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Opera d'arte San Giovannino di Canigia Carlo (1802/ 1852), a Agliè

L'opera d'arte San Giovannino di Canigia Carlo (1802/ 1852), - codice 01 00036227 di Canigia Carlo (1802/ 1852), si trova nel comune di Agliè nella provincia di Torino sita in castello, museo, Castello Ducale, NR (recupero pregresso), Primo piano nobile, Galleria d'arte: parete sinistra
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bene culturalescultura, opera isolata
soggettoSan Giovannino
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00036227
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, AglièNR (recupero pregresso)
contenitorecastello, museo, Castello Ducale, NR (recupero pregresso), Primo piano nobile, Galleria d'arte: parete sinistra
datazionesec. XIX metà; 1842 (post) - 1849 [documentazione]
autoreCanigia Carlo (1802/ 1852),
materia tecnicamarmo bianco/ scultura
misurealt. 68, largh. 27, prof. 27,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiIl Santo, ritratto in età infantile, ha le mani giunte e lo sguardo rivolto a sinistra. Porta una semplice veste annodata su una spalla. Il piede destro è appoggiato al tronco di un albero.Personaggi: San Giovannino.
notizie storico-criticheLa statua di San Giovannino proviene dalle collezioni dei Duchi di Genova, come dimostra l'etichetta ancora leggibile sul retro della scultura: <>, relativa al "Catalogo di quadri ed oggetti d'arte..." compilato nel 1855 dal pittore Francesco Sampietro, che la registra nella "Galleria del Teatro" al numero 37, con il corretto riferimento allo scultore Carlo Canigia. L'opera non è segnalata nell"Inventaro del R. Castello d'Agliè. Parte Seconda contenente La Descrizione di tutti i Mobili fissi ed infissi di proprietà di S. M. La Regina Maria Cristina Compilato il presente in Settembre 1842" nè nella "Parte Prima Contenente la descrizione di tutti i Mobili fissi ed infissi proprii del R. Castello, e notabili nell'Inventaro del 1831 Compilato il presente nel mese di Settembre 1843", per cui il suo ingresso dovrebbe cadere dopo questa data e prima del 1855, consentendoci quindi di circoscriverne l'esecuzione intorno alla metà del XIX secolo. Nella stessa collocazione (Galleria del Teatro poi Galleria d'Arte) l'opera è ricordata dalle successive inventariazioni, a partire dall' "Inventaro estimativo dei mobili, oggetti fissi, e semoventi...." compilato nello stesso 1855, che lo descrive al numero 351: <<1 Statuetta di S. Gio. Batta in marmo bianco alta c.tri 68 p. 15. Su base rotonda compresa del Canigia. 300>> e quindi nel 1876, 1908, 1927 e 1964, rispettivamente ai numeri 51, 531, 2991 e 221 (cfr. Biancolini D./ Gabrielli E. a cura di, Il Castello di Agliè. Gli Appartamenti e le Collezioni, Torino 2001, pp. 42, 93 n. 189). Originario di Alessandria, dove nasce nel 1802, Canigia si dedica allo studio dell'arte grazie all'interessamento del padrino e protettore il marchese Carlo Inviziati, che lo conduce con sè a Roma all'età di 10 anni, dove lavorerà per tutta la vita, fino al 19 agosto 1852, studiando prima con Felice Festa e poi con Carlo Finelli, entrambi scultori di stretta osservanza canoviana. Nel 1827 la sua bravura è già nota a corte perchè Canigia << nativo di Alessandria studente di scultura in Roma, e per esso al Sig.r Conte Solaro di Villanova £ 1200 che in coerenza delle benefiche intenzioni già da S. M. a favore del medesimo manifestate gli si fanno corrispondere onde incoraggiare i di lui studj e metterlo in grado di poterli coltivare colla distinzione con cui gli ha intrapresi. Ord. 14 maggio...>> (ASTO, Casa S.M. Conto del Patrimonio Particolare. Esercizio 1827, reg. 4368, n. 106). Due anni più tardi, nel 1829, vince il concorso indetto dall'Accademia di Belle Arti di Torino per la pensione di studio a Roma (cfr. D. Pescarmona, Carlo Canigia, in Cultura figurativa e architettonica negli Stati del Re di Sardegna/ 1773-1861, catalogo della mostra a cura di E. Castelnuovo, M. Rosci, Torino 1980, v. III, p. 1415). Dopo un soggiorno in Spagna e poi ad Alessandria, nel 1840 è nuovamente a Roma, dove nel 1841 è incaricato dal conte Filiberto di Collobiano, per ordine della Regina Maria Cristina, di eseguire un gruppo in marmo rappresentante una "Sacra Famiglia", opera che doveva essere portata <> (ASTO, Duca di Genova. Casa di Maria Cristina, Carte Varie, mazzo 42, fasc. 5, n. 4). Nel 1844 esegue il "Bacco" che decora la sala da pranzo del castello di Racconigi, ricevendo come ricompensa da Carlo Alberto la qualifica di cavaliere. Nel <> Canigia è chiamato ad eseguire una <<...Statua in marmo della Madonna/ Termine delle Opere 1845/ Prezzo convenuto in Scudi 500/Pagamenti a tutto l'anno 1844 230/ Pagamenti a farsi nell'anno 1845 270/ Totale dei pagamenti a tutto il 1845 500>> (ASTO, Duca di Genova. Casa di Maria Cristina, Carte Varie, mazzo 42, fasc. 2). A questo giro d'anni appartiene probabilmente anche la commissione del piccolo San Giovannino per il castello di Agliè.
bibliografiaBiancolini D./ Gabrielli E.( 2001)pp. 42, 93 n. 189
definizionescultura
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneAgliè
indirizzoNR (recupero pregresso)
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Assandria V.; Funzionario responsabile: Ragusa E.; Trascrizione per informatizzazione: Manchinu P. (2002); Aggiornamento-revisione: Manchinu P. (2002), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); ARTPAST/ Rocco A. (2006), Referente
anno creazione1990
anno modifica2002; 2006
latitudine45.366166
longitudine7.775800

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