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Opera d'arte putti che giocano a Torino

L'opera d'arte putti che giocano - codice 01 00143622 A si trova nel comune di Torino, capoluogo dell'omonima provincia sita in palazzo, statale, Palazzo Carignano, via Accademia delle Scienze, 5, laboratorio di restauro
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bene culturalepannello, opera isolata
soggettoputti che giocano
tipo schedaOA_3.00
codice univoco01 00143622 A
localizzazioneItalia, Piemonte, TO, Torinovia Accademia delle Scienze, 5
contenitorepalazzo, statale, Palazzo Carignano, via Accademia delle Scienze, 5, laboratorio di restauro
datazionesec. XVIII prima metà; 1700 - 1740 (ante) [bibliografia]
ambito culturaleambito piemontese, esecutore(analisi stilistica)
materia tecnicatavola/ pittura a olio
misurealt. 43, lungh. 171.5,
condizione giuridicaproprietà Stato, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali
dati analiticiSu di un piano erboso cosparso qua e là da arbusti vi sono cinque putti nudi in atteggiamento ludico: partendo da sinistra, il primo suona un flauto, il secondo è in piedi accanto a un plinto sormontato da un'anfora e regge in mano un bastone, il terzo poggia un piede sulla schiena di un quarto putto che è inginocchiato per terra insieme al quinto. A destra si notano ancora un vaso e una roccia.Figure: putti. Strumenti musicali: flauto. Elementi architettonici: plinto con anfora. Piante: arbusti. Oggetti: bastone; vaso. Paesaggi: rocce; piante.
notizie storico-criticheLe indagini condotte da Caterina Thellung permettono di accertare la provenienza della boiserie da Palazzo Carignano, da dove giunge nel 1927, come risulta da una lettera del Soprintendente Cesare Bertea, che comunicava al direttore della Galleria Sabauda il nulla osta al trasferimento dai magazzini della pinacoteca di due zoccoli settecenteschi dipinti e dorati "che un tempo ornavano una sala del Palazzo Carignano per ornare le sale di Palazzo Madama" in corso di restauro (documentazione che trova ulteriore conferma nel ritrovamento del frammento di boiserie nelle cantine di Palazzo Carignano. Cfr. C. Mossetti, 1996, p. 147): si trattava della boiserie del Crosato, raffigurante Episodi delle Metamorfosi, e di una serie di pannelli con putti a monocromo in origine montata nel salone delle feste a levante. Inoltre un recente contributo di Cristina Mossetti aggiunge un importante dato documentario utile a definire con precisione la cronologia. Un inventario datato al 1801 segnala nella sala d'udienza dell'appartamento al piano nobile verso mezzogiorno una boiserie "a bambocciate". Tale appartamento era già stato descritto in occasione degli inventari redatti nel 1741 (che mai però descrivono le boiserie) quando il banchiere Durando, procuratore generale dei Carignano, precisa che l'arredo della sala (insieme a quella di parata) era stato pagato da Carlo Emanuele III come dote per il matrimonio celebrato nel 1740 tra il principe di Carignano Luigi Vittorio e Cristina d'Asia Rhensfeld-Rattenbourg. L'anno 1740 viene ad essere termine ante quem per la datazione della boiserie, che si colloca nel periodo del secondo soggiorno piemontese del pittore.
bibliografiaMossetti C.( 1996)p. 147
definizionepannello
regionePiemonte
provinciaTorino
comuneTorino
indirizzovia Accademia delle Scienze, 5
ente schedatoreS67
ente competenteS67
autori della catalogazioneCompilatore scheda: Spione G.; Funzionario responsabile: Mossetti C.; Trascrizione per informatizzazione: Sanesi E. (2005); Aggiornamento-revisione: ARTPAST/ Pivotto P. (2006), Referente scientifico: NR (recupero pregresso);
anno creazione1996
anno modifica2006
latitudine45.070195
longitudine7.685822

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