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Opera d'arte adorazione dei pastori di Van Cleve Cornelis (Anversa 1520 ca./ post 1567), a Torino

L'opera d'arte adorazione dei pastori di Van Cleve Cornelis (Anversa 1520 ca./ post 1567), - codice 01 00351258 di Van Cleve Cornelis (Anversa 1520 ca./ post 1567), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoadorazione dei pastori
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00351258
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinovia XX Settembre, 86
contenitorepalazzo, Manica Nuova, Palazzo Reale, via XX Settembre, 86, Galleria Sabauda
datazionesec. XVI metà; 1560 (ca) - 1560 (ca) [analisi stilistica; bibliografia]
autoreVan Cleve Cornelis (Anversa 1520 ca./ post 1567),
materia tecnicatavola/ pittura a olio
misurecm, alt. 54, largh. 44, prof. 2,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiLa cornice, dorata e intagliata con profilo aggettante, risale al XVIII secolo. Il telaio è ad incastro angolare a 90° con taglio verticale e il dipinto è inserito in esso attraverso due sbarre metalliche avvitate.Soggetti sacri. Personaggi: Madonna; Gesù bambino; san Giuseppe. Figure: pastori; angeli.
notizie storico-criticheIl dipinto proviene dalle collezioni ducali sabaude, in cui compare con attribuzioni a Stefano Falzagaloni (Jacobsen, 1897, p. 130) e a Filippo Mazzola (Berenson, 1932, p. 356). Nei cataloghi otto e novecenteschi della Galleria Sabauda compare invece insistito il riferimento a Giuseppe Mazzuoli (o Mazzola) detto il Bastarolo (1536 ca.-1589). Tale attribuzione è stata messa in discussione in primis da Frabetti (1972, pp. 67-68), il quale ha notato che non c’è corrispondenza tra l’anagrafica del pittore e le caratteristiche stilistiche del dipinto. Il linguaggio pittorico dell’opera è in sintonia con gli esiti del manierismo di matrice emiliana, attorno al Parmigianino collocabile negli anni 1530-35. Gli stilemi di natura caricaturale che caratterizzano le espressioni dei pastori, ritratti in basso a sinistra e alle spalle della Madonna, risentono degli influssi del linguaggio di Dosso Dossi. Il modello della composizione e il suo impaginato derivano dalla "Madonna del diadema" di Raffaello (Parigi, Museo del Louvre), la cui iconografia venne diffusa attraverso numerosi disegni ed incisioni (Dal Poggetto, 1983, pp. 442, 622). La ricognizione sulla pittura emiliana e ferrarese del periodo non ha condotto la critica all'individuazione di elementi in favore di un pittore italiano; sono stati invece alcuni elementi di gusto nordico, quali l'inserimento di un mulino a vento nello sfondo a sinistra, e particolari minuti dipinti con l'aiuto di una lente (come il cavaliere sotto il dirupo, la croce e i viandanti), a far propendere per Cornelis Van Cleve (Anversa, 1520 ca.-post 1567), il cui stile appare commisto di elementi nordici, appresi alla bottega del padre Josse Van Cleve, e di influenze italiane, da Raffaello ad Andrea del Sarto. Non è attestata una permanenza del pittore in Italia, ma numerosi elementi e riferimenti dettagliati alla classicità negli sfondi e il timbro raffaellesco delle Madonne e dei putti nelle sue composizioni rivelano uno studio approfondito del primo manierismo fiorentino. L'iconografia dell’Adorazione dei Pastori è stata ripetuta più volte da Cornelis (Museo Statale di Dresda, Museo di Sarasota, Londra, Hampton Court). Il confronto più stringente è stato individuato con la Natività (già al Kunsthandel S. Hartveld di Anversa, pubblicata da G. T. Faggin nel 1968 (p. 48, f. 117), che nel 1948 passò sul mercato antiquario di Amsterdam. “L'impostazione del gruppo centrale in primo piano, con la Madonna intenta a sollevare il velo che copre il Bambino, disteso, ma sveglio, è proposta con leggere variazioni, ma sostanzialmente immutata rispetto a quella dell'analogo gruppo della Sabauda; sullo sfondo compaiono alcune figure di pastori, dai tratti espressionistici. La dolcezza dei visi delle Madonne torna in numerose opere ascritte al catalogo di Cornelis Van Cleve dal Friendländer, in particolare la Madonna col Bambino dell'Alte Pinakothek di Monaco, quella della chiesa di San Giacomo di Anversa, e la splendida composizione del Groeninge Museum di Bruges dove alla tenerezza di abbraccio della madre col bambino si affianca la bellezza manieristica del san Giovannino” (Quasimodo-Astrua scheda OA SBAS TO 2005). L’opera si può datare intorno al 1560, in una fase matura dell’attività dell’artista e subito dopo il suo rientro dall’Inghilterra.
altra localizzazioneluogo di deposito: ITALIA, Piemonte, TO, Torino
altre attribuzioniambito ferrarese
bibliografiaJacobsen, Emil( 1897)p. 130; [Baudi di Vesme, Alessandro]( 1899)p. 144; Berenson, Bernard( 1932)p. 356; Pacchioni, Guglielmo( 1932)p. 19; Gabrielli, Noemi( 1965)p. 18; Gabrielli, Noemi( 1971)p. 68; Frabetti, Giuliano( 1972)pp. 67-68
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia XX Settembre, 86
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Piccinelli, Roberta; ; Funzionario responsabile: Referente scientifico: Gabrielli, EdithLanzoni, Alessandra
anno creazione2012
latitudine45.071707
longitudine7.678011

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