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Opera d'arte Restauratio aerarii di Sciuti Giuseppe (Zafferana Etnea, Catania, 1834 / Roma 1911), a Roma

L'opera d'arte Restauratio aerarii di Sciuti Giuseppe (Zafferana Etnea, Catania, 1834 / Roma 1911), - codice 12 00489573 di Sciuti Giuseppe (Zafferana Etnea, Catania, 1834 / Roma 1911), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale delle Belle Arti, 131
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloRestauratio aerarii
soggettosoggetto storico romano
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00489573
localizzazioneRM, Romaviale delle Belle Arti, 131
contenitorepalazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale delle Belle Arti, 131
datazioneXIX ; 1894 (ca.) - 1894 (ca.) [bibliografia]
autoreSciuti Giuseppe (Zafferana Etnea, Catania, 1834 / Roma 1911),
materia tecnicaolio su tela
misurealt. 375, largh. 800,
condizione giuridicaproprietà Stato, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
dati analiticimoltitudine di figure all'interno di un edificio antico.
notizie storico-criticheIl soggetto del quadro è descritto da Piero Piroli (1917, p. 46) e da Arduino Colasanti (1923, pp. 196-197): in seguito alla sconfitta riportata contro Annibale a Canne, i romani si trovarono in gravissimo pericolo. Urgeva non soltanto riordinare l'esercito, ma ricostituire il dissanguato Erario pubblico; a tal fine, le matrone e i cittadini di Roma donarono a gara gioielli e oro per salvare la patria dal disastro che la minacciava. La predilezione di Giuseppe Sciuti per il genere storico si manifestò già nel 1872 con il dipinto Pindaro che esalta un vincitore dei giochi olimpici (Milano, Pinacoteca di Brera), vincitore del primo premio all'Esposizione Universale di Vienna dell'anno successivo. Restauratio Aerarii, opera di concezione grandiosa, e di tonalità cromatiche più moderate e fredde rispetto alle altre tele, rientra nel pieno accademismo di Sciuti (cfr. Pinella Sciuti, 1937, p. 100); essa fu eseguita a Roma, dove l'artista siciliano si era stabilito dal 1875. Il dipinto, che presenta tonalità cromatiche più moderate e fredde rispetto alle altre tele, si contraddistingue per l'accentuato realismo e per la minuziosità con cui vengono descritti sia gli atteggiamenti e le fisionomie dei personaggi, sia l'imponente edificio architettonico entro cui si svolge la scena. L'esemplare in esame costituisce la versione definitiva della Restauratio aerarii; ne esiste un bozzetto ad olio su tela di minori dimensioni, diverso nella composizione e nello stile pittorico, conservato a Palermo, Sicilcassa (cfr. Calvesi, Corsi, 1989, p. 86 n. 54). Una prima versione, un'altra tela di vaste dimensioni (m 5 x 8), nota col titolo La matrona romana o Fatti e non parole, è invece andata perduta.
altra localizzazionedeposito: CT, Catania
bibliografiaNovelli E.( 1893)pp. 768-770; Stella A.( 1894)pp. 385-390; Piroli P.( 1917)pp. 46-47; Colasanti A.( 1923)pp. 196-197; Fleres U.( 1932)pp. 11-12; Sciuti P.( 1936)pp. 426-427, 458, 464; Sciuti P.( 1938)pp. 421-422, 426-428; Calvesi M. / Corsi A.( 1989)p. 75
definizionedipinto
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoviale delle Belle Arti, 131
ente schedatoreS51
ente competenteS51
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Biscaglia M.; Funzionario responsabile: Compilatore scheda: Renzi A. M.; Funzionario responsabile: Piantoni G.Frezzotti S.
anno creazione1995; 2011
latitudine41.916344
longitudine12.482229

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