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Opera d'arte San Giacomo il Maggiore di Pittatore Michelangelo (1825/ 1903), a Torino

L'opera d'arte San Giacomo il Maggiore di Pittatore Michelangelo (1825/ 1903), - codice 01 00208688 di Pittatore Michelangelo (1825/ 1903), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in convento, servita, Convento dei Servi di Maria, Reale Basilica di Superga, Strada Basilica di Superga, 73, secondo mezzanino/ manica sud/ stanza ad uso salotto per ospiti
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bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoSan Giacomo il Maggiore
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00208688
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoStrada Basilica di Superga, 73
contenitoreconvento, servita, Convento dei Servi di Maria, Reale Basilica di Superga, Strada Basilica di Superga, 73, secondo mezzanino/ manica sud/ stanza ad uso salotto per ospiti
datazionesec. XIX metà; 1846 - 1846 [documentazione; analisi stilistica bibliografia data]
autorePittatore Michelangelo (1825/ 1903),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 97.2, largh. 72.7,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiIl personaggio è rappresentato lievemente di tre quarti, a mezzo busto. Il capo, calvo con pochi capelli grigi sul retro della nuca che ricadono sulle spalle, è reclinato parzialmente in avanti; la fronte è aggrottata, le palpebre chiuse, il labbro serrato; porta una lunga barba bianca. Indossa una tonaca marrone annodata in vita con una corda chiara; su di essa un mantello aperto con il colletto bianco ed una valva di conchiglia cucita sulla sinistra. Una mano, dal pugno serrato, è adagiata sul grembo mentre l'altra tiene il bastone marrone con croce apicale dal quale pende una bisaccia. Sullo sfondo, fortemente sfumato in toni bruni e grigi, si intravede, a destra, la cupola di una chiesa. Bassa linea di orizzonte con cielo in toni sfumati di celeste.Soggetti sacri. Personaggi: San Giacomo il Maggiore. Attributi: (San Giacomo il Maggiore) valva di conchiglia; bastone con bisaccia. Abbigliamento. Paesaggi.
notizie storico-criticheNonostante la presenza di etichette inventariali permetta di certificare la provenienza del dipinto dalle raccolte del Palazzo Reale di Torino, non è stato possibile verificare, attraverso la documentazione disponibile, la data alla quale l'opera venne trasferita negli ambienti attigui alla Basilica, dal momento che esso non figura negli elenchi di dipinti, trasferiti dalla sede torinese a Superga, al fine di completare il riallestimento dell'Appartamento Reale al piano terreno della manica sud della residenza, tra il 1898 ed il 1910 circa. La difficoltà nel rintracciare gli spostamenti dell'opera è acuita dalla confusione effettuata nell'identificare il soggetto del dipinto, evidentemente rappresentazione di San Giacomo Maggiore, data la presenza della mantellina con la conchiglia ed il bastone sulla spalla, attributi caratteristici del personaggio, confuso con Sant'Antonio abate in quanto rappresentato in età avanzata con il capo calvo ed una lunga barba. Per quanto attiene all'autore del dipinto, il nome non compare nelle registrazioni inventariali, ma grazie ad un'esame dei cataloghi delle esposizioni d'arte torinesi pressoché coeve, suggerito dalla presenza di un'etichetta con numero che risponde alla tipologia di quelle utilizzate nelle mostre ottocentesche, è stato possibile riconoscerlo in Michelangelo Pittatore (Asti, 1825-1903), agli esordi presso la Promotrice torinese, negli anni del soggiorno di perfezionamento romano, iniziato nel 1839, Catalogo degli Oggetti d'Arte ammessi alla pubblica esposizione procurata dalla Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, l'anno 1847, Torino, p. 38, n. 347; F. Varallo, Il primo soggiorno romano, in Michelangelo Pittatore, catalogo della mostra, Asti, 1983, p. 12; A. Casassa, ad vocem, in E. Castelnuovo (a cura di), L'Ottocento, Milano, 1991, vol. II, pp. 967-968. L'opera venne acquistata per volontà della Regina vedova Maria Cristina che nel 1845 aveva già incaricato il giovane artista di eseguire dipinti per la galleria della chiesa del castello di Agliè. Il dipinto viene ampiamente ricordato nella bibliografia dell'artista, tuttavia risulta totalmente sconosciuta agli studiosi la sua attuale collocazione. Da un punto di vista stilistico, la rappresentazione, piuttosto inusuale del santo, e l'attenzione alla resa fisiognomica della figura di vecchio barbuto preludono ai successivi sviluppi della produzione dell'artista, ampiamente dedito al ritratto.
altra localizzazioneluogo di provenienza: Piemonte, TO, Torino
bibliografiaCatalogo degli Oggetti d'arte( 1847)p. 38, n. 347; Michelangelo Pittatore( 1983)p. 12; Castelnuovo E.( 1991)v. II, pp. 967-968
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
toponimoSuperga (frazione)
indirizzoStrada Basilica di Superga, 73
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin L.; Funzionario responsabile: Ciliento B.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2004
anno modifica2007
latitudine45.078413
longitudine7.771648

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