Invernomuto.net

Ho realizzato questo sito per rendere disponibile alla consultazione questa mole enorme di dati altrimenti difficilmente consultabili :)

Opera d'arte elementi decorativi di Buontalenti Bernardo (1531/ 1608), Barbatelli Bernardino detto Poccetti (1548/ 1612), a Firenze

L'opera d'arte elementi decorativi di Buontalenti Bernardo (1531/ 1608), Barbatelli Bernardino detto Poccetti (1548/ 1612), - codice 09 00281374 - 0 di Buontalenti Bernardo (1531/ 1608), Barbatelli Bernardino detto Poccetti (1548/ 1612), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in giardino, Giardino di Boboli, Palazzo Pitti, Piazza Pitti 1, Giardino di Boboli, Grotta Grande o del Buontalento, prima camera, volta, pareti
immagineelementi decorativi di Buontalenti Bernardo (1531/ 1608), Barbatelli Bernardino detto Poccetti (1548/ 1612),  - codice 09 00281374 - 0
bene culturaledipinto, insieme
soggettoelementi decorativi
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00281374 - 0
localizzazioneItalia, Toscana, FI, FirenzePiazza Pitti 1
contenitoregiardino, Giardino di Boboli, Palazzo Pitti, Piazza Pitti 1, Giardino di Boboli, Grotta Grande o del Buontalento, prima camera, volta, pareti
datazionesec. XVI ; 1586 (ca.) - 1587 (ca.) [bibliografia; documentazione]
autoreBuontalenti Bernardo (1531/ 1608), Barbatelli Bernardino detto Poccetti (1548/ 1612),
materia tecnicaintonaco/ pittura a fresco
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiNR (recupero pregresso)Decorazioni. Vegetali. Animali fantastici.
notizie storico-criticheLa costruzione della nuova parte della grotta fu avviata nell'agosto 1583 (Fara). Gli affreschi pare siano stati eseguiti fra il 1586 e il 1587: Heikamp (1965) segnalo' la notizia d'archivio ma non trascrisse il documento, osservando inoltre che l'audace composizione illusionistica della volta riprende dal prototipo del Bronzino nella cappella di Eleonora in Palazzo Vecchio. La resa vitale e naturalistica dell'ambiente e" stata letta come derivazione dalla cultura nordica, e il paesaggi delle paretie" visto come il riflesso della pittura dello Stradano (Heikamp; Hamilton). Secondo quest'ultimo studioso, e" da riferire alla bottega la decorazione delle pareti. Sicuramente fu Buontalenti a decidere il tema della grotta, rispondendo agli interessi e al gusto di Francesco I, di cui fu amico oltre che artista prediletto: a lui Heikamp riferisce il possibile bozzetto per la parete Nord "come guida per gli artisti esecutori". Fra questi in primo piano era il Poccetti, antico allievo di Buontalenti secondo le testimonianze del Baldinucci e del Silvani. Nella grotta si compenetravano perfettamente artificio e natura: la mancanza di questo secondo elemento - l'acqua che scorreva nelle vasche lungo le pareti, le gocce che cadevano ritmicamente lungo 1e figure, la vegetazione naturale che cresceva sulle pareti e sul pavimento risistemato nel secolo scorso (Gurrieri) - interrompe il ciclo teatrale e sonoro un tempo in continuo movimento. Secondo Bocchi (1591) la camera dava un'idea di terrore per i "roviai e li fessi e per le rotture...posciache" del tutto pare, che a" terra rovini l'edifizio", inserendo in questa illusione i quattro 'Prigioni' di Michelangelo ivi posti nel 1585 e ora sostituiti da calchi, i quali si direbbero "con ogni sforzo di voler uscir del marmo per fuggir la rovina...e fanno risovvenire...quando estinti gli uomini per lo diluvio, cavando quelli da pietre, fu il mondo da Deucalione restaurato". Ulteriori interpretazioni panteistiche - di cui la grotta sembra recuperare le suggestioni poetiche di antri arcadici e mitici come le grotte di età" romana - non che" misteriche, collegate con la 'Venere' di Giambologna deIla terza camera, sono state proposte da Fagiolo, Acidini, Battisti. Nel 1587 fu collocato al centro il gruppo di 'Teseo e Elena'. Fin dall'origine vi era un cancello di ferro eseguito nel 1587 dal fabbro Giovanni di Domenico (Fara). Nel recente convegno 'Boboli 90', L. Zangheri ha mostrato che all' intervento del 1583 prese parte anche l'Ammannati, il cui ruolo ancora non ben precisato, fu forse di portata superiore a quanto si crede.
committenzaFrancesco I, granduca di Toscana (1583 ante)
bibliografiaBocchi F./ Cinelli Calvoli G.( 1677)p 138; Baldinucci F.( 1845-1847)v. II p. 499; Cambiagi G.( 1757)p. 22; Soldini F. M.( 1789); Descrizione Palazzo( 1819); Gurrieri F./ Chatfield J.( 1972)pp.38-39; Hamilton W. P. C.( 1973)p. 176; Heikamp D.( 1978)pp. 41-
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzoPiazza Pitti 1
ente schedatoreL. 41/1986
ente competenteS417
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Frulli C.; Funzionario responsabile: Damiani G.; Trascrizione per informatizzazione: ARTPAST/ Gavioli V. (2006); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Gavioli V. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1989
anno modifica2006
latitudine43.765656
longitudine11.249350

oppure puoi cercare...

  • opere d'arte nel comune di Firenze
  • opere d'arte nella provincia di Firenze
  • opere d'arte nella regione Toscana