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Opera d'arte Minerva di Manifattura di Nast (notizie 1782-1835), a Torino

L'opera d'arte Minerva di Manifattura di Nast (notizie 1782-1835), - codice 01 00039549 - 3 di Manifattura di Nast (notizie 1782-1835), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in reggia, museo, Palazzo Reale, Piazzetta Reale, Museo di Palazzo Reale, Piano terreno, sala 4, armadio 7, scaffale C, D, inv. C86/ IV 7 C-D 427, 428, 432, 438, 439, 453-457
immagine - immagine non disponibile -
bene culturalestatuetta, elemento d'insieme
soggettoMinerva
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00039549 - 3
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoPiazzetta Reale
contenitorereggia, museo, Palazzo Reale, Piazzetta Reale, Museo di Palazzo Reale, Piano terreno, sala 4, armadio 7, scaffale C, D, inv. C86/ IV 7 C-D 427, 428, 432, 438, 439, 453-457
datazionesec. XVIII fine; 1790 - 1799 [bibliografia]
autoreManifattura di Nast (notizie 1782-1835),
materia tecnicabiscuit
misuremm., alt. 312, diam. 117,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiStatuetta che fa parte dell'anello di contorno del centrotavola. Base cilindrica cava con fondo piano. Figura femminile con scudo poggiato a terra sotto la mano destra; pergamena nella sinistra; elmoDivinità: Minerva. Abbigliamento. Oggetti: scudo con Gorgone; elmo con civetta.
notizie storico-criticheFin dall'inventario Argenti Bisquit del 1869-71, si ricordano come facenti parte di un unico gruppo di "21 statuette rappresentanti personaggi Mitologici", allineate su uno scaffale dell'armadio 7 della sala del piano terreno di Palazzo Reale dove è conservato tutto il materiale in biscuit, che appartengono invece a due diversi centrotavola, con apprezzabili differenze iconografiche, stilistiche e di dimensioni (il carattere utilitaristico della catalogazione inventariale è esplicitamente ammesso dagli estensori, che annotano anche l'"altezza di cent.m (sic) 20 a 30", determinante per il raggruppamento dei pezzi). Dieci delle ventuno statuette sono raggruppabili in un insieme certamente attribuibile alla manifattura di Nast - cinque esemplari sono marcati - che fa il paio con un altro centrotavola della stessa manifattura, ricordato a parte nel 1869-71, composto da sette statuette. Non sussistendo però un gruppo centrale di dimensioni tali da poter giustificare la restituzione dell'ideale disposizione del surtout, si è preferito optare per un intevento "minimale" nell'accorpamento dei pezzi che, forse, meglio rappresenta l'utilizzazione occasionale e legata alla contingenza del cerimoniale di corte, dei biscuits. La disposizione di gruppi di singole figure mitologiche non è infrequente, così come non è infrequente nelle manifatture la produzione in biscuits di serie di personaggi della mitologia, a cominciare dalla manifattura di Sèvres, che dal 1769 dà i modelli per le Statuette (alte da 19 a 22 cm.) di Mercurio, Marte, Cerere, Apollo, Giunone, Nettuno, Atlante, Ercole, Diana (E. BOURGEOIS, Le Biscuit de Sèvres au XVIIIe siècle, Paris 1909, tomo II, p. 13). Come tutte le manifatture parigine del periodo, anche quella di Nast è particolarmente attenta ai modelli iconografici di Sèvres; la "Minerva nei tratti di Maria Antonietta", portata a termine nel 1788 da Le Riche per Sèvres (e. BOURGEOIS - G. LECHEVALLIER-CHEVIGNARD, Le Biscuit de Sèvres. Recueil des modéles de la Manufacture de Sèvres au XVIIIe siècle, Paris s.d. (1913), p. 432), è guardata da vicino da Nast, che ne riprende anche l'impianto compositivo nella Minerva di cui è noto un identico esemplare del Museo Stibbert di Firenze (G. CANTELLI, Il Museo Stibbert di Firenze, Milano 1974, vol. II, tav. 315). Un'ulteriore memoria della scultura di Sèvres e dei modi del suo direttore dell'atelier di scultura, Louis-Simon Boizot, rimane soprattutto nei volti aggraziati dell'Apollo, del Mercurio e della Giunone. Il rapporto con la scultura antica, altro tema caro a Nast, è esemplificato nella Diana, della quale, secondo un meccanismo di reinterpretazione ed integrazione dell'originale, tipico della seconda metà del Settecento, confluisce il ricordo visivo della statua romana più famosa di Francia, la "Diana di Versailles" (sulla fortuna della statua ora al Louvre, cfr. F. HASKELL - N. PENNY, L'antico nella storia del gusto. La seduzione della scultura classica 1500-1900, Torino 1984, p. 263, attraverso le varianti del classicismo barocco di Coysevox nella "Duchessa di Borgogna nelle vesti di Diana" del Louvre. Dall'esame dei pezzi che compongono il centrotavola si osservano tracce di restauri eseguiti in epoca imprecisata.
bibliografiaSan Martino P.( 1986)pp. 296-297; Bourgeois E.( 1909)t. II, p. 13; Danckert L.( 1980)p. 340, n. 2; Bourgeois E./ Lechevallier-Chevignard G.( 1913)p. 432; Cantelli G.( 1974); Haskell F./ Penny N.( 1984)p. 263
definizionestatuetta
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoPiazzetta Reale
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: San Martino P.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Trascrizione per informatizzazione: Fratini M. (2000); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Pappalardo A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1986
anno modifica2007
latitudine45.072658
longitudine7.686346

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