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Opera d'arte Madonna in trono col Bambino e i santi Ambrogio, Giovanni Battista, Pietro, Vittore, Benedetto e Antonio Abate di Zavattari (notizie sec. XV), a Roma

L'opera d'arte Madonna in trono col Bambino e i santi Ambrogio, Giovanni Battista, Pietro, Vittore, Benedetto e Antonio Abate di Zavattari (notizie sec. XV), - codice 12 00111749 A - 0 di Zavattari (notizie sec. XV), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in castello, Castel Sant'Angelo, Lungotevere Castello, 50, Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, cagliostra
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bene culturalepolittico
soggettoMadonna in trono col Bambino e i santi Ambrogio, Giovanni Battista, Pietro, Vittore, Benedetto e Antonio Abate
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00111749 A - 0
localizzazioneRM, RomaLungotevere Castello, 50
contenitorecastello, Castel Sant'Angelo, Lungotevere Castello, 50, Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, cagliostra
datazionesec. XV ; 1459 (ca.) - 1459 (ca.) [bibliografia]
autoreZavattari (notizie sec. XV),
materia tecnicatavola/ pittura a tempera
misureUNR, alt. 141, largh. 234,
condizione giuridicaproprietà Stato, Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo
dati analiticiIl polittico è formato da sette scomparti cuspidati, uno centrale e tre per ogni lato.
notizie storico-criticheE' ignota la destinazione originaria del polittico già attribuito a Jacopino Cietario dal Van Marle (1927). Fu Longhi (1928) a definirlo di maniera milanese datandolo intorno al 1450 ed avanzando l'attribuzione agli Zavattari confermata da Baroni e Samek (1952) e nuovamente da Longhi nel 1957, il quale in tale occasione accostò il polittico agli affreschi con storie di Teodolinda (Duomo di Monza, firmati e datati dagli Zavattari nel 1444). Grazie alla Algeri (1981) è noto che in un documento datato 17 dicembre 1459 Ambrogio Zavattari fu pagato per un polittico destinato all'altare maggiore del Duomo di Milano. Pertanto la presenza nel polittico di Castel Sant'Angelo di due santi (Vittore e Ambrogio) venerati a Milano farebbe pensare all'opera destinata al Duomo milanese. Ma secondo la Ghidoli (1984) si potrebbe ipotizzare la destinazione per la chiesa milanese di S. Pietro in Gessate, affidata nel 1433 ai monaci di S. Giustina da Padova poi detti Cassinesi. Al suddetto ambito monastico farebbero infatti riferimento i santi Antonio Abate (padre del monachesimo occidentale) e Benedetto. Per la stessa Ghidoli il polittico è attribuile a più personalità della prima e della seconda generazione della famiglia Zavattari (Cristoforo, Francesco, Ambrogio, Giovanni, Gregorio) e la datazione dovrebbe essere spostata ad oltre la metà del 1400. Per quanto riguarda la storia conservativa, l'opera giunse a Castel Sant'Angelo privata dei due scomparti con S. Antonio Abate e S. Benedetto (che nel 1957 Longhi individuava in una collezione privata) acquistati successivamente. In precedenza, già smembrato, fece parte della collezione del Conte di Torino Vittorio Emanuele Savoia-Aosta (Longhi, 1957) come è confermato dal bollino presente sulla cornice ottocentesca in stile gotico con la quale pervenne nella collezione Contini e poi nel Museo di Castel Sant'Angelo.
bibliografiaVan Marle R.( 1927)p. 178; Venturi A.( 1928)p. 110; Longhi R.( 1928-1929)p. 78; Borgatti M.( 1929)pp. 130-135; Degenhart B.( 1950)p. 66; Baroni C./ Samek Ludovici S.( 1952)p. 65; Longhi R.( 1957)pp. 11, 45, 47; Arte lombarda dai Visconti agli Sforza( 1958
definizionepolittico
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoLungotevere Castello, 50
ente schedatoreS50
ente competenteS50
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Ghidoli A.; Funzionario responsabile: Mercalli M.Bellini F.; Trascrizione per informatizzazione: Scarfò E. (2010); Aggiornamento-revisione: Artuso F. (1997); Aloisi P. (2001); Scarfò E. (2010);
anno creazione1974
anno modifica1997; 2001; 2010
latitudine41.902758
longitudine12.468113

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