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Opera d'arte Discesa di Tito Ettore (Castellammare di Stabia 1859 - Venezia 1941), a Roma

L'opera d'arte Discesa di Tito Ettore (Castellammare di Stabia 1859 - Venezia 1941), - codice 12 00826964 di Tito Ettore (Castellammare di Stabia 1859 - Venezia 1941), si trova nel comune di Roma, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale Belle Arti 131, Deposito
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bene culturaledipinto, opera isolata
titoloDiscesa
soggettosoggetto popolare
tipo schedaOA_2.00
codice univoco12 00826964
localizzazioneRM, Romaviale Belle Arti 131
contenitorepalazzo, espositivo, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, viale Belle Arti 131, Deposito
datazioneXX ; 1902 - 1902 [iscrizione]
autoreTito Ettore (Castellammare di Stabia 1859 - Venezia 1941),
materia tecnicaolio su tavola
misurealt. 48, largh. 55,
condizione giuridicaproprietà Stato, Galleria Nazionale d' Arte Moderna
notizie storico-criticheIl piccolo dipinto rientra nella serie di studi della montagna veneta realizzati da Tito a cominciare dalla fine del secolo. La scena è dominata dalla presenza dei cavalli da tiro che trascinano il carro e dalla fanciulla che li guida per la via di un paesaggio alpino. Sia per la tematica sia per lo stile, l'opera ha delle tangenze con "Autunno" del 1897 (Venezia, Galleria d'Arte Moderna di Ca' Pesaro) ravvisabili nella composizione di taglio fotografico con la ragazza presa con scorcio dal basso mentre accompagna una mandria di buoi per una via di montagna, muovendosi platealmente e con maggiore impeto. Tuttavia, l'opera in esame appare più vicina alla "Gomena" che sarà dipinta qualche anno dopo (n.00826965), ad esempio, nella figura femminile che, con sforzo, traina il cavallo che trascina la barca sulla battigia, anche se i due dipinti differiscono per ambiente e punto di vista. Ad ogni modo, ciò che accomuna le due opere è lo studio dell'energia dinamica, della fatica fisica e della foga dei gesti risoluti - in quest'opera ancora timida e più ardita nella "Gomena" - che si traduce in una pennellata veloce e vibrante, che costruisce le forme con grandi tocchi sommari tipici della maniera del pittore.Tito pone molta attenzione e sensibilità naturalistica nella riproduzione del selciato umido, nella resa atmosferica delle nubi che solcano il cielo, all'aria spessa. Come in altre opere dell'artista dipinte intorno alla metà degli anni novanta del secolo, il pittore guarda sempre con maggiore insistenza - complice la Biennale e il carattere cosmopolita della Venezia fin de siècle - alla pittura d'oltralpe, come quella del tedesco Max Liebermann o dello svedese Anders Zorn, del quale fu amico, cui rimandano, oltre il trattamento dei temi campestri, anche la scelta di tonalità fredde tipiche della natura alpestre.
bibliografiaPica( 1903)p171; Grassini Sarfatti( 1905)p.262; Pica( 1912)p.10
definizionedipinto
regioneLazio
provinciaRoma
comuneRoma
indirizzoviale Belle Arti 131
ente schedatoreS51
ente competenteS51
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bertozzi F.; Funzionario responsabile: Compilatore scheda: Piccioni, M.; Funzionario responsabile: Piantoni G.Frezzotti, S.
anno creazione1995; 2011
latitudine41.916344
longitudine12.482229

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