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Opera d'arte putti reggighirlanda di Crosato Giovanni Battista (1697/ 1758), a Torino

L'opera d'arte putti reggighirlanda di Crosato Giovanni Battista (1697/ 1758), - codice 01 00200836 di Crosato Giovanni Battista (1697/ 1758), si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in reggia, museo, Palazzo Reale, Piazzetta Reale, Museo di Palazzo Reale, piano I, 24, Camera da lavoro della Regina, parete nord, voltino della strombatura della finestra prima
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bene culturalepannello, opera isolata
soggettoputti reggighirlanda
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00200836
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, TorinoPiazzetta Reale
contenitorereggia, museo, Palazzo Reale, Piazzetta Reale, Museo di Palazzo Reale, piano I, 24, Camera da lavoro della Regina, parete nord, voltino della strombatura della finestra prima
datazionesec. XVIII secondo quarto; 1733 (ca.) - 1733 (ca.) [bibliografia; documentazione]
ambito culturaleambito piemontese, esecuzione(analisi stilistica)
autoreCrosato Giovanni Battista (1697/ 1758),
materia tecnicatela/ pittura a oliolegno/ intaglio/ doraturatavola
misurelargh. 90, lungh. 120,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
dati analiticiPannello sul voltino della strombatura di finestra.Allegorie-simboli.
notizie storico-criticheL'intera stanza è decorata secondo un progetto iconografico elaborato da Filippo Juvarra nell'ambito dell'allestimento delle sale al primo piano verso nord-est su commissione de Carlo Emanuele III. Le varie scene, in cui sono rappresentati putti allegorici e mazzi di fiori, furono realizzate su zoccolo, paracamino, porte e tele collocate in rivestimenti da parete. Clemente Rovere nel 1858 descrisse gli intagli e lo zoccolo della camera da lavoro della Regina, attribuiti ad Ignazio Carlone e Giuseppe Bolgiè, e i "pregevoli. . . dipinti dell'imbasamento stesso e dei sguanci delle finestre, ove i rinomati fratelli Domenico e Giuseppe Valeriani rappresentarono La Virtù e le Arti liberali in forma di puttini, ed Anna Gili dei fiori formanti ghirlande, cascate e festoni". Non furono pubblicati nuovi studi sulla decorazione della stanza fino al 1961, quando Andreina Griseri segnalò un pagamento (già citato da Fiocco a p. 24) per formulare la sua ipotesi attributiva, secondo cui "i dipinti degli sguanci delle finestre e delle porte con puttini che rappresentano simboli di amore, già attibuiti ai Valeriani" sarebbero da ritenersi opera di Crosato insieme al "paracamino con Puttini che si scaldano" mentre lo zocccolo con "i puttini dipinti su fondo oro" spetterebbero "ad un aiuto del pittore veneto" (cfr. catalogo della mostra del Barocco piemontese). Le fonti archivistiche furono spesso menzionate dalla critica successiva con diverse interpretazioni: in realtà i documenti del 1733 riferiscono di un intervento del pittore Valeriani, presumibilmente il figurista Giuseppe, per lo zoccolo rappresentante "le Virtù ed Arti liberali in figure di puttini", della Gili per "bocheti, ghirlande e cascate di fiori e frutti" e di Crosato per "quattro laterali di finestre, due porte ed altri lavori di pittura". Un elemento di confusione per l'identificazione delle varie individualità coinvolte fu il paracamino che raffigura "Venere nella fucina di Vulcano", commissionato al Crosato per il Gabinetto della Toeletta della Regina dove si trova tuttora, citato nel pagamento insieme alle altre pitture della stanza. Il soggetto allegorico del paracamino della camera da lavoro, in cui è raffigurato anche un braciere, fu scambiato per l'episodio mitologico e l'attribuzione al Crosato estesa agli altri dipinti della stanza. Il pannello posto sul voltino della strombatura di finestra rappresenta, all'interno di una cornice lignea mistilinea, quattro putti alati che sorreggono un grande ghirlanda di fiori dipinti su fondo oro da Giovanni Battista Crosato, come testimonia il citato documento d'archivio (censito informaticamente durante la ricerca compiuta sulle fonti archivistiche relative a Palazzo Reale con la scheda n. 105422 di Sonia Damiano). Non sono noti al momento gli autori della parte di intaglio ligneo, attribuita a maestranze piemontesi, probabilmente qualcuno degli "esponenti di generazioni familiari con esperienza secolare" elencati da Gritella nel testo in bibliografia (cfr. G. Gritella, "Juvarra", v. II, p. 255), anche se Rovere riferisce che nella camera furono attivi gli intagliatori Ignazio Carlone e Giuseppe Bolgiè.
bibliografiaSchede Vesme( 1963)v. I p. 377-378; Rovere C.( 1995)p. 147; Paragone( 1961)n. CXXXV pp. 52-54 di Griseri A.; Viale V.( 1963)v. II pp. 14; 36; 79 cat. n. 138 di Griseri A.; Gritella G.( 1992)v. II p. 257; Pittura Veneto( 1994)p. 130 di Pallucchini R.; Dizi
definizionepannello
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzoPiazzetta Reale
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Traversi P.; Funzionario responsabile: Astrua P.; Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Damiano S. (2007), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione2001
anno modifica2007
latitudine45.072658
longitudine7.686346

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