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Opera d'arte salita di Cristo al monte Calvario di Olivero Pietro Domenico (1679/ 1755), a Torino

L'opera d'arte salita di Cristo al monte Calvario di Olivero Pietro Domenico (1679/ 1755), - codice 01 00373235 di Olivero Pietro Domenico (1679/ 1755), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettosalita di Cristo al monte Calvario
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00373235
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVIII secondo quarto; 1740 (ca) - 1740 (ca) [bibliografia]
autoreOlivero Pietro Domenico (1679/ 1755),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 164, largh. 128,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiDipinto originariamente di forma ovale che presenta una cornice in legno intagliato e dorato con battuta ornata da un decoro a foglioline e fascia esterna con gola liscia e motivo fogliato lungo il profilo.Soggetti sacri: salita di Cristo al monte Calvario. Personaggi: Cristo; Madonna; pie donne; Santa Maria Maddalena; San Giovanni Evangelista; Simone il Cireneo; soldati.
notizie storico-criticheIl dipinto non risulta menzionato nella Descrizione delle pitture, sculture et altre cose piu notabili del Real Palazzo e Castello di Torino del 1754 nè nel Catalogue des Tableaux des plus excellens Peintres Italiens Flamands et hollandois Existans Dans les Galleries Appartamens & Cabinets de S. M. le Roi de Sardaigne redatto nel 1777 da Pietro Paolo Wehrlin. Non compare nemmeno nei due inventari delle collezioni d'arte di Palazzo Reale fatti redigere dal re Carlo Felice negli anni di prima Restaurazione. Non è segnalato neppure nella Nota de' Quadri, Incisioni, & Busti levati dal Palazzo Carignano, e trasportati nel Reale Appartamento occupato da S. M. e nel Regio Guardamobili li 25 26 e 27 8bre 1831 redatto da Angelo Boucheron. Non si trova neanche tra i dipinti collocati nel 1824 nel Castello di Moncalieri. Noemi Gabrielli (1971, p. 182, n. 72) lo dice proveniente dalle collezioni sabaude. Le fonti settecentesche ricordano una Passione di Olivero, senza specificarne tuttavia la committenza: Felice San Martino (Ozi letterari, Torino 1787, vol. II, pp. 3-18) scrive che il pittore "Bramoso di compiacere allo stesso (Marchese d'Ormea), e fatto dallo studio più esperto sollevò il suo pennello dalle piazze del minuto popolo a dipingere fatti di sacra storia con non mediocre successo. L'acqua stillante dal sasso al tocco della santa verga, Noè ch'edifica l'arca, Cristo che nasce, i Magi che lo adorano, i profani venditori dal Tempio scacciati, I Giudei che al Calvario lo conducono sono soggetti con molta felicità da lui dipinti, ne' quali seppe porre tutto il sublime che alle cose di religione conviensi, senza nascondere però la vivacità della sua immaginazione" (il passo è pubblicato in Baudi di Vesme 1963-1982, vol. III, pp. 746-747 e in Cifani, Monetti 1993, vol. II, pp. 529-530). Anche Felice Durando di Villa (Ragionamento che segue i Regolamenti della R. Accademia di pittura e scultura di Torino, Torino 1778) cita dell'Olivero quadri di contenuto religioso: "seppe anche talvolta abbandonare questi soggetti bassi, e trattò pure con eguale facilità argomenti gravi, ed anche sacri" (cfr. Baudi di Vesme 1963-1982, p. 744). L'opera è registrata, per la prima volta, nei due inventari della Reale Galleria redatti nel 1851 e nel 1853 che lo segnalano nella Sala nº 2 detta Sala Piemontese di Palazzo Madama, prima sede del museo (n. 29). Nella medesima collocazione lo indicano Carlo Benna (1857, p. 10, n. 29) e J. M. Callery (1859, p. 118, n. 29), che rileva nella tela ricordi da Rembrandt, Van Laer e de Lingelback. Il catalogo a stampa redatto da Francesco Gamba nel 1884 (p. 27, n. 73) lo dice esposto nella sala n. 4, dedicata ai pittori piemontesi, al secondo piano del Palazzo dell'Accademia delle Scienze, dove la Galleria era stata trasferita dal 1865. Alessandro Baudi di Vesme (1899, pp. 43-44, n. 72) ricorda che la tela in origine era di forma ovale. Vittorio Viale (1946, p. 22), analizzando l'opera pittorica dell'Olivero, metteva in evidenza come il tema sacro venisse interpretato dall'artista in maniera interamente personale fornendogli l'occasione per rappresentare un lungo e fastoso corteo di cavalieri e di folla, il tutto, però, in una tonalità azzurrina insolita nel pittore piemontese. Una riproduzione fotografica della tela è contenuta nel saggio di Cristina Mossetti (in Griseri, Romano, a cura di, 1989, p. 263), in cui la studiosa ricorda l'Olivero, la cui produzione di genere incontrava il gusto e il favore della corte sabauda, come uno degli autori prediletti del marchese Ferrero d'Ormea, primo ministro di Vittorio Amedeo II. Più recentemente Cifani e Monetti (1993, vol. I, p. 152; fig. 136, p. 231), sottolineando l'intenso pathos e la dinamicità della scena messi maggiormente in risalto dall'originaria forma ovale, hanno rivelato come la fonte prima della composizione vada ricercata nell'incisione di Jacques Callot raffigurante la Salita al Calvario, facente parte della serie della Grande Passione (Ibidem, fig. 137, p. 231; Lieure 1924-1929, vol. 2.1, tav. 286): da questa stampa l'Olivero trae spunto per parte del monte e per diverse figure, ricalcando i due ladroni e la donna sulla destra che indica al figlioletto il dramma e ispirandosi liberamente ad essa per il gruppo che precede Cristo. Il pittore mostra, comunque, di aver meditato anche sulle altre scene della Passione di Callot, il cui universo stilistico, ironico ed irrequieto, appare del tutto congeniale all'artista piemontese. (continua in OSS)
altra localizzazioneluogo di esposizione: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di esposizione: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Moncalieri
bibliografiaBenna, Charles( 1857)p. 10 n. 29; Callery, J. M.( 1859)p. 118 n. 29; [Gamba, Francesco]( 1884)p. 27 n. 73; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)pp. 43-44 n. 72; Lieure, Jules( 1924-1929)V. 2.1; Delogu, Giuseppe( 1931)p. 245; Pacchioni, Guglielmo( 1932)p. 20
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Villano, Sofia; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithVillano, Sofia
anno creazione2014
latitudine45.071673
longitudine7.684861

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