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Opera d'arte San Giovanni Evangelista, San Giacomo il Maggiore, episodi della vita di San Giovanni Evangelista di Maestro della Maddalena (notizie 1250-1299), a Firenze

L'opera d'arte San Giovanni Evangelista, San Giacomo il Maggiore, episodi della vita di San Giovanni Evangelista di Maestro della Maddalena (notizie 1250-1299), - codice 09 00191324 A - 0 di Maestro della Maddalena (notizie 1250-1299), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero, benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia, piano terreno, Sala del Duecento e del primo Trecento
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bene culturaledossale, frammento
soggettoSan Giovanni Evangelista, San Giacomo il Maggiore, episodi della vita di San Giovanni Evangelista
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00191324 A - 0
localizzazioneItalia, Toscana, FI, Firenzevia Ricasoli, 58/60
contenitoremonastero, benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia, piano terreno, Sala del Duecento e del primo Trecento
datazionesec. XIII ; 1290 - 1295 [bibliografia]
autoreMaestro della Maddalena (notizie 1250-1299),
materia tecnicatavola/ pittura a temperaargento
misurecm, alt. 65,
condizione giuridicadetenzione Stato, depositato presso la Galleria dell'Accademia (Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
dati analiticiDossale frammentario diviso in due parti; manca la parte centrale.NR (recupero pregresso)
notizie storico-criticheI due frammenti facevano in origine parte di un dossale avente al centro la figurazione della Madonna con il Bambino in trono; laterlamente erano le due parti conservate con i Santi Giovanni evangelista e Giacomo il Maggiore e storie della vita di S. Giovanni evangelista. Oltre la parte centrale dove era raffigurata la Vergine in trono, alla quale allude l'iscrizione frammentaria CERVA (cfr. scheda Dipinti Duecento 2003), sono andate perdute anche due storie laterali raffiguranti la resurrezione di Drusiana e la morte di San Giovanni, alle quali alludono due iscrizioni in basso. I due frammenti furono fortunosamente recuperati nel 1910 da Nello Tarchiani, nella chiesa di S. Michele a S. Salvi, dove venivano utilizzati come scuri di finestre. La presenza di San Giovanni evangelista e le vicende storiche che coinvolsero S. Salvi hanno fatto supporre agli studiosi una possibile provenienza origianaria del dossale dalla chiesa vallombrosana di S. Giovanni Evangelista del monastero cosiddetto delle Donne di Faenza, fondata nel 1282. Le monache di questo monastero infatti, nel 1534, in occasione della costruzione della Fortezza da Basso, si trasferirono a S. Salvi e presumibilmente portarono via dalla chiesa originaria nella nuova sede le opere d'arte e gli arredi, tra i quali il dossale in questione, il polittico della Beata Umiltà (oggi agli Uffizi) e una statua della stessa santa, ancora conservata nella chiesa. Esso sembra tra l'altro riconoscibile, ancora integro, in una descrizione della chiesa fatta da Francesco Antonio Benoffi nel 1746. Invece nel 1758, in una descrizione del Lami, risulta già smembrato e i due pezzi collocati ai lati della porta d'ingresso. Nel 1910 furono condotti nei depositi degli Uffizi e dal 1930 risultano in Accademia. I due dipinti furono per la prima volta considerati criticamente da Offner che subito li attribuì al Maestro della Maddalena, soprattutto sulla base di un confronto tipologico e stilistico con un analogo dossale conservato a Parigi (museo delle arti decorative), datandolo alla sua fase matura. La proposta attributiva fu accolta all'unanimità e mai è stata contraddetta, tuttavia la datazione è ancora oggetto di discussione. Accolta da Procacci e Sinibaldi-Brunetti, è considerata invece opera giovanile, intorno al 1260 da Richmond. Garrison ne propspetta una datazione nel periodo 1275-1280, Marcucci una vicinanza con la tavola eponima. Marques propone una datazione tra 1270 e 1280 mentre Tabani- Vadalà propongono una esecuzione prossima alla consacrazione della chiesa delle Monache di Faenza nel 1297. La Parenti propone una datazione tra il 1282 e il 1297, proponendo dal punto di vista stilistico legami con Grifo di Tancredi. Sicuramente le due date costituiscono i termini entro i quali datare le due tavole, ed appare assolutamente condivisibile una datazione tra il 1290 e il 1295, notando le affinità con il Dossale di Parigi e l'ormai avvenuta conoscenza di soluzioni compositive adottate nelle Maestà di Duccio e Cimabue.
altra localizzazioneluogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze; luogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze; luogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze
bibliografiaLami G.( 1758)p. 1245; Offner R.( 1927)p. 12; Richter G. M.( 1930)pp. 230 n. 13, 235; Rowland B. jr( 1931)p. 218; Castelfranco G.( 1934-1935)p. 325 n. 2; Procacci U.( 1936)p. 12; Sinibaldi G./ Brunetti G.( 1943)p. 229; Coor Achenbach G.( 1947)p. 120 n. 12
definizionedossale
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzovia Ricasoli, 58/60
ente schedatoreS156
ente competenteS156
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Lapucci R.; Funzionario responsabile: Damiani G.; Trascrizione per informatizzazione: Natalini L. (1987); Aggiornamento-revisione: Romagnoli G. (2005), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); ARTPAST/ Romagnoli G. (2006), Refer
anno creazione1986
anno modifica2005; 2006

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