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Opera d'arte soggetto assente a Torino

L'opera d'arte soggetto assente - codice 01 00214856 si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, museo, Armeria Reale, Palazzo Reale, p.zza Castello, 191, Museo Armeria Reale, deposito
immagine - immagine non disponibile -
bene culturalebandiera, insieme
soggettosoggetto assente
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00214856
localizzazioneITALIA, Piemonte, TO, Torinop.zza Castello, 191
contenitorepalazzo, museo, Armeria Reale, Palazzo Reale, p.zza Castello, 191, Museo Armeria Reale, deposito
datazionesec. XVIII secondo quarto; 1737 - 1742 [analisi storica]
ambito culturalemanifattura Italia centrale(contesto)
materia tecnicaseta/ taffetasseta/ ricamo in setaseta/ ricamo a punto rasoseta/ ricamo in oroseta/ ricamo a punto spaccatoseta/ ricamo ad applicazionefilo dorato/ lavorazione a telaio
misurecm
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo/ Musei Reali/ Armeria Reale
dati analiticiDrappo quadrato, ornato con frange in oro filato sui tre lati liberi dall'asta e lungo la vena. Il recto presenta due serti d'alloro realizzati a ricamo in seta nelle tonalità che vanno dal giallo al rosso, legati tra loro con nastro rosso, che fanno da cornice a un medaglione ovale raffigurante Madonna col Bambino posata su nuvole, con in mano una rosa. Le vesti sono giocate sui toni dell'ocra, con lumeggiature in oro (?) filato, il manto va dal bianco all'azzurro, le nuvole sono sui toni del grigio. Sia la Madre che il figlio sono coronati con corone in oro filato. La scena è realizzata a ricamo su una base in taffetas avorio. Sul verso è la grande arme degli Este, realizzata sia con la tecnica del ricamo ad applicazione, per i fondi ora beige, sia in seta bianca, verde e rosso e in oro filato per le figure. Lo setmma è inserito in una cornice mistilinea definita da seta rossa e gialla, con alcuni dettagli in oro filato, metrallo scelto anche per la corona. Al lato all'asta è cucita la vena azzurra che serviva ad infilare il drappo sull'asta stessa. Il colore di fondo sia del recto sia del verso è azzurro. Sul rovescio è applicato un nastro di velcro. Unitamente al drappo si è conservato un frammento di tafferas écru.Personaggi: MARIA VERGINE; GESU' BAMBINO. Fiori: ROSA. Abbigliamento.STEMMI, EMBLEMI, MARCHI: Classe di appartenenza: stemma, Qualificazione: familiare, Identificazione: Este, Posizione: drappo, verso, Descrizione : NR,
notizie storico-criticheErroneamente Angelucci ( A. Angelucci, Catalogo della Armeria Reale illustrato con incisioni compilato dal maggiore Angelo Angelucci per carica del Ministero della Casa Reale, Torino 1890, p. 486) attribuì questo stendardo alla cavalleria napoletana: "Guidone con lo stemma di Napoli da una parte e la Concezione dall'altra, preso al Tidone il 10 agosto 1746". Fu probabilmente tratto in inganno dalla descrizione fattane dagli eredi Della Rocca all'atto della consegna in Armeria (Corrispondenza, fascicolo 29): "Stendardo di Napoli con la Madonna preso al Tidone". In realtà, essendo l'arme al verso era quella in uso da parte del Ducato di Parma e Reggio all'epoca di Francesco III d'Este (1737 - 1780) lo stendardo apparteneva invece a quanto rimaneva di quell'esercito dopo la sua totale sconfitta inflittagli dall'Esercito Sardo nel 1742. Secondo Antonini e Boeri (Antonini Eraldo, Boeri Giancarlo. Bandiere Militari estensi del '700. Pubbicato sul WEB: senza data, Http://www.bellica.it/onori1.html) appartenne ai Corazzieri estensi, ma è anche possibile che, sbaragliato il suo esercito e rifugiatosi in Veneto Francesco III vi fosse stato seguito dalla sua compagnia di Guardie del Corpo, alla quale potrebbe essere forse attribuibile lo stendardo preso al Tidone. Lo stendardo O.10 fu portato a Torino e appeso alle colonne della chiesa Metropolitana di San Giovanni e, successivamente, donate all'Armeria stessa nel 1834 dagli eredi del conte Carlo della Rocca. Quest'ultimo nel dicembre del 1798, quando le truppe rivoluzionarie francesi presero possesso di Torino, lo salvò da sicura distruzione. Fu prelevato, assieme alle altre bandiere appese, da un rigattiere che le vendette al conte, il quale le conservò gelosamente nella propria dimora. Nel 1834 i suoi eredi le offersero a re Carlo Alberto che le depose nella costituenda Armeria Reale. Bibliografia: A. Saluzzo, Histoire Militaire du Piémont. Volume quinto. Torino, 1818; A. Ziggioto, Le bandiere degli Stati italiani. (4) Gli Stati dell'Emilia: il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla - il Ducato di Modena e Reggio . Nasce a Reggio il primo Tricolore italiano: la Repubblica Cispadana - le Provincie Unite Italiane. Armi Antiche, Bollettino dell'Accademia di San Marciano. Torino 1970: 93 - 128; P. E. Fiora Paolo Edoardo, Bandiere in Piemonte, documentazione storica. Monografia del Centro Studi dell'Accademia di San Marciano, Torino 1971; O. Bovio Oreste, Le bandiere dell'esercito. Stato Maggiore Esercito, Ufficio Storico. Seconda edizione, Roma 1985; S. Ales Stefano, Insegne militari preunitarie italiane. Stato Maggiore Esercito, Ufficio Storico. Roma: 2001; R. Cosentino Rosanna (a cura di), L'archivio storico dell'Armeria Reale di Torino.Umberto Allemandi & C. Torino: 2005. Riferimenti Archivio Storico dell'Armeria Reale: Corrispondenza, fascicolo 29.
bibliografiaSaluzzo A.( 1818); Angelucci A.( 1890)p. 486; Ziggioto A.( 1970)pp. 93 - 128.; Fiora P. E.( 1971); Bovio O.( 1985); Ales S.( 2001); Cosentino R.( 2005)
definizionebandiera
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzop.zza Castello, 191
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Bovenzi, Gian LucaCompilatore scheda: Ricchiardi, Enrico; Funzionario responsabile: Caldera, MassimilianoGuerrini, Alessandra
anno creazione2010
latitudine45.070596
longitudine7.684717

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