Invernomuto.net

Ho realizzato questo sito per rendere disponibile alla consultazione questa mole enorme di dati altrimenti difficilmente consultabili :)

Opera d'arte ritratto di bambina di Patini Teofilo (1840/ 1906), a Pesaro

L'opera d'arte ritratto di bambina di Patini Teofilo (1840/ 1906), - codice 11 00206133 di Patini Teofilo (1840/ 1906), si trova nel comune di Pesaro nella provincia di Pesaro Urbino sita in palazzo, Palazzo Mazzolari Mosca, via Gioacchino Rossini, 37, Musei Civici, depositi
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaledipinto
soggettoritratto di bambina
tipo schedaOA_3.00
codice univoco11 00206133
localizzazioneItalia, Marche, PU, Pesarovia Gioacchino Rossini, 37
contenitorepalazzo, Palazzo Mazzolari Mosca, via Gioacchino Rossini, 37, Musei Civici, depositi
datazionesec. XIX ultimo quarto; 1875 - 1899 [analisi stilistica]
autorePatini Teofilo (1840/ 1906),
materia tecnicatela/ pittura a olio
misurealt. 19.5, largh. 14,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Pesaro
dati analiticiNR (recupero pregresso)Ritratti: bambina.
notizie storico-criticheCome si evince dalla scheda catalografica dei Musei Civici, la firma appare compatibile con altre sicure di Teofilo Patini, ascrivendo il piccolo ovale al corpus del pittore abruzzese. Ciò appare confermato anche dall'analisi stilistica che consente ad una collocazione cronologica dell'opera all'ultima fase della produzione di Patini, sull'ultimo scorcio dell'Ottocento, caratterizzata da suggestioni luministiche e atmosferiche e da una personale interpretazione della pittura simbolista. D'altra parte, nonostante Patini faccia parte di quella schiera di pittori, anche molto diversi tra loro, uniti dalla comune aspirazione a formare un'arte italiana, capace di di superare e riassumere in sè i particolarismi delle vecchie scuole regionali, denuncia i suoi debiti, in seguito ad una formazione accademica, verso la scuola napoletana che conserva una fisionomia autonoma per quel certo carattere autoctono, nonostante durante i primi anni di Roma capitale si avverta, sia nel mercato dell'arte sia nelle committenze, lo sforzo di rinnovamento del linguaggio artistico. Così Patini approda alla lezione naturalistica di Filippo Palizzi, fautore di una poetica del vero, dal rigoroso senso morale in cui forma e contenuto erano perfettamente coerenti. Ma anche i seguaci più diretti del Palizzi introdussero dei correttivi che, nel caso di Patini vicino in tal senso alla Scuola di Resina, consisteva nel piegare il rigore morale della scelta tematica ad una formula pittorica più sintetica. In seguito, Patini, condividendo l'interesse generale dei pittori più progressisti verso la questione risorgimentale e dell'unità, si volse, soprattutto negli anni Ottanta, alla "questione meridionale" e a tematiche sociali in concomitanza con la formazione di movimenti operai e contadini che portarono alla costituzione dei Fasci dei Lavoratori e del Partito Socialista. Dagli anni Ottanta Patini, nel momento più alto della sua poetica verista, rinunciò alla gioia del colore a favore dei bruni, in contrapposizione alla moda dilagante della piacevolezza della pittura, incrementata dall'arrivo a Napoli negli anni Settanta del mercante parigino Goupil, del pittore spagnolo Fortuny e del belga naturalizzato inglese Alma Tadema. A questa estrema fase andrebbe, appunto, collocato il medaglione con il ritratto.
bibliografiaBellonzi F.( 1981)pp. 5-200; Savastano C.( 1990)pp. 117-194
definizionedipinto
regioneMarche
provinciaPesaro Urbino
comunePesaro
indirizzovia Gioacchino Rossini, 37
ente schedatoreR11
ente competenteS70
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Franchini C.; Funzionario responsabile: Costanzi C.; Trascrizione per informatizzazione: Franchini C. (2003); Aggiornamento-revisione: Eusebi C. (2003), Referente scientifico: NR (recupero pregresso); ARTPAST/ Piccoli T. (2006), Refere
anno creazione2003
anno modifica2003; 2006
latitudine43.910847
longitudine12.913901

oppure puoi cercare...