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Opera d'arte Cristo deposto tra le pie donne di Carnevali Domenico (1524/ 1579), a Modena

L'opera d'arte Cristo deposto tra le pie donne di Carnevali Domenico (1524/ 1579), - codice 08 00437537 di Carnevali Domenico (1524/ 1579), si trova nel comune di Modena, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, statale, Palazzo Coccapani, C.so Vittorio Emanuele, 95, Galleria Estense, luogo di deposito, rastrelliera D10 lato destro
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloCristo deposto tra le pie donne
soggettocompianto sul Cristo morto
tipo schedaOA_3.00
codice univoco08 00437537
localizzazioneItalia, Emilia Romagna, MO, ModenaC.so Vittorio Emanuele, 95
contenitorepalazzo, statale, Palazzo Coccapani, C.so Vittorio Emanuele, 95, Galleria Estense, luogo di deposito, rastrelliera D10 lato destro
datazionesec. XVII prima metà; 1600 - 1649 [analisi stilistica]
autoreCarnevali Domenico (1524/ 1579),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 135, largh. 175,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali - SBSAE Mo-Re
dati analiticiIl corpo di Cristo è sorretto da due figure maschili, a destra le pie donn e, in basso a sinistra un uomo ha con sè gli strumenti utilizzati per la d eposizione dalla croceSoggetti sacri.
notizie storico-criticheLa struttura del quadro è originale per un'iconografia della Pietà: Gesù è posto in diagonale al centro sorretto da due figure maschili, le pie donne sono sulla destra viste di scorcio; un uomo in basso sinistra è munito degli attrezzi che sono serviti per deporre il Cristo dalla Croce. Il dipinto entrò in Galleria Estense nel 1894 come dono del Conte Luigi Francesco Valdrighi con attribuzione a Palma il Giovane; fu in seguito riferito a Sante Peranda dal Venturi (1883). Attribuzione confermata nel corso degli anni da Pallucchini (1945), da Lorusso De Leo (1978). Pallucchini pur senza esprimere dubbi sulla paternità, notava la presenza di influssi emiliani, giustificandoli con la prolungata attività del Peranda in Emilia. Di opinione diversa la Martinelli Braglia che nella sua monografia (1987) individua elementi compositivi, stilistici e tipologici lontani dal Peranda, definendo l'opera di cultura tipicamente emiliana con caratteri bolognesi e ferraresi e proponendo di individuare l'autore fra Domenico Mona (o Monio) e Bartolomeo Passerotti. Recentemente anche Negro (1994 e 1996) e Mazza (1995) hanno espunto il quadro dal catalogo del pittore veneto, riferendolo a Domenico Carnevali il primo e a Francesco Madonnina il secondo. Secondo Roio la tela è illuminata da bagliori notturni piuttosto scuri che definiscono le fisionomie dei personaggi, un tratto tipico del Carnevali, e la paragona ad un opera eseguita dal pittore a Roma e conservata presso la chiesa di S. Maria degli Angeli; Mazza riprendendo le impressioni della Martinelli Braglia le giudica compatibili con quanto si conosce di certo come opera del Madonnina.
bibliografiaMartinelli Braglia G.( 1987)pp. 19-20; Pallucchini R.( 1945)p. 185, n. 428; Lorusso De Leo F.( 1978)pp. 46-49; Negro E.( 1994)p. 108; Mazza A.( 1995)p. 195
definizionedipinto
regioneEmilia Romagna
provinciaModena
comuneModena
indirizzoC.so Vittorio Emanuele, 95
ente schedatoreS28
ente competenteS28
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Semeghini A.; Funzionario responsabile: Giordani N.
anno creazione2008
latitudine44.650801
longitudine10.930868

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