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Opera d'arte ultima comunione di Santa Maria Maddalena di Triva Antonio Domenico (1626/ 1699), a Certosa di Pavia

L'opera d'arte ultima comunione di Santa Maria Maddalena di Triva Antonio Domenico (1626/ 1699), - codice 03 00197311 di Triva Antonio Domenico (1626/ 1699), si trova nel comune di Certosa di Pavia nella provincia di Pavia sita in palazzo, ducale, Palazzo del museo della Certosa di Pavia, Certosa di Pavia, viale Monumento, 4, Museo della Certosa di Pavia, primo piano, sala 2
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoultima comunione di Santa Maria Maddalena
tipo schedaOA_3.00
codice univoco03 00197311
localizzazioneITALIA, Lombardia, PV, Certosa di Paviaviale Monumento, 4
contenitorepalazzo, ducale, Palazzo del museo della Certosa di Pavia, Certosa di Pavia, viale Monumento, 4, Museo della Certosa di Pavia, primo piano, sala 2
datazionesec. XVII terzo quarto; 1650 - 1674 [analisi stilistica; bibliografia]
autoreTriva Antonio Domenico (1626/ 1699),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurecm, alt. 268, largh. 149,
condizione giuridicaproprietà Stato, Demanio
dati analiticiNR (recupero pregresso)Personaggi: Maddalena; vescovo San Massimino. Figure: angeli.
notizie storico-criticheIl dipinto rappresenta un episodio della vita della santa descritto nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine: stremata dalla rigida vita di penitenza e ormai agonizzante, la Maddalena viene trasportata dagli angeli dal suo eremo fino al cospetto del vescovo Massimino ad Aix-en-Provence per ricevere l'ultima comunione nel giorno di Pasqua, subito prima di cadere morta sull'altare. La tela è opera firmata da Antonio Triva, su cui è stata di recente pubblicata una monografia, ma senza accenni al quadro certosino (Lucia Longo Endres, Antonio Domenico Triva, un artista tra Italia e Baviera, Bologna, Pàtron, 2008). ||Il dipinto si trovava sull'altare della prima cappella a sinistra della Chiesa della Certosa, dedicata alla Maddalena. Nel 1757 venne sostituito dalla pala dell'abate Giuseppe Peroni, ancora ivi esposta. Negli inventari ottocenteschi il dipinto è citato nella Sagrestia Vecchia, poi ricoverato nel Museo. L'opera è caratterizzata da toni vibranti di colore, dall'eleganza degli svolazzi delle vesti e dalla costruizione teatrale della scena, molto vicina all'Annunciazione, dipinta dal Triva per l'Oratorio di Campo Sant'Angelo a Venezia. In particolare, il dipinto certosino sembra porsi cronologicamente tra questa Annunciazione veneziana (1655-60) e la successiva Natività di Maria di Santa Maria delle Grazie a Brescia (eseguita prima del 1664, anno in cui il pittore si reca a Monaco di Baviera come pittore di corte).
altra localizzazioneluogo di provenienza: ITALIA, Lombardia, PV, Pavia
bibliografiaPesenti F.R.( 1968)p. 113; Fabjan B.( 1986)p. 25; Fabjan B./ Marani P.C.( 1992)p. 224, n. 104; Battaglia R.( 1992)p. 131
definizionedipinto
regioneLombardia
provinciaPavia
comuneCertosa di Pavia
indirizzoviale Monumento, 4
altri codicida fare
ente schedatoreS27
ente competenteS27
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Giacomelli Vedovello G.; Funzionario responsabile: Maderna V.; Trascrizione per informatizzazione: ICCD/ DG BASAE/ Polo G. (2010); Aggiornamento-revisione: Curti, Elisa (2013), Referente scientifico: Lodi, Letizia; Barbieri, Lara (2011
anno creazione1986
anno modifica2013; 2011; 2010
latitudine45.256213
longitudine9.146125

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