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Opera d'arte ritratto di donna a Torino

L'opera d'arte ritratto di donna - codice 01 00210533 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoritratto di donna
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00210533
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torino
datazionesecc. XVI/ XVII fine/inizio; 1590 - 1610 [documentazione; bibliografia analisi stilistica]
ambito culturaleambito inglese (?)(documentazione; bibliografia; analisi stilistica)
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 80, lungh. 63,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiIl personaggio è rappresentato stante, il volto frontale, il busto lievemente rivolto a sinistra. Porta i capelli rossi raccolti, acconciati con una fascia ed un ornamento di perle a sinistra. Orecchini a pendente con pietre in rosso, bianco e marrone che riprendono l'acconciatura. Al collo triplo giro di perle. L'abito verde presenta un discreto scollo ovale ornato da organza e pizzi a fuselli indossati rialzati che vengono ripresi anche nelle maniche, al disotto dei quali, sul decoltè si intravedono nastri o altri elementi sartoriali di colore rosso che terminano con una coccarda. Sui profili delle maniche, del corpino ed al centro della gonna è applicato un gallone argentato. Sulle spalle è appoggiata una seconda collana con grani di due diversi colori, a doppio giro, con una parte pendente sul busto ed annodata con la quale giocherella la donna con una mano nel cui mignolo è posto un anello. L'altro braccio scivola lungo il fianco. Sfondo neutro di colore scuro.Soggetti profani. Ritratti. Personaggi: giovane donna non identificabile. Abbigliamento.
notizie storico-criticheIn occasione del trasferimento della sede dal palazzo delle Segreterie di Stato alla residenza dei Savoia-Aosta, l'Amministrazione della Provincia di Torino promosse una serie di acquisti di dipinti antichi presso alcuni privati e antiquari della città al fine di abbellire i nuovi uffici o, forse, di creare un vero e proprio museo, come risulta dai progetti di restauro dell'architetto Giovanni Chevalley. L'opera venne acquistata, unitamente ad altri ritratti e tele, databili tra Sei e Settecento, da Pietro Accorsi, attraverso la consulenza del direttore dei Musei Civici Torinesi, Vittorio Viale nel 1941 per L. 1.500. L'assenza sul retro della tela o della cornice, ad eccezione delle della serie di etichette patrimoniali dell'Ente e di altre che ne indicano la provenienza dall'antiquario Pietro Accorsi, di ulteriori informazioni pone il problema della provenienza della tela. Infatti, l'analogia di formato e di cornici con gli altri ritratti acquistati dal celebre antiquario, in particolare quelli di soggetto femminili, con cornice identica, indurrebbe ad ipotizzare che essi provenissero da un'unica collezione, oppure che fossero stati adattati ad un criterio di uniformità in occasione della vendita all'Ente. Nella documentazione allegata agli atti amministrativi l'opera viene datata al XVII secolo, ma non compaiono altri suggerimenti circa l'ambito stilistico di riferimento ad eccezione della definizione "in costume elisabettiano" che lascerebbe presuppore l'ipotesi di una provenienza inglese. In effetti, l'abbigliamento ed anche certe durezze nella statica rappresentazione della dama, potrebbero ricondurre all'ambito della ritrattistica inglese a cavallo tra la fine del Cinquecento e l'inizio del secolo successivo; si veda, per un confronto, il ritratto di Anna di Danimarca, regina d'Inghilterra, conservato nel castello di Racconigi (N. Gabrielli, Racconigi, Torino, 1971, p. 135) che presenta analoghe soluzioni nei particolari del pizzo che orna lo scollo e le maniche della veste, nonché nella scelta dei gioielli. Soluzioni simili, per quanto attiene agli elementi della moda si possno riscontrare in altri ritratti di pittori inglesi, tutti datati intorno agli ultimi anni del XVI secolo e i primi due decenni del Seicento, quali una miniatura di Nicholas Hilliard rappresentante Elisabetta di Boemia (1612), conservata al Victoria & Albert Museum di Londra, una attribuita a Rowland Lockey, con la medesima collocazione raffigurante, forse, la contessa di Pembroke (c. 1610), una stampa di Simon van de Passe del 1618 che riproduce Mary Sidney, contessa di Pembroke, R. Strong, The Tudor and Stuart Monarchy. Pageantry, painting, iconography. II Elizabethan, Woodbridge, 1995, nn. 107, 112, 143. Analogo ambito culturale, sebbene con ulteriori precisazioni e riferimenti alla produzione di Marcus Gheeraerts il Giovane (1561/2-1636), da accogliersi con cautela, è stato indicato in A. Cifani, P. E. Fiora di Centocroci, F. Monetti, La quadreria e gli ambienti aulici di Palazzo Cisterna, Torino, 1996, p. VIII.
bibliografiaCifani A./ Fiora di Centocroci P. E.( 1996)p. VIII; Gabrielli N.( 1971)p. 135; Strong R.( 1995)nn. 107, 112, 143
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
ente schedatoreTO
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin F.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2004
anno modifica2007

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