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Opera d'arte Arcangelo Michele, condottiero delle schiere angeliche a Firenze

L'opera d'arte Arcangelo Michele, condottiero delle schiere angeliche - codice 09 00742650 si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero, benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia
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bene culturaleicona
titoloArcangelo Michele, condottiero delle schiere angeliche
soggettoSan Michele Arcangelo combatte Satana
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00742650
localizzazioneToscana, FI, Firenzevia Ricasoli, 58/60
contenitoremonastero, benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia
datazionesec. XVIII secondo quarto; 1725 (post) - 1749 (ante) [analisi stilistica]
ambito culturaleambito moscovita(analisi stilistica)
materia tecnicatavola/ pittura a tempera
misurecm, alt. 30.7, largh. 26,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiTavola unica, senza incavo, con due listelli inseriti nei due margini superiore e inferiore. Non si osserva presenza di tela. Levkas.Personaggi: San Michele Arcangelo. Attributi: (Michele Arcangelo) tromba; arcobaleno; croce; strumenti della passione; lancia; Vangelo. Figure: Satana; cavallo alato.
notizie storico-criticheAl centro della composizione è raffigurato, al galoppo su un destriero rosso alato, l'arcangelo Michele nell'atto di suonare una lunga tromba dorata, mentre con le braccia allargate regge l'arcobaleno. Con la destra, Michele impugna la croce, gli strumenti della passione e una lunga lancia, con cui trafigge il diavolo riverso a terra, e nella sinistra regge un Vangelo con rivestimento dorato, tempestato di perle e pietre preziose, e un turibolo pure dorato. Le ali dell'arcangelo sono rosate, con il disegno del piumaggio eseguito in oro. È rivestito di una tunica scura, con polsini dorati trapuntati di perle, di un'armatura d'oro con il disegno delle squame realizzato in colore scuro, di un manto rosso sventolante gettato sulle spalle simile a una fusciacca, e di stivali rossi. Sul capo porta una corona d'oro con la calotta rosso-marrone, ornata di perle. Il piede destro dell'arcangelo poggia su una nube bianca a volute, con ombreggiature grigie. I finimenti del destriero alato dell'arcangelo sono dorati, decorati di pietre preziose, perle e ciondoli dorati; criniera e coda sono disegnate a trattini dorati. Sotto gli zoccoli del cavallo appare una città che sta inabissandosi, con due torri collegate dalle mura fortificate, dipinta in bianco. Nell'angolo sinistro superiore della composizione, in un segmento di cielo rosato con nuvole bianche, è raffigurato a busto Cristo Emmanuele. Con la destra benedice, nella sinistra tiene un rotolo chiuso. Dalla Sua figura scaturiscono raggi dorati, e davanti a Lui su un trono sono rappresentati il Vangelo, la croce del Calvario e gli strumenti della Passione. L'iconografia dell'arcangelo Michele condottiero delle schiere celesti si venne formando probabilmente nell'arte russa verso la metà del XVI secolo. A favore di quest'ipotesi gioca il particolare culto dell'arcistratega a quell'epoca, come testimonia in primo luogo l'ampio ciclo di pitture a lui dedicato intorno al 1560 nella cattedrale dell'Arcangelo nel Cremlino di Mosca, che fungeva da cappella funeraria dei principi e degli zar. Una delle fonti letterarie della nuova iconografia è probabilmente il "Canone al terribile arcangelo, condottiero e difensore di ogni uomo, da Dio inviato a prendersi cura delle anime umane", che viene attribuito allo zar Ivan IV il Terribile. E' indicativo che proprio alla metà del XVI secolo venga datato uno dei primi esempi di raffigurazione dell'arcangelo Michele nelle vesti di condottiero celeste, nell'icona "Benedetta l'armata del Sovrano celeste", proveniente dalla cattedrale della Dormizione nel Cremino di Mosca e attualmente esposta alla Galleria Tret'jakov. In essa l'arcistratega sul destriero alato guida il corteo dei combattenti che entrano nella Gerusalemme celeste. L'arcangelo Michele ha in mano la croce e gli strumenti della Passione, il Vangelo e il turibolo, attributi che simboleggiano il trionfo della Chiesa neotestamentaria. La tromba che sta soffiando annuncia il sopraggiungere della Seconda venuta e del Giudizio universale. La lancia con cui trafigge satana ricorda l'ultimo combattimento dell'arcistratega con il "serpente antico" e con gli angeli che si ribellarono a Dio venendo precipitati dal cielo sulla terra. Probabilmente, la città sotto gli zoccoli del cavallo simboleggia la "grande città" di Babilonia. La raffigurazione, nella parte superiore dell'icona, di Cristo Emmanuele e del trono con la croce e il Vangelo richiama la descrizione della Gerusalemme celeste che viene offerta nella parte conclusiva dell'Apocalisse. Le icone dell'arcangelo Michele condottiero delle schiere celesti furono popolari soprattutto nella Rus' a partire dal XVII secolo (e particolarmente nel XVIII-XIX). Di norma, si differenziavano per elementi iconografici secondari, e soprattutto per le scritte, in genere abbastanza estese. Marcucci attribuiva l'opera alla scuola Stroganov e la datava al XVIII secolo, ipotizzando che la composizione della tavola risalisse a un'icona moscovita dipinta intorno al 1600. La studiosa attribuiva inoltre l'icona all'autore dell'Annunciazione. Gli elementi artistici dell'icona testimoniano che venne dipinta da un artista provinciale durante il secondo quarto del XVIII secolo. Molti elementi la avvicinano ad altre opere della collezione della Galleria dell'Accademia.
bibliografiaBettini S.( 1940)pp. 38, 90, n. 11; Marcucci L.( 1958)p. 113, n. 96
definizioneicona
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzovia Ricasoli, 58/60
ente schedatoreS156
ente competenteS156
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Gladyševa E.Sacco A. M.; Funzionario responsabile: Parenti D.Sframeli M.; Trascrizione per informatizzazione: Sacco A. M. (2009)
anno creazione2006
latitudine43.777035
longitudine11.258756

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