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Opera d'arte la famiglia Moroni in preghiera di Ricchi Pietro detto Lucchese (1606/ 1675), a Brescia

L'opera d'arte la famiglia Moroni in preghiera di Ricchi Pietro detto Lucchese (1606/ 1675), - codice 03 00092322 di Ricchi Pietro detto Lucchese (1606/ 1675), si trova nel comune di Brescia, capoluogo dell'omonima provincia sita in chiesa, conventuale, Chiesa di S. Francesco d' Assisi, NR (recupero pregresso), cappella di Sant'Antonio (a sinistra dell'abside), parete sinistra
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettola famiglia Moroni in preghiera
tipo schedaOA_3.00
codice univoco03 00092322
localizzazioneItalia, Lombardia, BS, BresciaNR (recupero pregresso)
contenitorechiesa, conventuale, Chiesa di S. Francesco d' Assisi, NR (recupero pregresso), cappella di Sant'Antonio (a sinistra dell'abside), parete sinistra
datazionesec. XVII ; 1645 (ca.) - 1645 (ca.) [analisi stilistica]
autoreRicchi Pietro detto Lucchese (1606/ 1675),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm., alt. 232, lungh. 140,
condizione giuridicaproprietà Stato, Chiesa conventuale di San Francesco D'Assisi
dati analiticiI tre membri della famiglia sono rappresentati appoggiati ad un inginocchiatoio, la fronte del quale è coperta da un tappeto orientale di un intenso color amaranto. Alle loro spalle, a sinistra, pochi elementi architettonici ambientano la scena. Il tono d'insieme del colore è basso, dominano i bruni dell'inginocchiatoio e dei fondi oltre che negli abiti. Le tre teste furono ritagliate e poi di nuovo incollate e quindi "accompagnate" con il colore.Personaggi: la famiglia Moroni in preghiera.
notizie storico-criticheLa tela, coperta da strati di vernice ossidata, ed allentata nel supporto ligneo, con tracce di bruciature in basso a sinistra e sollevamenti del colore attorno alle teste, è già citata dal Faino attorno al 1650. Secondo il Bonini e il Guzzo la tela sarebbe stata smembrata in due parti (separando da questa la parte raffigurante Sant'Antonio col Bambino e la Vergine che libera il ragazzo rapito). Il Bonini avanza due ipotesi, la prima motivata dal fatto che le teste furono ritagliate dalla tela, che i danni fossero stati causati per odio alla nobiltà durante la Repubblica bresciana nel 1789 che imponevano quindi la separazione della parte integra, la seconda ipotesi, più attendibile, che lo smembramento fu causato dall'apertura della finestra che è interposta ancora tra i due tronconi del dipinto. Scrive il Guzzo: "fondamentale per una futura ricostruzione dell'attività del Ricchi quale ritrattista (tanto abile da far presumere una sua precedente specifica attività in questo campo...precedente il 1641) appare invece il pannello di sinistra, di precisa tangenza con tutta la ritrattistica padana tra Lombardia e Veneto" strada che però, giustamente, lo studioso afferma passare "più per Mantova, coi suoi Rubens, che per Bergamo". La tela è datata concordemente tra il 1644 ed il 1645.
bibliografiaPosenato T.( 1979)p. 38; Bonini A.( 1980)pp. 187-191; Guzzo E.M.( 1983)pp. 120-137; Mich E.( 1989)pp. 862-863
definizionedipinto
regioneLombardia
provinciaBrescia
comuneBrescia
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS23
ente competenteS23
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Tiziani G.; Funzionario responsabile: Cicinelli A.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Veneri S. (2007); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Veneri S. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1990
anno modifica2006
latitudine45.532522
longitudine10.225838

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