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Opera d'arte ritratto di Maria Antonia di Borbone di Duprà Domenico (1689/ 1770), a Torino

L'opera d'arte ritratto di Maria Antonia di Borbone di Duprà Domenico (1689/ 1770), - codice 01 00210537 di Duprà Domenico (1689/ 1770), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto, opera isolata
soggettoritratto di Maria Antonia di Borbone
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00210537
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torino
datazionesec. XVIII terzo quarto; 1750 - 1774 [documentazione; bibliografia analisi stilistica]
autoreDuprà Domenico (1689/ 1770),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 85.7, lungh. 67,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticiIl personaggio è rappresentato di tre quarti con il volto rivolto verso l'osservatore. La principessa porta una parrucca di colore bianco con i riccioli strettamente raccolti sulla nuca fissati da un grosso diadema ornato di brillanti posto al centro della nuca. Alle orecchie orecchini a pendente di brillanti. La veste presenta un ampio scollo ornato da ampio gallone di colore bianco ricamato con motivi floreali. Il corpetto di colore blu è profilato da galloni dorati ed al centro, all'altezza del seno è ornato da un ricco diadema di brillanti con grossa pietra preziosa centrale di colore giallo. Le maniche, tagliate sotto il gomito, sono formate da più strati sovrapposti di rouches di colore bianco. Sulle spalle è appoggiato il manto regale. Una mano indica il grosso pendente sul busto, mentre l'alta accarezza un piccolo cane posto su un cuscino di velluto di colore scuro profilato da gallone dorato che alza una zampa verso la principessa. Sfondo neutro di colore brunoSoggetti profani. Ritratti. Personaggi: Maria Antonia di Borbone. Abbigliamento. Animali: cane. Oggetti: cuscino.
notizie storico-criticheIn occasione del trasferimento della sede dal palazzo delle Segreterie di Stato alla residenza dei Savoia-Aosta, l'Amministrazione della Provincia di Torino promosse una serie di acquisti di dipinti antichi presso alcuni privati e antiquari della città al fine di abbellire i nuovi uffici o, forse, di creare un vero e proprio museo, come risulta dai progetti di restauro dell'architetto Giovanni Chevalley. L'opera venne acquistata, unitamente ad altri ritratti e tele databili tra Sei e Settecento da Pietro Accorsi, attraverso la consulenza del direttore dei Musei Civici Torinesi, Vittorio Viale nel 1941 per L. 1.500. L'assenza sul retro della tela o della cornice, ad eccezione delle della serie di etichette patrimoniali dell'Ente e di altre che ne indicano la provenienza dall'antiquario Pietro Accorsi, di ulteriori informazioni pone il problema della provenienza della tela. Infatti, l'analogia di formato e di cornici con gli altri ritratti acquistati dal celebre antiquario, in particolare quelli di soggetto femminile, con cornice identica, indurrebbe ad ipotizzare che essi provenissero da un'unica collezione, oppure che fossero stati adattati ad un criterio di uniformità in occasione della vendita all'Ente. Nella documentazione allegata agli atti amministrativi l'opera viene genericamente indicata come ritratto di sovrana di Casa Savoia, senza alcuna attribuzione. Si tratta di una replica, con varianti e di mediocre qualità, di un prototipo dipinto da Domenico Duprà (Torino, 1689-1770)e destinato, in qualità di immagine ufficiale e normativa per l'iconografia di corte, ad essere ripetutamente replicato dal pittore stesso o dalla sua bottega per lungo tempo e per i più vari destinatari. In particolare, si possono segnalare, per l'analogia del volto giovanile, dell'acconciatura e del taglio della composizione, pur nella parziale diversità della veste e nell'assenza del cane, una tela conservata in Palazzo Reale a Torino (inv. 7024), C. Bertana-G. Cambursano (a cura di), Iconografia e collezionismo sabaudi, catalogo della mostra (Torino, Palazzo Reale, 21 dicembre 1982-31 gennaio 1983) Torino, 1983, pp. 34-35 e un esemplare presente nelle raccolte dinastiche del palazzo del comune di Torino, A. Griseri, Metafore maiuscole e altri racconti per il Palazzo Civico a Torino, in R. Roccia (a cura di), Il Palazzo di Città a Torino, Torino, 1987, vol. I, p. 243. Per quanto riguarda la cronologia, quanto meno del prototipo, sia per l'aspetto del volto della principessa (Madrid, 1729-Torino, 1785), sia per gli elementi della moda, in particolare la foggia della parrucca con diadema centrale, particolarmente in voga tra il quinto ed il sesto decennio del XVIII secolo, dovrebbe trattarsi di un ritratto giovanile, eseguito poco dopo le nozze con Vittorio Amedeo III, avvenute nel 1750. L'opera è stata pubblicata in A. Cifani, P. E. Fiora di Centocroci, F. Monetti, La quadreria e gli ambienti aulici di Palazzo Cisterna, Torino, 1996, p. VIII.
bibliografiaBertana C./ Cambursano G.( 1983)pp. 34-35; Roccia R.( 1987)v. I, p. 243; Cifani A./ Fiora di Centocroci P. E.( 1996)p. VIII
definizionedipinto
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
ente schedatoreTO
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Facchin F.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Rocco A. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2004
anno modifica2007

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