Invernomuto.net

Ho realizzato questo sito per rendere disponibile alla consultazione questa mole enorme di dati altrimenti difficilmente consultabili :)

Opera d'arte San Francesco d'Assisi riceve le stimmate di Fernandez Pedro detto Pedro Ispano (notizie primo quarto sec. XVI), a Torino

L'opera d'arte San Francesco d'Assisi riceve le stimmate di Fernandez Pedro detto Pedro Ispano (notizie primo quarto sec. XVI), - codice 01 00350937 di Fernandez Pedro detto Pedro Ispano (notizie primo quarto sec. XVI), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoSan Francesco d'Assisi riceve le stimmate
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00350937
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Palazzo Reale, Manica Nuova, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVI primo quarto; 1512 (ca) - 1516 (ca) [bibliografia; analisi stilistica]
autoreFernandez Pedro detto Pedro Ispano (notizie primo quarto sec. XVI),
materia tecnicatavola/ pittura a tempera
misurecm, alt. 200, largh. 150,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiDIPINTO: 3 assi verticali leggermente deformate e piallate sui bordi, trattenute con farfalle ed inserti; segni di incastro di 2 traverse orizzontali rimosse e sostituite da 4 traverse metalliche a T che scorrono tra tasselli lignei incollati; CORNICE: del XVIII secolo; dorata e modanata con listello intagliato. Telaio con incastro angolare a 90° con taglio verticale. blocchetti angolari di rinforzo su 3 dei quattro angoli; inserimento del dipinto con elementi metallici ad L.SOGGETTI SACRI. PERSONAGGI: san Francesco; frate Leone; FIGURE: serafino; PAESAGGIO
notizie storico-criticheIl dipinto fu acquistato per diritto di prelazione dall'Ufficio Esportazione di Milano a favore della Pinacoteca di Torino, dopo che era stato presentato dal restauratore Paolo Vanoli per l'esportazione a Londra nel 1928. Nell'Inventario Vecchio è detto di "seguace di Macrino d'Alba" e di "Scuola piemontese", forse per i legami iconografici con un altro dipinto della Galleria Sabauda, le 'Stigmate di San Francesco' di Macrino d'Alba. Studiato dalla critica, fu ritenuto a lungo dipinto di ambito piemontese, poi ferrarese e lombardo, con attribuzioni diverse, ma costanti riferimenti all'ambito dello Pseudo-Bramantino (Bologna 1958). Giovanni Romano (1970) ha avanzato l'ipotesi che l'anonimo autore sia di origine iberica sulla base del confronto con il polittico di Sant'Elena nella cattedrale di Gerona, già ascritto allo Pseudo-Bramantino. Il rinvenimento del contratto di allogagione del polittico ha permesso di assegnarlo con certezza a Pedro Fernàndez e a un suo collaboratore, Antonio Norri, e di datarlo al 1521. Pedro Fernàndez, detto Pedro Ispano, probabilmente originario della Murcia in Spagna, fu attivo fra la fine del Quattrocento e il primo quarto del Cinquecento. In passato è stato confuso con Bartolomeo Suardi detto il Bramantino e poi è stato a lungo conosciuto con l'appellativo di Pseudo-Bramantino. Dopo una formazione in ambito lombardo prossima a Bramantino e Zenale, l'artista approdò prima a Roma e poi poco dopo, nel 1508-1509, a Napoli introdotto dal cardinale Oliviero Carafa (per un profilo biografico cfr. T. Mancini, 'Fernàndez, Pedro', voce in 'Dizionario Biografico degli Italiani', vol. XLVI, 1996). Il dipinto della Sabauda è dunque da attribuire a Pedro Ispano secondo la critica recente ed appartiene al secondo soggiorno romano dell'artista, nel 1512-1516 circa (Giusti, Leone De Castris 1985; Leone De Castris 1987; Tanzi 1997). L'opera è infatti accostabile alla 'Visione del beato Amadeo Lusitano' per l'eremitorio di San Michele Arcangelo a Montorio Romano (Rieti). Il dipinto della Sabauda è forse dovuto alla committenza dell'ordine riformato dei francescani amadeiti, a cui Pedro Ispano si legò dando origine a un'attività intensa e diffusa nel Lazio e poi anche in Lombardia, dove il pittore tornò nella seconda metà del secondo decennio. La presenza di un dipinto su tela, che replica con alcune varianti quello in questione, nella chiesa di San Francesco di Subiaco fa ipotizzare che tale doveva essere l'originaria ubicazione della tavola sabauda. La tavola torinese si pone come alto risultato dell'arte del pittore spagnolo, tra la cultura raffaellesca e le ricerche spaziali e di costruzione della forma, in un ambito cronologico legato a questo periodo laziale, tra il 1512 ed il 1516 circa (Navarro 1982).
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
bibliografiaPacchioni, Guglielmo( 1932)p. 19; Longhi, Roberto( 1955); Monteverdi, Mario( 1956)p. 96; Bologna, Ferdinado( 1958)p. 65; Gabrielli, Noemi( 1959)p. 26; Gabrielli, Noemi( 1965)p. 28; Romano, Giovanni( 1970)pp. 30-32; Gabrielli, Noemi( 1971)p. 81; Navarro, F
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Capretti, Elena; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithCaldera, Massimiliano
anno creazione2012
latitudine45.073139
longitudine7.684548

oppure puoi cercare...

  • opere d'arte nel comune di Torino
  • opere d'arte nella provincia di Torino
  • opere d'arte nella regione Piemonte