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Opera d'arte angelo custode a Firenze

L'opera d'arte angelo custode - codice 09 00035088 si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero, vallombrosano, Monastero di S. Michele a S. Salvi, Chiesa e monastero di S. Michele a S. Salvi, via di S. Salvi, 43, Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, depositi
immagineangelo custode  - codice 09 00035088
bene culturaledipinto
soggettoangelo custode
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00035088
localizzazioneItalia, Toscana, FI, Firenzevia di S. Salvi, 43
contenitoremonastero, vallombrosano, Monastero di S. Michele a S. Salvi, Chiesa e monastero di S. Michele a S. Salvi, via di S. Salvi, 43, Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, depositi
datazionesec. XVII prima metà; 1600 - 1649 [analisi stilistica]
ambito culturaleambito fiorentino, esecutore(analisi stilistica)
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm., alt. 49, largh. 35.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiNR (recupero pregresso)Animali: cane. Figure: angelo custode; bambino.
notizie storico-criticheInventariato nel 1881 come opera fiorentina del secolo XVIII e schedata nel 1974 da Stefano Turrini come "ambito di Carlo Dolci", il "Tobiolo e l'angelo" appartiene certamente alla pittura riformata toscana del Seicento. Esso risente infatti soprattutto della semplicità compositiva e disegnativa del Passignano (1559-1638) al quale rimandano anche la foggia dei panneggi, le anatomie e la figura del bambino simile a quello in primo piano sulla destra del "S. Vincenzo Ferreri che risana un infermo" (Firenze, SS. Annunziata). Si tratta comunque di un riferimento lontano al quale l'anonimo e non particolarmente eccelso pittore mescola le novità del più risentito chiaroscuro curradiano e la sua sobria ma sentita devozionalità. Anche nelle tipologie dei visi -si veda in particolare la costruzione del volto e l'acconciatura con un ricciolo che cade sulla tempia lasciando vedere il profilo dell'orecchio- il pittore si rifà ad esempi desunti da opere del Curradi (1570-1661) come ad esempio il "Narciso al fonte" di Palazzo Pitti dove la costruzione del volto e la gestualità sono assai vicine all'angelo custode di S. Salvi. Si tratta comunque di tipologie molto diffuse nelle pitture fiorentine del tempo (cfr. Cesare Dandini, Vignali, ecc.).
bibliografiaCantelli G.( 1983)
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzovia di S. Salvi, 43
ente schedatoreS17
ente competenteS417
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Turrini S.; Funzionario responsabile: Damiani G.; Aggiornamento-revisione: Acordon A. (1994), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); ARTPAST (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1975
anno modifica1994; 2006
latitudine43.803968
longitudine11.275909

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