS 51
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bertozzi F.; Funzionario responsabile: Compilatore scheda: Carrera M.; Funzionario responsabile: Frezzotti S.
anno creazione1997; 2011
latitudine41.916136
longitudine12.482598

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