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Opera d'arte ritratto di antipapa (?) di Grassi Giovanni Battista (1685 ca./ post 1760), a Torino

L'opera d'arte ritratto di antipapa (?) di Grassi Giovanni Battista (1685 ca./ post 1760), - codice 01 00198928 di Grassi Giovanni Battista (1685 ca./ post 1760), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in convento, servita, Convento dei Servi di Maria, Reale Basilica di Superga, Strada Basilica di Superga, 73, piano terreno, manica nord, Sala dei Re
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoritratto di antipapa (?)
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00198928
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoStrada Basilica di Superga, 73
contenitoreconvento, servita, Convento dei Servi di Maria, Reale Basilica di Superga, Strada Basilica di Superga, 73, piano terreno, manica nord, Sala dei Re
datazionesec. XVIII prima metà; 1700 (post) - 1749 (ante) [documentazione; analisi stilistica]
autoreGrassi Giovanni Battista (1685 ca./ post 1760),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 62, largh. 47,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiCornice di sagoma ovale verniciata di colore giallo; battuta liscia; profilo liscio. Sul retro gancio di metallo per appendere il quadro. Il personaggio è rappresentato di tre quarti ed indossa un piviale rosso e verde con ricco bordo bianco con pietre colorate fissato da un fermaglio.Personaggi: antipapa o papa. Abbigliamento: ecclesiastico.
notizie storico-criticheIn mancanza di iscrizioni e dello stemma non è possibile individuare l'identità del pontefice ritratto. La tela fa parte di una serie originariamente di 22 opere, giunte alla sede attuale solamente nel 1923, rappresentanti sia effigi di antipapi che di pontefici, diversei da quelle già trasferite nel palazzo attiguo alla Basilica di Superga. Le opere, ritenute tutte rappresentanti immagini di antipapi, ad eccezione del ritratto di Felice V, al secolo Amedeo VIII, duca di Savoia, che ottenne una collocazione privilegiata nella biblioteca insieme ai ritratti degli illustri convittori, furono originariamente collocate al primo piano nell'ala nord in un locale attiguo alla cappella di San Francesco, già utilizzato come sacrestia. La serie attuale, privata di un elemento, è articolata in due gruppi: il primo di dieci tele di formato ovale, il secondo di dieci tele di formato rettangolare, secondo la consueta alternanza del formato, proprio anche di tutte le altre tele poste nella cosiddetta "Sala dei Papi". Tuttavia, queste opere, a differenza di quelle esposte, si presentano con una semplice cornice di legno verniciato giallo, priva di ornamenti; inoltre, non sempre sono corredate dall'iscrizione con il nome in lettere capitali, dello stemma e del numero di serie, utili all'identificazione. Da un punto di vista stilistico, parimenti, si possono distinguere almeno due diversi artisti: infatti, quattordici tele appaiono con una stesura più raffinata, sia nel modellato che nella resa dei particolari, mentre le rimanenti sei sono caratterizzate da una resa decisamente sommaria. Si noti che a queste ultime corrispondeanche una serie di numeri d'inventario diversa, rispetto alle altre, parallela alla numerazione come oggetti d'arte del patrimonio di Sua Maestà, acquisita probabilmente in un secondo tempo, prossimo al trasferimento a Superga. A questo proposito, il documento che testimonia il passaggio a Superga riferisce che le tele si trovavano precedentemente nel Palazzo Reale di Torino, tuttavia, all'esame degli inventari conservatisi, nessuna traccia di esse è stata rilevata. E'dunque possibile che i quadri abbiano transitato a Torino, ma avessero una diversa provenienza. Nelle schede Vesme, alla voce, Giovanni Battista Grassi (Baudi di Vesme A. L'arte in Piemonte, Torino, 1966, vol. II, p. 540), figura nel 1717 un grosso pagamento da parte della corte per aver "raccomodato n. 169 quadri vecchi di ritratti di sommi pontefici" e "per altri 118 quadri dè sommi pontefici fatti novi", tutti destinati al castello di Rivoli. Dato il numero elevato, superiore al numero dei pontefici, antipapi compresi, sino ad allora eletti, è ipotizzabile che il Grassi abbia fatto anche delle copie delle opere da lui stesso precedentemente restaurate che potrebbero identificarsi con una parte della serie qui presa in esame, o potrebbe averne dipinti di nuovi per completare le lacune della collezione. Nessuna guida dell'epoca o immediatamente successiva, menziona la serie né a Rivoli, né in altri luoghi legati a Casa Savoia. Da un punto di vista stilistico e tipologico, specialmente il gruppo delle tele più raffinate, presenta notevoli analogie, specie nei pontefici barbuti, sia con i ritratti realizzati da Cristofano dell'Altissimo per la collezione gioviana degli Uffizi a Firenze (Berti L. Uffizi Catalogo Generale, Firenze, 1978, pp. 605-660) che con la collezione dei ritratti dei pontefici e degli antipapi conservata nel palazzo Altieri di Oriolo Romano, realizzata per volere di Clemente X nella seconda metà del XVII secolo (Schiavo A. Le Palais Altieri, Roma, 1962, pp. 200-201; V. Pierotti, La "Galleria Altieri di Oriolo", Raccolta completa di quadri raffiguranti i Papi della storia da San Pietro a Giovanni XXIII).
committenzaCasa Savoia (?) (sec. XVIII/ prima metà)
bibliografiaPierotti V.( s.d.); Baudi di Vesme A.( 1966)v. II p. 540; Debiaggi C.( 1968)p. 87; Berti L.( 1978)pp. 605-660; Schiavo A.( 1962)pp. 200-201
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
toponimoSuperga (frazione)
indirizzoStrada Basilica di Superga, 73
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin L.; Funzionario responsabile: Ciliento B.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Pivotto P. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2001
anno modifica2007
latitudine45.078413
longitudine7.771648

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