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Opera d'arte Malatesta Baglioni di Celentano Bernardo (Napoli 1835/Roma 1863), a Roma

L'opera d'arte Malatesta Baglioni di Celentano Bernardo (Napoli 1835/Roma 1863), - codice 12 00491559 di Celentano Bernardo (Napoli 1835/Roma 1863), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Viale delle Belle Arti 131
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloMalatesta Baglioni
soggettoepisodio storico
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00491559
localizzazioneRM, RomaViale delle Belle Arti 131
contenitorepalazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Viale delle Belle Arti 131
datazioneXIX ; 1858 (ca.) - 1858 (ca.) [bibliografia]
autoreCelentano Bernardo (Napoli 1835/Roma 1863),
materia tecnicaolio su tela
misurealt. 26, largh. 20.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
dati analiticiinterno con due uomini vestiti con abiti cinquecenteschi.
notizie storico-criticheL'artista si formò presso l'Istituto di Belle Arti di Napoli e nel 1851 vinse il suo primo premio alla mostra napoletana, occasione in cui conobbe Domenico Morelli, di cui divenne amico fraterno. Celentano fin da subito predilesse per le sue tele temi colti e nobili, soggetti storici e letterari.L'iconografia di questo bozzetto per il dipinto smarrito "Malatesta Baglioni e Cencio Guercio" è ispirata al romanzo L'Assedio di Firenze (1836) di Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873), intorno alle vicende della Repubblica fiorentina istituita dopo il sacco di Roma del 1527 e poi assediata nel 1529 dalle truppe dell'imperatore Carlo V e del papa Clemente VII, per ristabilire a Firenze la dinastia de'Medici. Della difesa della città fu incaricato in qualità di Capitano Generale Malatesta Baglioni, che in realtà mirava principalmente ad ingraziarsi il papa per tornare in possesso della città di Perugia. Al suo servizio dal 1527 si era messo il capitano Vincenzo Piccioni detto Cencio Guercio. Nel 1530 Malatesta Baglioni consegnò la città di Firenze alle truppe dell'imperatore. I traditori della patria sono così descritti da Celentano in una lettera inviata da Roma datata 6 maggio 1858: "...voglio dirti i soggetti che ho scelto. Il primo sarebbe Malatesta Baglioni e Cencio Guercio, allorchè, allontanandosi il messo della Signoria, Cencio, scovrendo da sotto una zimarra, da lui gittata sulla tavola, la lettera del Papa, dice al Baglioni che se non era per lui si sarebbe svelata la trama, e Malatesta con mano rapace la prende per conservarla nelle saccocce delle sue larghe brache alla spagnola. Io veggo due caratteri di birboni, opposti interamente ma ugualmente birboni, e vorrei tradurli sulla tela..." (L. Celentano, 1883, p.301). Oltre all'olio su tela sono conservati alla Galleria altri tre studi dello stesso soggetto: disegni a matita su carta, inv. 411/Cartella B/Fasc.3/Cartone 75a-75b-75c.
bibliografiaCelentano L.( 1883)p. 301; S. Pinto( 1974)p. 372
definizionedipinto
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoViale delle Belle Arti 131
ente schedatoreS 51
ente competenteS 51
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bertozzi F.; Funzionario responsabile: Compilatore scheda: Sepe S.; Funzionario responsabile: Piantoni G.Frezzotti S.
anno creazione1997; 2011
latitudine41.916344
longitudine12.482229

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