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Opera d'arte GLORIA DI SANTA CATERINA DA SIENA di Castellotti Lorenzo (1718/), a Lucca

L'opera d'arte GLORIA DI SANTA CATERINA DA SIENA di Castellotti Lorenzo (1718/), - codice 09 00065194 di Castellotti Lorenzo (1718/), si trova nel comune di Lucca, capoluogo dell'omonima provincia sita in chiesa, conventuale, Chiesa di S. Caterina, via Vittorio Emanuele II, oculo della volta
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, complesso decorativo
soggettoGLORIA DI SANTA CATERINA DA SIENA
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00065194
localizzazioneItalia, Toscana, LU, Luccavia Vittorio Emanuele II
contenitorechiesa, conventuale, Chiesa di S. Caterina, via Vittorio Emanuele II, oculo della volta
datazionesec. XVIII ; 1738 (ca) - 1743 (ca) [bibliografia; contesto]
autoreCastellotti Lorenzo (1718/),
materia tecnicaintonaco/ pittura a fresco
misurecm
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Lucca
dati analiticiSanta Caterina da Siena in veste bianca, manto grigio e la corona del Rosario pendente alla cintura, è inginocchiata sulle nubi in una gloria d'angeli al cospetto della Madonna, del Padre Eterno, di Cristo e la colomba dello Spirito Santo, mentre a sinistra si scorge la figura stante di San Giovanni Battista. Un angelo reca il giglio e la corona di spine, attributi della santa, mentre un altro sparge dei fiori. Intorno tra le nubi si intravedono Santi protettori di Lucca. Il cielo è dominato da una tonalità grigio-giallastra di intensa luminosità.Personaggi: Santa Caterina da Siena; Madonna; Padre Eterno; Cristo; San Giovanni Battista. Figure: angeli. Simboli: Colomba dello Spirito Santo. Attributi: (Santa Caterina da Siena) giglio; corona di spine.
notizie storico-criticheNella Guida sacra alle Chiese di Lucca pubblicata nel 1741 Gabriele Gramatica, a proposito della chiesa di Santa Caterina, costruita su progetto dell'architetto lucchese Francesco Pini a partire dal 1738, affermava che "l'architettura della cupola ... è di Bartolomeo De Santi e le figure tutte sono di Lorenzo Castellotti" (Gramatica 1741, p. 150). La grandiosa impresa decorativa rappresenta uno dei massimi raggiungimenti dovuti alla collaudata collaborazione tra i due artisti, intrapresa nel corso degli anni trenta e interrotta solo dalla morte del De Santi, responsabile della parte quadraturistica, avvenuta nel 1764. Nella Gloria di Santa Caterina, in relazione alla distanza delle figure dall'occhio dello spettatore, le figure mostrano differenti livelli di finitezza, cosicché oltre la santa senese si scorgono il Padre Eterno, Cristo e Maria più evanescenti per suggerirne l'ascesa all'infinito. La gamma cromatica pallida, giocata prevalenteente sulle sfumature del giallo e del grigio assolve alla funzione di rendere ancora più solare la scena che riceve la luce naturale dalle tre finestre collocate sotto la gronda. La chiesa di S. Caterina, annessa al Convento dell'Ordine Terziario Domenicano e progettata a pianta ovale dall'architetto Francesco Pini, fu edificata a partire dal 1738 sopra una precedente costruzione del 1575, di cui è impossibile ipotizzare l'assetto originario per mancanza di notizie. La bibliografia e la guidistica locale hanno tramandato il 1748 come anno di consacrazione della chiesa in base a una non corretta lettura dell'iscrizione sulla controfacciata; i recenti lavori di restauro, infatti, hanno permesso di individuare la data 1743 in luogo del 1748 come anno della consacrazione; di conseguenza si ipotizza che la fine dei lavori di costruzione della chiesa sia avvenuta qualche anno prima rispetto a quanto si pensava in precedenza. La chiesa e il convento di S. Caterina furono oggetto delle soppressioni napoleoniche del Governo Baciocchi nel 1806 a seguito delle quali il convento, divenuto di proprietà pubblica, fu destinato a caserma, le suore furono spostate al convento dell'Angelo e non fecero più ritorno a Santa Caterina. Sotto i Borboni, nel 1818, gli ambienti del convento furono destinati all'Ospizio degli Invalidi, una sezione dell'ente Ospedali e Ospizi di Lucca, e la chiesa fungeva da cappella. La proprietà degli ambienti conventuali e della chiesa è rimasta a Ospedali e Ospizi per passare poi in anni recenti al Comune di Lucca. La chiesa è conosciuta come “Chiesa delle Sigaraie” perchè le donne che preparavano a mano i celebri sigari “toscani” avevano l’abitudine di recarvisi a pregare prima di andare alla Manifattura Tabacchi, situata di fronte.
bibliografiaGramatica G.( 1741)p. 150; Ridolfi E.( 1877)p. 56; Belli Barsali I.( 1953)p. 145; Belli Barsali I.( 1970)p. 104; Belli Barsali I.( 1988)p. 121; Lucca( 1999)p. 107
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaLucca
comuneLucca
indirizzovia Vittorio Emanuele II
ente schedatoreS122
ente competenteS122
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Ghilarducci G.; Funzionario responsabile: Caleca A.; Trascrizione per informatizzazione: Guarraccino M. (1999); Aggiornamento-revisione: Guarraccino M. (1999), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); Betti P. (2000), Referente
anno creazione1977
anno modifica1999; 2000; 2006; 2012
latitudine43.842136
longitudine10.499104

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