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Opera d'arte Il corredo di Preti Mattia (1613/ 1699), a Cosenza

L'opera d'arte Il corredo di Preti Mattia (1613/ 1699), - codice 18 00109775 di Preti Mattia (1613/ 1699), si trova nel comune di Cosenza, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, museo, Galleria Nazionale, Palazzo Arnone, Via G. B. Gravina, Galleria Nazionale, interno
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
titoloIl corredo
soggettoRachele nasconde gli idoli del padre nella sella del cammello
tipo schedaOA_3.00
codice univoco18 00109775
localizzazioneItalia, Calabria, CS, CosenzaVia G. B. Gravina
contenitorepalazzo, museo, Galleria Nazionale, Palazzo Arnone, Via G. B. Gravina, Galleria Nazionale, interno
datazionesec. XVII ; 1656 (ca.) - 1656 (ca.) [analisi stilistica]
autorePreti Mattia (1613/ 1699),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm., alt. 119, largh. 151,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiTela raffigurante Labano che cerca gli idoli nel baule di Giacobbe (Storia di Rachele). Sulla cornice è apposta una targa, di realizzazione non molto recente, sulla quale, oltre all'indicazione dell'autore - il "Cavalier Calabrese" - è inciso il titolo "Il corredo", col quale l'opera era stata evidentemente indicata negli inventari della collezione di provenienza.Personaggi: Labano; Giacobbe; Rachele; Lia. Oggetti: baule.
notizie storico-criticheIl soggetto del dipinto è incentrato sull'episodio in cui Giacobbe, fuggito con le due mogli in direzione della casa paterna, viene raggiunto lungo la strada dal suocero Labano, il quale fruga all'interno dell'accampamento alla ricerca dei teraphim (statuette che rappresentavano i geni protettori della casa), che presumeva gli fossero stati sottratti dal genero. Rachele, che aveva rubato gli idoli paterni per punire il cattivo comportamento del genitore, con un atto di astuzia siede sopra il basto del cammello, dove li aveva riposti, per celare il nascondiglio. Tale soggetto incontrò particolare fortuna a Roma a partire dagli anni trenta del Seicento. L'interpretazione che ne dà il Preti è concentrata sul dialogo gestuale dei personaggi. Giovanna Capitelli, che nel 2003 compila la scheda del dipinto per il catalogo della mostra cosentina, curato da Rossella Vodret, data l'opera all'inizio del sesto decennio del Seicento per la commistione fra elementi caravaggeschi, neo-venetismo e classicismo.
bibliografiaCeccarelli A.( 1990)p. 82; Ceccarelli A.( 1992)p. 11; Ceraudo G.( 1999)pp. 79-81; Mattia Preti( 1999)pp. 39, 190; Spike John T.( 1999)p. 128 n. 27; Giltaij J.( 1999)pp. 146-147; Vodret R.( 2003)p. 70
definizionedipinto
regioneCalabria
provinciaCosenza
comuneCosenza
indirizzoVia G. B. Gravina
ente schedatoreS112
ente competenteS112
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Primicerio A.; Funzionario responsabile: Iannace R.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Tufaro R. (2007); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Tufaro R. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2005
anno modifica2006
latitudine39.290705
longitudine16.261770

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