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Opera d'arte L'erede di Patini Teofilo (Castel di Sangro 1840 - Napoli 1906), a Roma

L'opera d'arte L'erede di Patini Teofilo (Castel di Sangro 1840 - Napoli 1906), - codice 12 00826932 di Patini Teofilo (Castel di Sangro 1840 - Napoli 1906), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale Belle Arti 131, Deposito
immagineL'erede di Patini Teofilo (Castel di Sangro 1840 - Napoli 1906),  - codice 12 00826932
bene culturaledipinto, opera isolata
titoloL'erede
soggettoscena di genere
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00826932
localizzazioneRM, Romaviale Belle Arti 131
contenitorepalazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale Belle Arti 131, Deposito
datazioneXIX ; 1880 - 1880 [data; bibliografia]
autorePatini Teofilo (Castel di Sangro 1840 - Napoli 1906),
materia tecnicaolio su tela
misurealt. 100, largh. 140,
condizione giuridicaproprietà Stato, Galleria Nazionale d'Arte Moderna
notizie storico-criticheFormatosi all'Accademia di Belle Arti di Napoli con Giuseppe Mancinelli, Giovanni Salomone e Biagio Molinari, si lega presto al gruppo di pittori facenti capo a Filippo Palizzi, di cui è allievo. Ottiene in seguito un pensionato artistico di due anni a Firenze (1868 - 1869), dove entra in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, le cui novità tecniche e pittoriche lo avvicinano al naturalismo contemporaneo, e poi nel 1870 a Roma, dove approfondisce l'arte di alcuni tra i maggiori artisti del Seicento, da Caravaggio a Guido Reni. Le sue opere d'esordio sono legate a temi storici, a personaggi del passato e alla pittura di genere ma è negli anni ottanta che l'artista volge il suo interesse verso le vicende contemporanee, alla storia intesa come fonte di verità assoluta, al singolo individuo: elementi di matrice idealista scaturiti anche dalle letture e dai colloqui con Bertrando Spaventa, profondo conoscitore del pensiero hegeliano. L'erede, presentata all'Esposizione di Milano del 1881 (n.1392), segna definitivamente la scelta dell'artista per un'arte a forte contenuto morale ed educativo, incentrata sui temi della fatica e del dolore delle classi più umili, rendendo l'artista uno dei più significativi fautori della pittura di verismo sociale che negli ultimi due decenni dell'Ottocento ebbe la sua diffusione in Italia parallelamente a quanto avveniva in scultura e in letteratura. Egli stesso presentava così la sua opera: "Eccovi l'Erede! Erede di che? Di lavoro, di sofferenza, di miseria, ma che in sé contiene il germe delle grandi riforme sociali... semplice e pura manifestazione di un vero che mi circonda" (Della Rocca 1883, pp. 136-139). La scena è resa con un efficace linguaggio veristico nel puntuale descrittivismo della misera stanza in cui al centro giace a terra il corpo privo di vita dell'uomo, e con una forte connotazione drammatica determinata dal tetro colorismo e dai forti effetti di luce e di ombra. Nella vasta letteratura critica sull'opera i personaggi di Patini sono spesso considerati più come vittime rassegnate alla loro misera sorte, che come ribelli. L'opera fu presentata all'Esposizione di Milano del 1881 (n.1392) e successivamente a quella di Torino del 1884 (sala XII, n. 20), dove fu acquistato per le collezioni della Galleria. Il grande successo ottenuto dall'Erede indusse Patini a replicare l'opera più volte con varianti minime, fino all'ultima versione datata al 1906 (Napoli, Accademia di Belle Arti), con alcune varianti rispetto all'originale. (cambia , è uguale alla scheda)I successivi dipinti Vanga e latte (1884, Ministero dell'Agricoltura) e Bestie da Soma (1887, L'Aquila, Amministrazione Provinciale) completavano, con L'erede, la trilogia dedicata dal pittore a illustrare, con un linguaggio rigorosamente verista, le drammatiche condizioni di vita delle popolazioni rurali del meridione.
bibliografiaL. Chirtani( 1881)142; A. Melani( 1881)pp.186-187; M. Della Rocca( 1883)pp.136-139; S. Spaventa Filippi( 1901-02)p.441; E. Amicucci, G. Olmi e F. Porreca (a cura di)( 1906)pp. 3-11; U. Ojetti( 1910)p.421; A. Colasanti( 1923)p.172; U. Fleres( 1932)pp.6,27;
definizionedipinto
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoviale Belle Arti 131
ente schedatoreS51
ente competenteS51
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bertozzi F.; Funzionario responsabile: Compilatore scheda: Onnis F.; Funzionario responsabile: Piantoni G.Frezzotti S.; Aggiornamento-revisione: (2011);
anno creazione1995; 2011
anno modifica2011
latitudine41.916344
longitudine12.482229

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