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Opera d'arte di Muziano Girolamo detto Girolamo da Brescia (1528/ 1592), De Rossi Sebastiano (notizie 1586-1589), a Roma

L'opera d'arte di Muziano Girolamo detto Girolamo da Brescia (1528/ 1592), De Rossi Sebastiano (notizie 1586-1589), - codice 12 00248600 di Muziano Girolamo detto Girolamo da Brescia (1528/ 1592), De Rossi Sebastiano (notizie 1586-1589), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in chiesa, Chiesa di S. Maria in Ara Coeli, Piazza del Campidoglio 4, cappella di San Matteo, quinta a destra, arco e pilastri d'ingresso, sottarco e pilastri d'altare, zoccolo delle pareti, cupola, tamburo, pennacchi
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bene culturaledecorazione plastico-pittorica
tipo schedaOA_3.00
codice univoco12 00248600
localizzazioneItalia, Lazio, RM, RomaPiazza del Campidoglio 4
contenitorechiesa, Chiesa di S. Maria in Ara Coeli, Piazza del Campidoglio 4, cappella di San Matteo, quinta a destra, arco e pilastri d'ingresso, sottarco e pilastri d'altare, zoccolo delle pareti, cupola, tamburo, pennacchi
datazionesec. XVI ; 1586 (post) - 1589 (ante) [documentazione]; sec. XIX ; 1847 (ca.) - 1847 (ante) [iscrizione]
autoreMuziano Girolamo detto Girolamo da Brescia (1528/ 1592), De Rossi Sebastiano (notizie 1586-1589),
materia tecnicastucco/ doratura/ modellatura/ pitturaintonaco/ pittura a fresco
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero dell'Interno, Fondo Edifici di Culto (F.E.C.)
dati analiticiNell'arco d'ingresso i pilastri sono decorati da specchiature mistilinee, l'archivolto da aquile araldiche e festoni e, in chiave, da uno scudo in rilievo, coronato e con blasone. Sul sottarco cornici modanate racchiudono campi mistilinei in cui risaltano putti e festoni e, al centro, tracciano uno scomparto cruciforme. Analogo è il decoro del sottarco d'altare, nel quale oltre ai festoni compaiono aquile araldiche e figure ammantate in adorazione della croce; sui pilastri che lo sorreggono si dispongono scomparti quadrati, contenenti candelabri incrociati e una testa femminile velata, ovali con personificazini allegoriche e campi rettangolari con festone centrale. Al centro della cupola è dipinto Dio Padre benedicente racchiuso entro un anello di cherubini dal quale parte un reticolo di nervature in stucco, incrociate a formare dei rombi che contengono serafini e cherubini dorati. Il tamburo (segue in ANNOTAZIONI)NR (recupero pregresso)STEMMI, EMBLEMI, MARCHI: Classe di appartenenza: arme, Qualificazione: gentilizia, Identificazione: Mattei, Quantità: 01, Posizione: archivolto d'ingresso, Descrizione : Scaccato d'argento e d'azzurro di otto file, alla banda d'oro attraversante sul tutto; col capo dello stesso caricato di un'aquila coronata di nero, ; STEMMI, EMBLEMI, MARCHI: Classe di appartenenza: arme, Qualificazione: gentilizia, Identificazione: Antici-Mattei, Quantità: 4, Posizione: pennacchi, Descrizione : Partito nel primo d'azzurro alla banda d'oro accostata da quattro stelle dello stesso; nel secondo scaccato d'argento e d'azzurro alla banda d'oro attraversante: capo d'oro caricato di un'aquila di nero, ; STEMMI, EMBLEMI, MARCHI: Classe di appartenenza: motto, Qualificazione: gentilizio, Identificazione: Antici-Mattei, Quantità: 4, Posizione: pennacchi, Descrizione : AUT. IN. HOC AUT. CUM. HOC,
notizie storico-criticheLa cappella venne costruita fra 1564-1565 per Alessandro Mattei sul sito di un antico ingresso laterale. Da documenti di archivio risulta l'intervento di Giacomo Del Duca, sulla cui portata tuttavia la critica non si è trovata concorde. A lui certamente va ascritto il progetto architettonico e secondo alcuni anche quello della decorazione a stucco che venne eseguita dallo stuccatore De Rubeis (Schwager, 1967; Benedetti, 1973). Più credito ha avuto tuttavia la proposta di assegnare la decorazione plastica a Girolamo Muziano, al quale il figlio di Alessandro, Ciriaco, commissionò i dipinti parietali (Heideman,1982). Entro il 1686, come testimonia il Titi, la cappella venne restaurata dall'architetto Tommaso Mattei, che ritoccò vari stucchi e aprì la finestra nel tamburo. Infine nel 1847, come ricorda anche una lapide pavimentale, Carlo Teodoro Antici marito di Marianna Mattei, fece restaurare il sacello, inserendo sui pennacchi gli stemmi al posto degli originari dipinti del Muziano, che secondo il capitolato dovevano raffigurare i Quattro Evangelisti (Bevilacqua ,1993, con bibliografia precedente). La cappella ha subito un restauro fra 1995 e 1997 a cura della SBAS RM, che ha modificato le condizioni in cui era il decoro al momento della schedatura, in particolare nella coloritura degli stucchi e nei motivi con cui è ornato il tamburo.
altre attribuzioniDuca Giacomo Del
committenzaMattei Ciriaco (1582)Antici Carlo Teodoro marchese (1847/ ante)
bibliografiaBevilacqua M.( 1993)p. 222
definizionedecorazione plastico-pittorica
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoPiazza del Campidoglio 4
ente schedatoreS50
ente competenteS50
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Borzelli R.; Funzionario responsabile: Tempesta C.; Trascrizione per informatizzazione: Sprega S. (2005); Aggiornamento-revisione: Mori G. (1984), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); ARTPAST/ LUGLI A. (2006), Referente scie
anno creazione1980
anno modifica1984; 2006
latitudine41.893447
longitudine12.482627

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