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Opera d'arte San Pietro e San Giovanni Evangelista guariscono lo storpio di Gamberucci Cosimo (1560 ca./ 1621), a Firenze

L'opera d'arte San Pietro e San Giovanni Evangelista guariscono lo storpio di Gamberucci Cosimo (1560 ca./ 1621), - codice 09 00158853 di Gamberucci Cosimo (1560 ca./ 1621), si trova nel comune di Firenze, capoluogo dell'omonima provincia sita in monastero, benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia, piano terreno, tribuna del David, transetto destro, parete sinistra
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bene culturaledipinto
soggettoSan Pietro e San Giovanni Evangelista guariscono lo storpio
tipo schedaOA_3.00
codice univoco09 00158853
localizzazioneItalia, Toscana, FI, Firenzevia Ricasoli, 58/60
contenitoremonastero, benedettino femminile, Monastero di S. Niccolò di Cafaggio ora Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58/60, Galleria dell'Accademia, piano terreno, tribuna del David, transetto destro, parete sinistra
datazionesec. XVI ; 1599 - 1599 [data]
autoreGamberucci Cosimo (1560 ca./ 1621),
materia tecnicatavola/ pittura a olio
misurecm, alt. 409.5, largh. 260.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiNR (recupero pregresso)Soggetti sacri. Personaggi: San Pietro apostolo; San Giovanni Evangelista. Figure: bambino; figure maschili; figure femminili. Architetture. Oggetti: carriola.
notizie storico-criticheIl quadro fu dipinto per l'altare di patronato Migliorotti (terzo a destra) della chiesa di San Pier Maggiore, dove rimase fino alla distruzione dell'edificio nel 1784. Pervenne poi per legato testamentario ai Buonomini di San Martino, che lo depositarono in seguito presso l'Oratorio dei padri Filippini in San Firenze. Nel 1803 fu acquistato da Ferdinando III per "uso e scuola dell'Accademia di Belle Arti" per 150 zecchini (M. Bietti, in "Intorno David" 2003) e da allora ha sempre fatto parte del patrimonio delle Gallerie fiorentine. Menzionato per la prima volta dal Cinelli e lodato dal Lanzi, è la prima opera che mostri nel pittore, allievo di Santi di Tito, anche l'influsso del Cigoli e dell'Empoli. Il restauro ha restituito leggibilità al quadro, tipica rappresentazione della pittura della Controriforma.
altra localizzazioneluogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze; luogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze; luogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze; luogo di provenienza: Toscana, FI, Firenze
committenzaMigliorotti famiglia (1599 ca.)
bibliografiaBocchi F./ Cinelli Calvoli G.( 1677)p. 353; Richa G.( 1754-1762)V. I, p. 141; Follini V./ Rastrelli M.( 1789-1802)V. V, p. 87; Lanzi L.( 1795-1796)V. I, p. 193; Kirchen Florenz( 1940-1954)V. IV, pp. 637, 651; Lecchini Giovannoni S.( 1982)pp. 5, 9-10; Bons
definizionedipinto
regioneToscana
provinciaFirenze
comuneFirenze
indirizzovia Ricasoli, 58/60
ente schedatoreS156
ente competenteS156
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Lecchini Giovannoni S.; Funzionario responsabile: Meloni S.de Luca F.; Trascrizione per informatizzazione: Landi S. (1987); Aggiornamento-revisione: Landi S./ Papucci S. (1987), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); Caldini R
anno creazione1982
anno modifica1987; 2005; 2006

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