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Opera d'arte cariatidi a Torino

L'opera d'arte cariatidi - codice 01 00210449 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia
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bene culturalecredenza, opera isolata
soggettocariatidi
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00210449
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torino
datazionesec. XIX ultimo quarto; 1875 - 1899 [analisi stilistica; documentazione bibliografia]
ambito culturaleproduzione Italia settentrionale(analisi stilistica; bibliografia; documentazione)
materia tecnicalegno di noce/ verniciatura/ intagliolegno/ verniciatura
misurealt. 155.5, largh. 66.5, lungh. 279,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiPiano rettangolare con angoli smussati e profilo modinato, lievemente sporgente. Corpo del mobile con ripiani interni; quattro ante formate da pannelli decorati da cornici modinate rettangolari con angoli sporgenti entro le quali, al centro, sono scolpite teste di leone. Ciascuna coppia di ante è separta da una cariatide con busto di giovane cavaliere dai lughi capelli ed altre due sono poste in corrispondenza degli spigoli. Fiancate con pannelli riquadrati da cornici rettangolari e cariatidi. In corrispondenza degli spigoli due colonne scanellate con capitello dorico. Al di sopra del piano superiore alzatina con cornice poco aggettante sostenuta da mensole con testa di leone intagliate; parete di fondo suddivisa da cornici modinate in pannelli rettangolari con decoro centrale a cerchi concentrici. Il mobile poggia su zoccolo con profilo modinato.Figure: cariatidi. Animali: leone.
notizie storico-criticheLa credenza fa parte della serie di arredi che vennero acquistati, con delibera del luglio 1940, dalla Provincia di Torino a seguito dell'acquisizione di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, fino a tale data proprietà di Casa Savoia-Aosta. Nell'elenco topografico è indicata una "grande credenza" che potrebbe riconoscersi nell'esemplare in esame, stimata per L. 4000 e collocata nella "Camera da pranzo". Si tratta di uno dei pochi arredi che non andarono venduti durante le numerose tornate d'asta che, nella prima metà del Novecento, portarono alla dispersione della mobilia originale del palazzo, benché non più collocato nell'ambientazione originale, come dimostrato da alcune fotografie d'epoca, pubblicate nel catalogo d'asta edito nel 1932 dalla Galleria Dante Giacomini, ove si individuano mobili simili a quello in esame sia per tipologia che per decorazione, Catalogo delle collezioni private d'arte appartenute a S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, Galleria Dante Giacomini, Roma, 1932, tav. IV. La credenza, infatti, fa parte della serie di arredi commissionati dal duca en suite con la decorazione in stile neorinascimentale da lui voluta che trasformò il volto del palazzo settecentesco. In alternativa alla preferenza accordata alla cultura figurativa del XV/XVI secolo, compaiono, spesso, specie per mobili destinati a sale da pranzo o biblioteche, secondo una precisa codificazione tardo ottocentesca, imitazioni di elementi di arredo risalenti alla seconda metà del Seicento, che si inseriscono nell'ambito della caratteristica inclinazione della cultura ottocentesca al recupero degli stili storici, spesso connessi, nelle varie aree regionali, al richiamo di un passato glorioso. La tipologia della credenza in esame, infatti, rimanda proprio ad esemplari documentati in ambito lombardo nella seconda metà del Seicento, si vedano, per un confronto, alcuni esemplari conservati presso il Museo di Arti Applicate del Castello Sforzesco di Milano, E. Colle, Museo d'Arti applicate, mobili e intagli lignei, Milano, 1996, pp. 39-41, nn. 7,8. Pur non essendo state reperite precise note di pagamento che documentino la commissione degli arredi, coordinati, naturalmente, anche ad esemplari reperiti sul mercato antiquario, è noto da una guida commerciale della città di Torino che due studi fossero interessati, in quegli anni, da committenze da parte di Casa Savoia-Aosta, ovvero, quello di Carlo Albertoni e quello di Giuseppe Anguissola; inoltre, da un annuncio pubblicitario dei fratelli Mora di Milano risulta che anche i famosi mobilieri lombardi fossero tra i fornitori della famiglia ducale, Augusta Taurinorum. Torino illustrata nelle sue cose e nei suoi cittadini, Torino s.d. [ma 1902], pp. 256-258; E. Colle, Museo d'Arti applicate, mobili e intagli lignei, Milano, 1996, pp. 26-28.
bibliografiaAugusta Taurinorum( 1902)pp. 256-258; Catalogo delle collezioni( 1932); Colle E.( 1996)pp. 26-28, pp. 39-41, nn. 7,8
definizionecredenza
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
ente schedatoreTO
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin L.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2003
anno modifica2007

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