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Opera d'arte quadrupede a Venezia

L'opera d'arte quadrupede - codice 05 00577432 si trova nel comune di Venezia, capoluogo dell'omonima provincia
immagine - immagine non disponibile -
bene culturaleformella, pendant
soggettoquadrupede
tipo schedaOA_3.00
codice univoco05 00577432
localizzazioneITALIA, Veneto, VE, Venezia
datazionesec. XIX-XX ; 1800 (post) - 1996 (ante) [bibliografia]
ambito culturaleambito veneziano(contesto)
materia tecnicapietra tenera di Vicenza (?)
misurecm, diam. 22,
condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
dati analiticirilievo raffigurante quadrupede (felino o canide) con la testa rivolta all'indietro nell'atto di mordersi la coda. Definito da cornice a dentelli doppiallegorie-simboli
notizie storico-criticheil rilievo in esame rappresenta uno degli esempi di riproduzione di scultura veneto-bizantina. Venezia nell'Ottocento e ai primi del Novecento fu, infatti, uno dei centri dove la produzione di falsi scultorei di età medioevale fu più attiva, soprattutto di patere e di formelle. Opere di questo tipo furono murate, fin dal XII e XIII secolo, sulle facciate dell'edilizia civile veneziana. Utilizzo, questo, che assunse gradatamente sempre maggior sviluppo nei secoli successivi fino ai nostri giorni. La maggior parte della scultura medievale veneziana è in marmo greco e, in misura minore, in pietra di Aurisina e si differenzia dalle riproduzioni eseguite in epoca successiva, fino al Novecento, in quanto queste sono in pietra tenera, prevalentemente di Nanto o di Custoza, anche se non mancano esempi in pietra d'Istria. Nella primitiva edilizia civile, patere e formelle si alternavano con una disposizione decorativa di tipo speculare tra gli archi, le finestre o sopra i portali dove la croce teneva solitamente il posto d'onore. Insieme, sulle mura di casa, assumevano un valore apotropaico ossia di oggetti capaci di prevenire l'ingresso del maligno e del male. Diversi sono i soggetti iconografici delle patere che per lo più sono di tipo zoomorfico, anche se non mancano esempi di reperti di tipo geometrico e fitomorfico. I soggetti figurativi delle patere veneziane sono piuttosto limitati; tra questi compaiono, come nel caso in esame, singoli animali. Marzemin (1937) evidenzia che il significato degli animali nelle figurazioni poi divenute tipiche, assunse uno specifico significato civile e religioso della concezione della vita di tutto il popolo veneziano. Purtroppo, nella continua riproduzione a causa dell'imperizia, dell'inesperienza, della fantasia degli scultori, ma anche del degrado delle pietre utilizzate, tanti soggetti non sono oggi identificabili con esattezza, come il caso in esame. Si ricorda che il termine "patera", come rileva Dorigo, non è attestato prima della seconda metà dell'Ottocento e sembra che derivi dalla denominazione volgare "patara" probabilmente in uso per secoli nel linguaggio volgare.
bibliografiaPiamonte G.( 1996)V. -; p. 269; n.; Marzemin G.( 1937); Rizzi A.( 1982); Rizzi A.( 1987)V. -; pp. 21-39, 87-95; Dorigo W.( 2003)V. I; pp. 475-486
definizioneformella
regioneVeneto
provinciaVenezia
comuneVenezia
provvedimenti tutelaDLgs n. 42/2004, artt. 10 e 13, comma 1, NR
ente schedatoreS161
ente competenteS161
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Ongaretto, Michela; Funzionario responsabile: Fumo, Grazia; Trascrizione per informatizzazione: Ippolito, Enrica (2015)
anno creazione2011

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