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Opera d'arte Storie della vita di Abramo e Isacco a Pisa

L'opera d'arte Storie della vita di Abramo e Isacco - codice 09 00531044 si trova nel comune di Pisa, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero (ex), benedettino, Museo Nazionale di S. Matteo, Piazza San Matteo in Soarta, 1, Museo Nazionale di S. Matteo, Prima sala
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bene culturaledipinto, frammento
soggettoStorie della vita di Abramo e Isacco
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00531044
localizzazioneItalia, Toscana, PI, PisaPiazza San Matteo in Soarta, 1
contenitoremonastero (ex), benedettino, Museo Nazionale di S. Matteo, Piazza San Matteo in Soarta, 1, Museo Nazionale di S. Matteo, Prima sala
datazionesec. XIII ; 1235 - 1250 [bibliografia; analisi stilistica]
ambito culturaleambito pisano(NR (recupero pregresso))
materia tecnicaintonaco/ pittura a fresco
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico non territoriale, Museo Nazionale di San Matteo
dati analiticiDel ciclo originario rimangono solo due piccoli frammenti; il meglio conservato reca sulla cornice superiore l'iscrizione, e illustra il momento in cui Abramo e Isacco sacrificano un agnello sul monte Moria. Come si vede in alcune vecchie foto, la scena era preceduta in origine da altri due riquadri: nel primo si scorgevano i resti di una figura seduta su un sontuoso seggio, di fronte a una persona stante e abbigliata con vesti preziose e con le braccia levate verso l'alto, da identificare forse con un angelo; seguiva quindi il piccolo Isacco in abiti sontuosi. Più avanti si intravedevano i resti di una figura maschile, nonché, in alto, i cornicioni e il timpano di un edificio; di questa scena rimane oggi solo un piccolo frammento con la parte inferiore della seconda figura. La seconda scena, oggi perduta, rappresentava l'andata di Abramo e Isacco verso il monte Moria e il sacrificio, interrotto dalla voce di Dio, di cui era rappresentata la mano benedicente che fuoriusciva dai cieliPersonaggi: Abramo; Isacco. Animali: agnello.
notizie storico-criticheIl ciclo decorava in origine la parete terminale della navata di sinistra nella chiesa di San Michele degli Scalzi; già nel 1913-14 si presentava in uno stato di conservazione frammentario e deperito. In seguito ai forti danni provocati dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e all'alluvione dell'Arno del 1949, i resti di affreschi furono trasportati nel Museo Nazionale di San Matteo. Il ciclo apparteneva probabilmente a un più vasto ciclo comprendente storie dell'Antico e del Nuovo Testamento; la particolare enfasi attribuita alla storia di Abramo e Isacco era dovuta al significato del tema come richiamo figurale al Sacrificio di Cristo. La storia era illustrata col ricorso a un'impaginazione entro riquadri, disposti in sequenza narrativa sulle pareti: delle tre scene superstiti, due correvano nella zona mediana della parete ovest e la terza sull'adiacente muro meridionale. Sul margine superiore delle cornici, inoltre, delle iscrizioni latine descrivevano il contenuto di ciascun episodio. Tra le caratteristiche più rilevanti di questi affreschi, occorre ricordare, oltre al gusto per la decorazione, una forte tendenza a illuminare volti e panneggi con intensi tocchi di biacca, che è stata spesso accostata con la produzione di miniatura del secolo XII, di orientamento bizantineggiante, rappresentata in primo luogo dalla Bibbia di Calci. Gli elementi luministici presenti nella tradizione miniatoria pisana hanno verosimilmente costituito il punto di partenza per analoghe sperimentazioni presenti in opere pisane della prima metà del secolo XIII, come la pala di san Francesco; per altri aspetti, come la resa di alcuni dettagli fisionomici e soprattutto delle pieghe delle vesti, gli affreschi possono essere posti a confronto con analoghe soluzioni presenti nella pala di santa Caterina, mentre i motivi a palmetta che decorano i cornicioni e il timpano simulati nella seconda scena trovano un riscontro nelle scene laterali della pala di San Francesco nell'omonima chiesa di Pescia, firmata nel 1235 dal lucchese Bonaventura, figlio di Berlinghiero
altra localizzazioneluogo di provenienza: Toscana, PI, Pisa
bibliografiaBurresi M., Caleca A.( 2003)p. 125; Burresi M., Caleca A.( 2005)p. 105; Dalli Regoli G.( 1972)p. 16; Boskovits M.( 1993)pp. 82-84
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaPisa
comunePisa
indirizzoPiazza San Matteo in Soarta, 1
ente schedatoreS39
ente competenteS39
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bacci M.; Funzionario responsabile: Burresi M.; Trascrizione per informatizzazione: Giometti C. (2007); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Carletti L. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2001
anno modifica2007
latitudine43.714487
longitudine10.407340

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