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Opera d'arte Piccolo mercato di Da Ponte Leandro detto Leandro Bassano (1557/ 1622), a Torino

L'opera d'arte Piccolo mercato di Da Ponte Leandro detto Leandro Bassano (1557/ 1622), - codice 01 00350779 di Da Ponte Leandro detto Leandro Bassano (1557/ 1622), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto
titoloPiccolo mercato
soggettomercato
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350779
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesecc. XVI fine; 1580 (post) - 1585 (ca) [bibliografia; confronto]
autoreDa Ponte Leandro detto Leandro Bassano (1557/ 1622),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 161, largh. 226,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiNRMercato. Attività umane. Figure Animali. Paesaggio.
notizie storico-criticheAl contrario delle altre opere dei Bassano esposte, il dipinto non sembrerebbe essere stato direttamente commissionato dal duca Carlo Emanuele I. Si trova infatti citato per la prima volta in un inventario del 1682 nella Grande Camera del Palazzo Reale di Torino (Pinto, 1994). Raggiunse dunque le collezioni sabaude in un secondo momento, forse per interessamento di Carlo Emanuele II di Savoia (Di Macco, 2002). Vesme (1899) lo credeva di Jacopo Bassano, per Arslan (1931; 1960) era invece ascrivibile alla tarda attività di Gerolamo, sebbene stilisticamente fosse prossimo alla maniera di Leandro. Fu la Gabrielli (1971) ad attribuirlo in modo esplicito al pennello di quest’ultimo e da allora tale parere non è più stato discusso, ricevendo anzi conferma a seguito di una campagna di restauro che ha evidenziato la presenza della firma del pittore sulla pietra posta al centro del dipinto sotto il canestro di uova (Bava, 1995; Villano, 2009). Si tratta di uno dei prodotti più tipici del repertorio formale bassanesco d’ispirazione domestica e campestre, derivato dalla produzione matura di Jacopo e sfruttato dai figli come fonte pressoché inesauribile di soluzioni pronte a soddisfare le incalzanti richieste del mercato collezionistico europeo. L’opera fu messa a punto autonomamente da Leandro dopo il 1580, con uno schema compositivo simile a una versione del soggetto conservata presso il museo di Vienna, per la quale s’intuisce l’uso dello stesso cartone utilizzato per certe zone e alcuni personaggi del dipinto sabaudo (Villano, 2009). Come suggerisce però la sua titolazione, si può più in generale ritenere un’elaborazione dal cosiddetto Grande Mercato di Jacopo del quale replica in scala minore la struttura. Anche il brulichio che la anima è analogo e in certi casi le figure sono soltanto collocate altrimenti. Non si esclude pertanto che venisse acquisita dai Savoia proprio in virtù di questa sua vicinanza. I duchi piemontesi, primo fra tutti Carlo Emanuele I, erano grandi estimatori della pittura bassanesca e di quella cosiddetta di genere, talvolta addirittura utilizzata quale dono diplomatico per assecondare gli interessi artistici di sovrani del calibro di Rodolfo II e Filippo IV d’Asburgo (Bava, 1995, pp. 219 nota 30, 222-224). Del Piccolo Mercato sono note almeno altre due copie, che testimoniano la serialità del procedimento pittorico utilizzato da Leandro. La prima, di formato più grande (240 x 293 cm), si trova presso i depositi del Museo veronese di Castelvecchio (inv. 1113) e proviene dalla collezione di Cesare Bernasconi; la seconda è stata segnalata presso una collezione privata bassanese e datata verso il 1585. Recenti analisi diagnostiche hanno rilevato che l’opera torinese presenta un significativo pentimento accanto alla coppia formata dall’uomo vestito di rosso e dall’anziana prossima al centro della composizione, dove leggermente spostata sulla destra rispetto al capo della donna era stata in origine prevista una figura poi soppressa nella redazione definitiva del dipinto. Ha inoltre riscontrato la presenza di un’imprimitura fortemente materica a base di biacca, con buona probabilità sfruttata dal pittore anche come abbozzo preliminare delle forme in aggiunta a quelle definite nel disegno preparatorio vero e proprio (Bava, Radelet, 2009). Elementi che lascerebbero dunque cautamente ipotizzare il suo carattere prototipiale in rapporto alle versioni al momento conosciute o comunque una posizione di primo piano dal punto di vista ideativo.
altra localizzazioneluogo di provenienza: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
altre attribuzioniDa Ponte Jacopo detto Jacopo BassanoDa Ponte Francesco detto Francesco BassanoDa Ponte Gerolamo detto Gerolamo Bassano
bibliografia[Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)p. 153 n. 576; Arslan, Wart( 1931)p. 305; Arslan, Edoardo( 1960)I, pp. 282, 290; Gabrielli, Noemi( 1971)p. 67 n. 576; Guide brevi della Galleria Sabauda. Primo settore. Collezioni dinastiche: da Emanuele Filiberto a Carl
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Accornero, Chiara; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithMoratti, Valeria
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

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