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Opera d'arte episodio della vita di Platone di Casella Andrea (1619/ 1672), a Torino

L'opera d'arte episodio della vita di Platone di Casella Andrea (1619/ 1672), - codice 01 00211035 - 7 di Casella Andrea (1619/ 1672), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in villa, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Piano primo, Appartamento di S.M., Anticamera verso Ponente - 23: intercapedine tra la volta e il solaio, parete nord
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bene culturaledecorazione pittorica, elemento d'insieme
soggettoepisodio della vita di Platone
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00211035 - 7
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoNR (recupero pregresso)
contenitorevilla, museo, Villa della Regina, Compendio di Villa della Regina, NR (recupero pregresso), Piano primo, Appartamento di S.M., Anticamera verso Ponente - 23: intercapedine tra la volta e il solaio, parete nord
datazionesec. XVII ; 1650 (ca.) - 1660 (ca.) [analisi stilistica]
autoreCasella Andrea (1619/ 1672),
materia tecnicaintonaco/ pittura a fresco
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiNR (recupero pregresso)Paesaggi. Architetture: villa. Vegetali: piante. Oggetti: vasi.
notizie storico-criticheIl fregio, collocato al di sopra dell'attuale volta dell'ambiente, fa parte di un complesso di opere al piano nobile ed al secondo piano emerse nel corso degli interventi provvisionali eseguiti contestualmente al cantiere di restauro a partire dal 1990, come tempestivamente segnalato da Costanza Roggero Bardelli (cfr. C. Roggero Bardelli, Torino. La Vigna del Cardinal Maurizio di Savoia, in C. Roggero Bardelli, M.G. Vinardi e V. Defabiani, Ville Sabaude: Piemonte 2, Milano 1990, n. 23, p. 179). L'opera è una significativa testimonianza della fase decorativa seicentesca della Villa, di cui già Augusto Pedrini segnalava l'importanza, richiamando l'attenzione su alcuni lacerti di affresco riemersi in seguito ai bombardamenti del luglio-agosto 1943, ed al conseguente crollo, talvolta completo, delle volte settecentesche di alcuni ambienti (cfr. A. Pedrini, Sul Palazzo Chiablese detto anche Villa Lodovica presso Villa della Regina, in <>, 1961, n. I, pp. 26-27). Il complesso venne occultato verosimilmente già nell'ultimo decennio del secolo XVII, o comunque non oltre l'inizio del Settecento, nel corso delle opere di ampliamento volute da Anna d'Orléans, perchè inadeguato alle nuove tendenze del gusto ed alle funzioni di rappresentanza dell'ambiente, attinente alla stanza da letto del sovrano. I riferimenti stilistici e cronologici dell'opera sono stati messi in luce da Cristina Mossetti: "... Molto lacunosi gli affreschi della sala a ponente che denunciano parzialmente la dedica della sala con i riferimenti a Platone e Catone censore (l'iscrizione sui loggiati reca motivi decorativi che richiamano direttamente quelli calligrafici di tanta produzione intorno agli anni sessanta), con loggiati e sfondi architettonici che ricordano i giardini di Venaria ... i rimandi sono per ora ai modelli dei frescanti lombardi a Venaria, ma ancora di più agli impianti decorativi che attorno agli anni sessanta si allestiscono in Palazzo Civico a Torino, nella sala delle Congregazioni con Casella, e, nel canavese, a palazzo Armano di Grosso." (C. Mossetti - a cura di - Villa della Regina. Diario di un cantiere in corso, Torino 1997, p. 59). Il riferimento in direzione di Casella sembra da confermare alla luce dei confronti puntuali con la Sala dei Templi di Diana a Venaria (Recchi e Casella, 1660-1663) e con la Sala delle Congregazioni di Palazzo Civico a Torino, realizzata negli stessi anni e simile sopratutto per la costruzione della quadratura. L' artista caronese godeva dell'apprezzamento del cardinal Maurizio, come conferma un pagamento del 1654 per due quadri destinati proprio alla Vigna (ASTO, Camerale, art. 405, 1654, f. 10v) e la sua formazione nei cantieri cortoneschi a Roma, ricordata da Luigi Lanzi (L. Lanzi, Storia Pittorica, Bassano 1809, ed. a cura di M. Capucci, 1968-74, vol. III, p. 250), si addice al gusto romano della sala, nei contenuti, nella rapidità esecutiva e nella ricchezza del partito decorativo. La decorazione degli ambienti del primo piano nobile (23,24,27,30,31,32), d'impostazione unitaria seppur con dati di stile non del tutto coincidenti, risente di scelte stilistiche ed iconografiche che sembrano da collegare alla committenza del Cardinal Maurizio, ma il completamento potrebbe spettare già all'iniziativa della principessa Lodovica, nell'ambito dei "consistenti miglioramenti" segnalati genericamente nell' inventario dei beni oggetto dell'eredità del cardinal Maurizio del 1677 (ASTO, Corte, Casa Reale, Principi Morizio e Lodovica, m. 3, fasc. 8). Da un primo spoglio dei registri di conto della principessa sono emersi per ora consistenti capi di spesa <> negli anni 1670-1671 (cfr. C. Mossetti - a cura di - 1997, p. 61 e nota 31, p. 64).Forse proprio in merito a questa scena, che la cartella sovrastante consente di collegare al filosofo Platone, Costanza Roggero Bardelli riferiva della presenza di una veduta della stessa villa (C. Roggero Bardelli 1990, n. 23, p. 179); le lacune non consentono purtroppo di vedere con chiarezza da quale angolatura sia ripreso l'edificio, di cui si vede distintamente un torrione e le balaustre decorate da vasi. La figura di Platone sembra trovare la sua giustificazione nella fondazione da parte del filosofo greco della celebre Accademia, posta nel bosco sacro sui monti di Atene dedicato all'eroe Accademo: viene così rievocata l'esperienza del Cardinal Maurizio che, nella sua vigna collinare, riunì la nobiltà più scelta nell'Accademia dei Solinghi, ispirata a principi neoplatonici ed arcadici. Dal momento che lo sfondo è agreste e presenta rilievi montuosi, la scena forse raffigurava proprio il filosofo con i suoi allievi. Può essere significativo ricordare che il cardinal Maurizio è accostato a Platone nel panegirico di Emanuele Tesauro "Il cilindro" recitato in occasione dei funerali nel 1657. [Prosegue in Annotazioni].
bibliografiaPedrini A.( 1961)p. 26; Roggero Bardelli C./ Vinardi M.G./ Defabiani V.( 1990)p. 179, n. 23 di Roggero Bardelli C.; Mossetti C.( 1997)pp. 59-61
definizionedecorazione pittorica
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Martinetti S.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Manchinu P. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2007
anno modifica2007
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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