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Opera d'arte ritratto di Francesco Sforza di Romano Gian Cristoforo (1470/ 1512), a Firenze

L'opera d'arte ritratto di Francesco Sforza di Romano Gian Cristoforo (1470/ 1512), - codice 09 00349878 di Romano Gian Cristoforo (1470/ 1512), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, statale, Palazzo del Bargello o del Podestà già del Capitano del Popolo, via del Proconsolo, 4, Museo Nazionale del Bargello, secondo piano, sala del Verrocchio
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bene culturalerilievo
soggettoritratto di Francesco Sforza
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00349878
localizzazioneItalia, Toscana, FI, Firenzevia del Proconsolo, 4
contenitorepalazzo, statale, Palazzo del Bargello o del Podestà già del Capitano del Popolo, via del Proconsolo, 4, Museo Nazionale del Bargello, secondo piano, sala del Verrocchio
datazionesecc. XV/ XVI fine/inizio; 1490 - 1510 [bibliografia]
autoreRomano Gian Cristoforo (1470/ 1512),
materia tecnicamarmo bianco/ scultura
misurealt. 45, largh. 33,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiNR (recupero pregresso)Ritratti. Personaggi: Francesco Sforza. Abbigliamento.STEMMI, EMBLEMI, MARCHI: Classe di appartenenza: impresa, Qualificazione: gentilizia, Identificazione: Sforza Francesco, Posizione: sulla casacca, Descrizione : levriero,
notizie storico-criticheDal Supino sappiamo che il rilievo pervenne alla Galleria degli Uffizi nel 1861 dalla villa del Poggio Imperiale, insieme al rilievo raffigurante Federico da Montefeltro (inv. Bargello Sculture 40). Entrò al Bargello intorno al 1873 con attribuzione a Mino da Fiesole, riferimento avanzato da Milanesi e sostenuto da Campani. Il Supino propose invece l'attribuzione a Gian Cristoforo Romano con la quale è presentato ancor oggi nel museo; il Clausse propone accostamenti a Filarete e Michelozzo che vengono generalmente scartati. Si tratta sicuramente di un ritratto commemorativo del duca di Milano Francesco Sforza, morto nel 1447. Iconograficamente presenta forte analogia con i ritratti postumi del duca miniati dal Birago. Come in questi, sulla ricca veste di broccato, sul petto, è raffigurato il levriero, impresa araldica che lo Sforza riprese dalla dinastia viscontea. Nel ritratto si nota una particolare attenzione alla resa naturalistica dei particolari decorativi e materici della veste ma anche dei tratti fisionomici del volto. Nel gusto classico che caratterizza il rilievo, ispirato ai ritratti degli imperatori antichi, nella politezza del marmo sul quale scivola la luce, nel naturalismo è evidente l'accostamento con la cultura urbinate e marchigiana fiorita alla corte dei Montefeltro, alla quale il rilievo stilisticamente si lega.
altra localizzazioneluogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze
bibliografiaSupino I. B.( 1898)p. 405 n. 143; Clausse G.( 1909)pp. 63-64; Compagnie Ventura( 1970)p. 21 n. 16; Campani A.( 1884)p. 136; Vasari G.( 1906)v. III p. 123 nota 3
definizionerilievo
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzovia del Proconsolo, 4
ente schedatoreS417
ente competenteS417
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Romagnoli G.; Funzionario responsabile: De Luca F.Vaccari M.G.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2004
anno modifica2006
latitudine43.770667
longitudine11.257850

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