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Opera d'arte Carità di Malò Vincenzo (1606-1607/ 1650-1651), a Torino

L'opera d'arte Carità di Malò Vincenzo (1606-1607/ 1650-1651), - codice 01 00351199 di Malò Vincenzo (1606-1607/ 1650-1651), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoCarità
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00351199
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVII secondo quarto; 1640 (ca) - 1640 (ca) [bibliografia; analisi stilistica]
autoreMalò Vincenzo (1606-1607/ 1650-1651),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 140, largh. 122,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiLa cornice di legno intagliato e dorato è costituita da tre modanature decorate con elementi vegetali. La Carità è raffigurata da una figura femminile con un seno scoperto e un bimbo in braccio, circondata da altri tre bambini.Virtù teologali: Carità. Attributi: (CARITÀ) bambini.
notizie storico-criticheL’opera è stata acquistata presso Angelo Boucheron prima del 1851. Al momento del suo ingresso nelle collezioni della Galleria Sabauda, il dipinto era attribuito ad Anton Van Dyck. L’attribuzione a Van Dyck è mantenuta da Lionel Cust, che considera la tela come un prototipo a partire dal quale furono eseguite numerose repliche (coll. Lord Methuen; coll. Conte di Lonsdale; Dulwich Gallery; cfr. Cust, 1906, p. 67). L’anno seguente, Schaeffer ritira l’opera dal catalogo degli autografi di Van Dyck, declassandola al rango di una replica di bottega o, ipoteticamente, a una copia. La proposta di Schaeffer è ripresa da Sandra Pinto e Michela Di Macco, che assegnano il dipinto alla scuola di Van Dyck ([Di Macco, Pinto] in Guide brevi della Galleria Sabauda. Primo settore. Collezioni dinastiche: da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele I 1550 c. - 1630, 1991, p. 59). In anni più recenti, Daniele Sanguineti ha invece proposto di attribuire il dipinto a Vincenzo Malò, sulla base di un confronto tra l’opera e un nutrito numero di altre tele eseguite dal pittore di origine fiamminga a Genova durante il secondo quarto del XVII secolo (Sanguineti, 2004, p. 136). Vincenzo Malò arriva per la prima volta a Genova, dove vive dal 1625 al 1629. Dopo essere ritornato in patria per qualche anno, dal 1634 soggiorna nuovamente in Italia, a Genova e a Roma, dove muore intorno al 1650/1651. Orlando segnala il suo “ruolo di grande divulgatore della maniera rubensiana, da tempo riconosciuto dalla critica, (che) dovette essere assolto non solo con la realizzazione di tele chiaramente derivate da invenzioni dal suo maestro o addirittura da esse copiate, ma pure attraverso la circolazione delle stampe, che forse iniziò a vendere ai colleghi genovesi” (Orlando, 1999, p. 14). L’analisi della sua prolifica attività in Liguria e in Piemonte – Malò dipinge una “Santa Rosalia” per la chiesa di San Francesco a Moncalvo d’Asti – conferma quest’osservazione. Sanguineti osserva che “partendo, come d’abitudine, da un sicuro modello di riferimento – la “Carità” di Rubens ora a Pommersfelden – il pittore […] elabora qui una splendida composizione certamente da annoverare fra le sue più riuscite. Oltre al modello rubensiano è indubbia la conoscenza delle “Sacre Famiglie” elaborate dal Van Dyck negli anni genovesi, come quella già Doria (Genova, Collezioni d’Arte Banca Carige), dalla quale è ripresa la postura di profilo di san Giovannino” (Sanguineti, 2004, p. 136). La resa delicata degli incarnati e le espressioni dei volti, che possono essere confrontate con quelle dei personaggi del “Ritratto di una famiglia” (Genova, coll. Durazzo Pallavicini) permettono di proporre una datazione intorno al 1640.
altra localizzazioneluogo di esposizione: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di esposizione: ITALIA, Piemonte, TO, Torino; luogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Moncalieri
altre attribuzioniDyck Anton vanDyck Anton van (scuola di)
bibliografiaCallery, J. M.( 1859)pp. 203-204; [D'Azeglio, Massimo]( 1866)p. 39; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)p. 147; Cust, Lionel( 1906)pp. 52, 67; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1909)p. 153; Schaeffer, Emil (a cura di)( 1909)pp. 440, 519; Pacchioni, Guglielmo(
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Omodeo, Christian; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithLanzoni, Alessandra; Aggiornamento-revisione: Cermignani, Davide (2013), S67, Funzionario responsabile: Gabrielli, Edith, Referente scientifico: Lanz
anno creazione2012
anno modifica2013
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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